Martedì 30 ottobre Maria Pia De Vito ospite della rassegna dell’Associazione Alessandro Scarlatti con il progetto “Pergolesi – In compagnia d’amore”

Martedì 30 ottobre 2012, alle ore 21 nell’Auditorium di Castel Sant’Elmo, l’Associazione Alessandro Scarlatti presenta al pubblico napoletano il progetto “Pergolesi – In compagnia d’amore”, commissionato dalla Fondazione Pergolesi-Spontini per il festival internazionale omonimo in Jesi, e presentato con grande successo nel settembre del 2011.
Le riletture armoniche e formali di François Couturier, pianista e compositore francese di grande spessore e apertura, stimolano l’incontro di 4 individualità forti di esperienze in territori diversi: Maria Pia De Vito, cantante jazz vincitrice del Top Jazz 2011, da sempre attratta dalle infinite possibilità della voce, e a spaziare dalla musica etnica, al barocco, all’elettronica; la violoncellista tedesca, Anja Lechner, co-fondatrice del Rosamunde Quartet, è solista di vaglia non solo nel mondo della musica classica; il percussionista Michele Rabbia è musicista poliedrico e in costante fermento nella sua ricerca sui mille possibili suoni e nelle sue possibili elaborazioni elettroniche.
Il materiale Pergolesi diviene terreno di coltura per procedure diverse e innesti variegati: il dialogo improvvisativo su tessiture armoniche e strutture fluide e mutevoli, la vocalità barocca ed il canto improvvisato, i dialoghi tra la voce umana e la voce del violoncello, tra suoni acustici e ritmi di pelli e di metalli, ed una elettronica aerea e “concreta”che elabora suoni naturali e di sintesi.
Come evocata da spazi siderali rarefatti la musica si rende percepibile poco a poco: il primo suono è il gorgoglio di una sorgente remota che risveglia fruscii misteriosi.
Si espandono a poco a poco frammenti sonori cristallizzati e guizzi di note balenanti come meteore.
La voce si fa più distinta, acquista gradatamente colore e morbidezza ed infine la musica di Pergolesi affiora, diventa sempre più riconoscibile fino a trasformarsi in una preghiera elevata al di sopra di esperienze terrene, trasfigurata in una contemplazione estatica.
Aprendo le cornici di pagine liriche dallo Stabat Mater, danze e arie dalle Opere, sonate per violoncello e frammenti di brani strumentali, alla ricerca di una tradizione ancora da inventare.

Costo del biglietto

I settore: 25 Euro
II settore: 20 Euro
III settore
Intero: 15 Euro
Ridotto giovani: 8 Euro
Last minute (giovani al di sotto dei 31 anni): 3 Euro, in vendita un’ora prima del concerto

Per informazioni:
www.associazionescarlatti.it
info@associazionescarlatti.it
Infoline: 081 406011

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Programma
Maria Pia De Vito: In compagnia d’amore

Musiche di Giovan Battista Pergolesi rielaborate da François Couturier
Amen
Fac ut portem
Ogni pena
Sinfonia a violoncello solo
Quando corpus morietur
Nina
Quis est homo
Chi disse ca la femmena

