I “Vespri d’organo” gettano un ponte fra Occidente ed Oriente

Coro Sound Bridge di Yokohama

Il recente appuntamento con i “Vespri d’organo”, svoltosi nella chiesa dell’Immacolata al Vomero, ha ospitato il Coro giapponese “Yokohama Sound Bridge”, diretto da Takashi Hatsugai e accompagnato alla tastiera da Kazuko Kurishima.
Si è trattato di un concerto diverso dal solito, poiché il programma ha alternato brani della tradizione giapponese, a pezzi sacri di autori italiani, interpretati da Rosa Montano (mezzosoprano) e Mauro Castaldo (organo).
Apertura rivolta a Monte Hakone di Rentarō Taki, nato a Tokyo nel 1879 e morto giovanissimo a Ōita nel 1903, per una tubercolosi contratta a Lipsia, dove era andato per perfezionarsi con Solomon Jadassohn (composizione) e Robert Teichmüller (pianoforte).
Successivamente abbiamo ascoltato una serie di brani di Shimpei Nakayama (1887-1952), molto famoso in Giappone in quanto autore di canzoni per ragazzi e di pezzi ispirati al folklore.
Non a caso, questa prima parte si è conclusa con Katyusha’s song, motivo popolarissimo, che era stato scritto nel 1914 per la messa in scena a Tokyo del romanzo Resurrezione di Tolstoj, dove il ruolo di Katyusha era impersonato dall’attrice e cantante Sumako Matsui.
E’ stata, quindi, la volta del duo Montano-Castaldo, che ha interpretato tre brani, iniziando con l’ Ave Maria di Giuseppe Verdi (1813-1901), seguita dalla Salve Regina del calabrese Paolo Serrao (1830-1907), che entrò nel Real Collegio di Musica di Napoli (l’attuale Conservatorio di S. Pietro a Majella), ad appena nove anni, con la dispensa dal pagamento della retta, grazie all’interessamento del re in persona.
Pezzo conclusivo “Ridonami la calma! – Preghiera”, scritta a Londra nel 1888 da Francesco Paolo Tosti (1846-1916), su testo del saggista e storico Corrado Ricci, nella quale emerge un lato inedito di un autore reso celebre soprattutto dalle romanze da salotto.
Gran finale affidato al coro giapponese, che ha cantato Otemoyan e Soran bushi, canti popolari appartenenti rispettivamente alla tradizione del Sud (Kumamoto) e del Nord (Hokkaido).
Non poteva mancare il bis, prima con “Furusato” (“La nostra Patria”, di Tatsuyuki Takano e Teiichi Okano), divenuto, dopo il devastante terremoto dello scorso anno, un incitamento alla ripresa e quasi una sorta di secondo inno nazionale giapponese, e poi con un omaggio a Napoli, consistente nella canzone “Santa Lucia” di Teodoro Cottrau, eseguita con una dizione quasi perfetta.
Molto bravi i componenti del coro, quasi tutte donne, così come il direttore e la pianista, festeggiati da un pubblico molto numeroso, sicuramente spinto anche dalla curiosità e, alla fine, contento di aver trascorso una serata diversa dal solito, iniziata nel piazzale antistante la chiesa, con un piccolo assaggio dedicato all’arte dell’origami.
In conclusione, il recente appuntamento con i “Vespri d’organo” si è caratterizzato per aver gettato un significativo ponte fra occidente e oriente.

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