Con Olga Laudonia alla scoperta delle scuole organistiche italiane del Settecento

Olga LaudoniaProsegue la rassegna “Sette secoli di musica sacra per organo a Napoli – Vespri d’organo”, organizzata dall’Associazione Trabaci, il cui direttore artistico è Mauro Castaldo.
Il recente appuntamento, svoltosi nella chiesa napoletana di S. Nicola da Tolentino, più nota come Nostra Signora di Lourdes, dove è collocato un “Rotelli-Varesi” del 1958, ha ospitato Olga Laudonia, organista titolare del Santuario della Madonna del Carmine a Sorrento, che ha eseguito alcuni brani tratti dal repertorio settecentesco, legati alla produzione delle diverse scuole italiane dell’epoca.
Partenza, naturalmente, da Napoli, con la Pastorale del brindisino Leonardo Leo (1694-1744), che studiò al Conservatorio della Pietà de’ Turchini, dove in seguito avrebbe anche insegnato, con maestri del calibro di Provenzale e Fago, ed ebbe una prestigiosa carriera anche come organista.
Praticamente ignoto, invece, N. M. Salzani, che si suppone coevo di Provenzale, la cui Sonatina II, di chiaro stampo operistico, rappresenta una vera e propria scoperta, effettuata da Olga Laudonia nella biblioteca del Conservatorio di S. Pietro a Majella, che ha curato anche la revisione del pezzo.
Da Napoli all’Emilia con diversi autori, a cominciare da Arcangelo Corelli (1653-1713), noto in particolare per il Concerto grosso “per la notte di Natale”, esempio di una forma barocca da lui portata all’apice.
Dalla sua produzione abbiamo ascoltato la Sonata V, preceduta da un Allegro di G. Corsini e seguito dalla Sonata V di Ignazio Cirri (1711-1787), maestro di cappella della Cattedrale di Santa Croce a Forlì, e dall’Andante di Gabriele Vignali, che compose soprattutto musica sacra ed è citato dallo storico britannico Charles Burney nel “Viaggio musicale in Italia”.
Per la scuola toscana, la Laudonia ha scelto Domenico Zipoli (1688-1726), fra i musicisti più prestigiosi della prima parte del Settecento.
La sua storia è molto particolare in quanto, dopo aver raggiunto una vasta notorietà, decise di abbandonare tutto e spostarsi in Sudamerica per fornire il suo contributo all’ordine dei Gesuiti, ma morì di tubercolosi, nella città argentina di Córdoba, prima di essere ordinato sacerdote.
Anche Venezia, nel Settecento, aveva una scuola che godeva di un notevole prestigio e un esempio significativo al proposito, era costituito dalla Sonata seconda del compositore ed organista veneziano Giovanni Battista Pescetti (1704-1766), allievo di Antonio Lotti e collega di studi di Baldassarre Galuppi.
Chiusura con la scuola lombarda, rappresentata dal poco noto Carlo Monza (1735-1801), la cui Sonata in re maggiore denotava una vena operistica, e da uno dei suoi maestri, Giovanni Battista Sammartini (1700-1775), la cui fama varcò i confini della Lombardia per raggiungere tutta l’Europa, autore della Sonata posta al termine del programma.
Per quanto riguarda l’interprete, Olga Laudonia ha ancora una volta evidenziato la sua bravura ed il suo rigore esecutivo, abbinati ad una versatilità che le permette di affrontare con uguale perizia brani dell’epoca barocca, come in questo caso, e pezzi moderni, come abbiamo potuto apprezzare in altre occasioni.
A questo si aggiunge un continuo lavoro di studio e di ricerca di nuovi brani, che si traduce nella proposizione di programmi di alto valore storico e musicale, con un conseguente arricchimento culturale anche del pubblico.
Bis d’obbligo, costituito dall’Adagio dalla Sonata-Fantasia in do minore, di Giovanni Benedetto Platti, altro autore di scuola veneziana, degna chiusura di un viaggio iniziato a Napoli, che ha toccato alcuni dei principali luoghi musicali del Settecento italiano.

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