Maria Pia De Vito
Da sempre attratta dalle infinite possibilità sonore della voce, si dedica allo studio del canto in tutte le sue forme, concentrandosi anche sulla composizione e l’arrangiamento.
Nel 1976 inizia l’attività concertistica, sviluppando anche le proprie doti di strumentista nell’ambito di gruppi di ricerca interessati fra l’altro alla musica etnica, in particolare dell’area mediterranea, balcanica e sudamericana.
Nel 1980 avvia l’attività in ambito jazzistico e in breve si ritrova a collaborare con musicisti quali John Taylor, Ralph Towner, Rita Marcotulli, Ernst Rejiseger, Paolo Fresu, Norma Winstone, Steve Swallow, Gianluigi Trovesi.
L’impegno e le peculiari doti interpretative la portano ai ben noti successi che coronano le esibizioni con artisti come fra gli altri Joe Zawinul, Michael Brecker, Miroslav Vitous, Uri Caine, Kenny Wheeler, Art Ensemble of Chicago, Dave Liebman, Billy Hart, Eliot Ziegmund, Cameron Brown, Steve Turre, Maria Joao, Ramamani Ramanujan, David Linx, Diederik Wissels, Nguyen-le.
La costanza nella ricerca di nuove forme espressive è testimoniata dal succedersi di tappe memorabili come Nauplia, il progetto co-ideato e diretto unitamente a Rita Marcotulli, Fore Paese, e Triboh.
Altri eventi discografici nascono dall’incontro il pianista John Taylor (“Phonè”), e dopo che nel 1997 al duo si aggiunge Ralph Towner, nasce il disco “Verso” del 2000, cui seguono la trionfale tournée europea del 2001 e il prestigioso inserimento nella categoria Beyond Artist del 49° Down Beat Critics Poll.
Di qui in poi, gli “eventi” concertistici e discografici di successo si susseguono pressoché ininterrottamente, con incontri e collaborazioni musicali di grande rilievo come quelle con Steve Swallow e Patrice Heral, con Ernst Reijseger e Paul Urbanek. Alla “forma canzone” è dedicato un importante progetto, co-diretto da Danilo Rea e Enzo Pietropaoli con la partecipazione di Aldo Romano: “So Right” (2005), con brani originali e reinterpretazioni del repertorio di Joni Mitchell, partecipa a numerosissimi festival in Italia e all’estero (ricordiamo Umbria Jazz, Basilea, Shangai.)
Nel febbraio 2008 si esibisce con questo repertorio al Blue Note di New York, accompagnata da Ed Simon, Scott Colley, Clarence Penn, con enorme successo.
Nel 2005 incide in Francia -con David Linx, Diederik Wiessels, Fay Claassen –il CD “One Heart three voices”, che ottiene il Grand prix du jazz dall’accademia Charles-Clos, e il Prix du musicien européen de L’Acadèmie du Jazz.
Con un nuovo gruppo, “Songs from the underground” incide nel 2007 il disco omonimo, “Songs from the underground”, e nello stesso anno la Casa del Jazz le dedica una “carte blanche”.
Sempre al 2007 risale il fortunato incontro con il pianista e compositore gallese Huw Warren, con cui incide nel 2008 il CD “Dialektos”, con la partecipazione di Gabriele Mirabassi.
Il 2008 è un anno di grande fermento creativo, in cui vengono varati nuovi importanti progetti:con plurime collaborazioni che si proiettano anche negli anni successivi, e in cui come cantante vince il referendum Top jazz 2008 indetto da “Musica Jazz”, seguito negli anni da numerosi ulteriori riconoscimenti.
Altro campo di ricerca sempre prediletto, la musica barocca, che la vede firmare vari progetti assieme al clavicembalista, organista e direttore Claudio Astronio: “Chaconne”, “La danza della voce”, “Coplas a lo divino” (con Michel Godard e Paolo Fresu).
Parallelamente all’attività di leader svolge da sempre una folta serie di collaborazioni e partecipazioni di grande successo, con enti come l’Orchestra della Sardegna o figure come il compositore britannico Colin Towns e la scultrice e video-maker Marisa Albanese.
Il maestro Roberto De Simone ha composto per lei una riscrittura della Fantasia Cromatica di Bach, registrata nel CD “Specula e gemini”.

François Couturier
Compositore e pianista, dopo gli studi universitari (CAPES in musicologia) e in pianoforte classico ha iniziato nel 1978 una lunga collaborazione con il contrabbassista John Paul Celea, dapprima in duo, poi in molti progetti con altri artisti.
Nel 1980 gli è stato conferito il premio della Django Reinhardt Academy.
Fra il 1981 e il 1983 compie un tour mondiale con il gruppo di John McLaughlin, “The Translators”; nel 1986 crea il gruppo “Passaggio” con Jean-Paul Céléa e con Armand Angster, Françoise Kübler, Wolfgang Reisinger), e lavora con François Jeanneau, Didier Levallet, Michel Portal, Larry Schneider.
Dopo il 1998 suona in duo con il violinista Dominique Pifarély; con lui registra “Poros” (per ECM) e lavora su diverse creazioni, assieme a Michel Godard, Louis Sclavis, François Corneloup, Dominique Visse. Con Jean-Marc Larché compone l’opera “Mozart e Amadeus” su libretto di Anthony Burgess e crea il trio “Music for a While”.
Dal 2001 è membro del trio di Anouar Brahem “Le pas du chat noir” e in seguito “Le Voyage de Sahar” (con questa formazione registra due CD per ECM e realizza tournées mondiali).
Nel 2005 ha inciso “Nostalghia, Song for Tarkovsky” (ECM) con Anja Lechner, Jean Louis Matinier e Jean Marc Larché; da allora il quartetto si esibisce ovunque in Europa con grande successo.
Ha composto la musica per il film ”Maman est folle” di Jean Pierre Ameris.
Del 2009 è l’omaggio a Federico Mompou (Zigzag Records) in trio con François Mechali e François Laizeau.
Nel 2010 esce per ECM l’album “Un jour si blanc”, e viene nominato Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres.
Recente è l’uscita del nuovo album “QuartettoTarkovsky”.

