All’Auditorium di Castel S. Elmo il gradito ritorno del trio Setzer-Finckel-Han

Trio Setzer-Finckel-Han 2Dopo i consensi ricevuti lo scorso anno, il trio formato da Philip Setzer (violino), David Finckel (violoncello) e Wu Han (pianoforte), si è ripresentato sul palcoscenico dell’Auditorium di Castel S. Elmo, nell’ambito della stagione dell’Associazione Alessandro Scarlatti.
Il recital si è aperto con la Sonata per violoncello e pianoforte in mi minore op. 38 di Johannes Brahms (1833-1897), composta fra il 1862 ed il 1865 e dedicata a Joseph Gänsbacher, violoncellista, giurista ed insegnante di canto al Conservatorio di Vienna.
Completata all’indomani della perdita della madre, rispecchia in parte il lacerante stato d’animo dell’autore e, nel movimento conclusivo, omaggia anche Bach e la sua Arte della Fuga.
A seguire abbiamo ascoltato il Trio n. 4 in mi minore, op. 90 “Dumky” di Antonín Dvořák (1841 – 1904), il cui appellativo è dovuto al fatto che i sei movimenti che lo costituiscono, hanno come riferimento la dumka, forma musicale popolare caratterizzata da un senso di struggimento e malinconia di base, dove sono presenti anche passaggi di maggiore levità, mutuata da una forma poetica, che ricordava le imprese epiche dei cosacchi.
Dopo l’intervallo, seconda parte dedicata interamente a Dvořák, con il Trio n. 3 in fa minore, op. 65, scritto nel 1883, che abbina, in modo molto equilibrato, lo stile cameristico di impronta brahmsiana e temi derivati dal folclore slavo.
Curiosamente, anche il completamento di questo brano, come quello di Brahms, fu preceduto dal medesimo lutto, in quanto Dvořák perse la madre nel 1882.
Per quanto riguarda gli interpreti, ancora una volta è stato possibile apprezzare la bravura dei singoli componenti, la loro voglia di fare musica insieme, che viene fortemente percepita dal pubblico, ed il perfetto affiatamento fra i tre, frutto di una lunghissima frequentazione, dovuta al fatto che David Finckel fa coppia con la pianista Wu Han anche nella vita e, per più di trenta anni, ha suonato con il violinista Philip Setzer nel Quartetto Emerson (ensemble lasciato dal violoncellista pochi mesi fa).
Unico rammarico della serata, la presenza di un numero di spettatori inferiore al solito, fenomeno abbastanza frequente quando il concerto si tiene in un giorno della settimana diverso dall’usuale, ma chi c’era ha assistito ad una serata di ottima musica, che si è conclusa con un bis rivolto alla produzione di Haydn.

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