Alberto Bocini straordinario protagonista dell’ “Omaggio al Contrabbasso” organizzato dall’Associazione Napolinova

Alberto Bocini 2E’ fuori dubbio che il contrabbasso deve la sua attuale notorietà in quanto parte integrante, con pianoforte e batteria, del classico trio jazz.
Nell’ambito della musica cosiddetta colta, in particolare quella cameristica, le fortune dello strumento sono state essenzialmente legate alla presenza di figure, abbastanza rare, che ricoprivano contemporaneamente i ruoli di solista virtuoso e di compositore, quali Domenico Dragonetti (1763-1846) e Giovanni Bottesini (1821-1889).
Da ciò si ricava che un recital per solo contrabbasso, già di per sé, può essere considerato un appuntamento interessante.
Se poi, come avvenuto recentemente, è possibile ascoltare un musicista del calibro di Alberto Bocini, primo contrabbasso dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino e docente all’ Haute école de Musique di Ginevra, allora siamo di fronte ad un evento imperdibile.
Il concerto, tenutosi nella Sala Chopin e organizzato dall’Associazione Napolinova, ha visto il maestro Bocini, a coronamento della sua Masterclass, confrontarsi con un repertorio compreso fra l’Ottocento e i giorni nostri, relativo ad autori che furono o sono ancora, anche contrabbassisti.
Primo musicista in programma l’austriaco Hans Fryba (1899-1986) con la Suite in vecchio stile, concepita come gli omonimi pezzi bachiani e, sempre il grande compositore tedesco, era al centro di Hommage à J. S. Bach, op. 44 dello svizzero Julien-François Zbinden (1917).
E’ stata poi la volta del finlandese Teppo Hauta-aho (1941), riconosciuto attualmente il maggior compositore di brani per contrabbasso, la cui Kadenza (1978) è entrata a far parte dei classici del XX secolo per tale stumento, mentre i successivi Tre piccoli pezzi rappresentavano uno degli ottimi contributi di Bocini alla letteratura contrabbassistica.
Gran finale con Giovanni Bottesini che, seguendo la consuetudine ottocentesca, scrisse pezzi di enorme virtuosismo, legati a motivi all’epoca popolari, quali le Variazioni su “Nel cor più non mi sento” (su un’aria da “La Molinara” di Paisiello) e l’Introduzione e Variazioni sul “Carnevale di Venezia” (dalla canzone veneziana “O mamma, mamma cara”, a sua volta originata da un pezzo della prima metà del Settecento di Giovanni Cifolelli).
Due parole, ora, sull’interpretazione di Alberto Bocini, apparso un esecutore eccezionale, che all’innato talento abbina una grande passione, trasmettendo forti emozioni tramite un suono avvolgente e di grande nitidezza, riuscendo nel non facile compito di far apprezzare anche brani abbastanza ostici, come quelli risalenti alla fine del Novecento.
I ringraziamenti conclusivi vanno ad Alfredo de Pascale, direttore artistico di Napolinova, che ha organizzato in brevissimo tempo un evento di grande portata, ignorato quasi completamente dalla stampa locale, sempre pronta nel contrabbandare, a comando del potente di turno, manifestazioni di dubbio livello, facendole passare per “grandi eventi”, trascurando nel contempo la quotidiana programmazione cittadina di qualità, molto più vasta di quanto possa apparire ad un esame superficiale.

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