Un pianista giovanissimo e versatile alla Sala Chopin

Fabio Maggio - Foto Max Cerrito

Fabio Maggio – Foto Max Cerrito

Il recente appuntamento con i “Pomeriggi in Concerto alla Sala Chopin” ha avuto come ospite il pianista Fabio Maggio, classe 1992, attualmente allievo di Mario Coppola e Lino Costagliola.
Vario e complesso il programma proposto, apertosi con la Sonata in fa maggiore Hob XVI:23, appartenente ad una raccolta di Sei sonate che Haydn dedicò nel 1774 al principe Esterházy, suo “datore di lavoro”.
Il successivo Rondo alla ingharese, quasi un capriccio in sol maggiore, op. 129 a dispetto del numero d’opera elevato, rappresenta un lavoro giovanile di Beethoven, scritto fra il 1795 ed il 1798 e mai terminato, pubblicato da Diabelli nel 1828.
Il titolo completo fu apposto dall’autore per indicare una sorta di incrocio fra i ritmi gitani (alla zingarese) e quelli ungheresi (alla ongarese), mentre l’altro appellativo, con il quale è più noto il pezzo, ovvero “Rabbia per il soldo perduto” sembra sia opera dell’amico Anton Schindler.
Dopo un breve intervallo, è stata la volta della Fantasia in si minore, op. 28 di Scriabin, brano del 1900, caratterizzato da un intenso romanticismo e notevoli difficoltà esecutiva.
Uno sguardo, poi, sul repertorio chopiniano, con la Fantasia in fa minore, op. 49 (1841), dedicata dal compositore polacco alla principessa Catherine de Souzzo, sua allieva.
Ad onta del nome scelto dal musicista, il lavoro presenta una struttura solida e compatta, discostandosi nettamente dai brani compresi in questo genere.
Gran finale con la virtuosistica Tarantella di Liszt, ricca di reminiscenze partenopee, tratta da “Venezia e Napoli”, supplemento al secondo anno de “Les Années de pèlerinage”, raccolta pubblicata nel 1861.
Per quanto riguarda Fabio Maggio, che già avevamo apprezzato in una precedente esibizione, si è dimostrato, anche in questa occasione, un pianista versatile e molto sicuro, fornendo un’ottima interpretazione di tutti i brani.
Pubblico numeroso ed entusiasta che ha chiesto ed ottenuto un bis, rivolto alla produzione di Chopin, con il quale si è concluso un recital che ha confermato, ancora una volta, la validità della rassegna organizzata dall’Associazione Napolinova.

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