Anja Lechner
Nata a Kassel, ha studiato con Heinrich Schiff e poi, grazie a una borsa di studio della Deutsche Studienstiftung, con Janos Starker a Bloomington.
Nel 1990 ha vinto il Musik-Forderpreis der Stadt München e dal 1991 al 2008 ha suonato nel Rosamunde Quartet, registrando per la ECM New Series un ampio repertorio.
Dal 2009 inizia la collaborazione con il baritono Christian Gerhaher per il ciclo “Notturno” di Ottmar Schoeck, molto apprezzato da pubblico e critica.
In ambito cameristico ha collaborato con molti artisti importanti, e come solista ha interpretato varie composizioni a lei dedicate: nel 2007 ha suonato in prima assoluta i Komitas Songs nella versione di Mansurian per violoncello e orchestra da camera, e nel 2009 ha eseguito tutte le opere di Valentin Silvestrov per violoncello solista.
Nel 2000 ha creato un duo con il pianista greco Vassilis Tsabropoulos, e l’album “Chants, Hymns and Dances” ha avuto grande successo in Usa.
Nel 2008, per l’album “Melos”, al duo si è aggiunto il percussionista italiano U.T. Gandhi.
Nell’ambito dell’improvvisazione, collabora con artisti come François Couturier, Sylvie Courvoisier e Mark Feldman.
Ha suonato anche in duo con l’argentino Dino Saluzzi nel CD “Ojos Negros” (2006), album dell’anno per “Down Beat”, ed è solista nell’ultimo album di Saluzzi “El Encuentro”, inciso live con la Metropole Orkestra.

Michele Rabbia
Torinese, segue i corsi di batteria di Enrico Lucchini, e nel 1989 si reca negli Usa dove studia con Joe Hunt e Alan Dawson. Rientrato in Italia, inizia a Roma la sua attività concertistica e discografica collaborando con: Antonello Salis, Charlie Mariano, Stefano Battaglia, Marilyn Crispell, Dominique Pifarely, Louis Sclavis, Paul McCandless, Michel Portal, Matmos; Matthew Shipp, Enrico Pieranunzi, Michel Godard, Rita Marcotulli, Vincent Courtois, Andy Sheppard, Eivin Aarset, Sainkho Namtchylak, John Tchicai, Bruno Chevillon, Furio Di Castri, Maria Pia De Vito, Italian Instabile Orchestra, Jean-Paul Celea, Sebi Tramontana, Giovanni Maier, Roberto Cecchetto, Paolo Damiani, Aires Tango, Francesco Bearzatti, Daniele D’Agaro, Giovanni Guidi, Achille Succi, Roberto Ottaviano, Luciano Biondini, Gabriele Mirabassi, Gianluca Petrella, Giancarlo Schiaffini, Salvatore Bonafede, Elio Martuscello, Michael Thieke, Roberto Bellatalla, Bebo Ferra, Paolino Dalla Porta, Regis Huby e molti altri.
I suoi interessi si estendono anche all’ambito della danza, con collaborazioni altrettanto prestigiose, a quello del teatro con le musiche per “Genova 01” di Fausto Paravidino, alla letteratura con Dacia Maraini, Gabriele Frasca e Sara Ventroni, alla pittura con Gabriele Amadori e all’architettura con James Turrell.
Si è esibito nei più importanti festival in Europa, