Alla riscoperta di Luis Milán con il duo formato dal tenore Marcello Nardis e dal chitarrista Salvatore Morra

Duo Nardis-MorraCompositore rinascimentale spagnolo, Luis Milán è noto soprattutto per il suo Libro de musica de vihuela de mano, intitulado El Maestro, pubblicato a Valencia nel 1536, con dedica al re del Portogallo Giovanni III, detto “Il Pio”.
La raccolta è formata da due volumi, dove sono contenuti brani per vihuela, caratterizzati da crescente difficoltà per un totale di 40 Fantasie, 6 Pavane (presenti soltanto nel primo volume) e 4 Tientos (presenti solo nel secondo volume) e pezzi per vihuela e voce (12 Villancicos, parte in castigliano, parte in portoghese, 4 Romanze su testi spagnoli e 6 Sonetti su liriche di poeti italiani).
Documento di inestimabile valore storico-musicale, El Maestro porta con sé una serie di primati.
Infatti vi appare per la prima volta un genere come la Fantasia, risulta il più antico esempio di musica spagnola per canto e viuhela giunto fino ai nostri giorni, propone brani per vihuela originali e non trascrizioni di precedenti pezzi tratti dal repertorio corale polifonico, ed infine ogni composizione è corredata da intavolature e indicazioni legate ai tempi.
Una significativa panoramica relativa a questo interessantissimo lavoro di Luis Milán è stata al centro del recente appuntamento della stagione del Centro di Musica Antica Pietà de’ Turchini., in collaborazione con l’ Associazione culturale Altrecorde.
Il concerto, affidato al chitarrista Salvatore Morra ed al tenore Marcello Nardis, proponeva una parte iniziale, rivolta a trascrizioni per chitarra di alcune Fantasie e Pavane, ed una seconda parte dedicata a sei sonetti, per voce e chitarra, tratti dal Canzoniere di Francesco Petrarca e da Sonetti e canzoni di Jacopo Sannazaro.
Così è stato possibile apprezzare la difficoltà e la raffinatezza, sottese ai brani strumentali, che hanno esaltato l’abilità e la sensibilità di un chitarrista di elevatissimo livello come Salvatore Morra, che ha inoltre evidenziato un ottimo affiatamento con Marcello Nardis, frutto di una consolidata frequentazione artistica.
A sua volta il tenore è stato protagonista di un’interpretazione intensa e di estrema bravura, confermandosi artista eccezionalmente versatile, in grado di fornire, dopo aver affrontato autori e musiche di secoli a noi più vicini, il suo prestigioso apporto anche ad un repertorio molto particolare quale quello rinascimentale.
Il tutto ha contribuito a dare alla serata un’atmosfera di grande suggestione, davanti ad un pubblico numeroso (piacevolissima sorpresa se consideriamo la specificità del programma proposto), suggellata da un bis di chiusura, rivolto ad Amarilli di Caccini, su testo attribuito ad Alessandro Guarini.

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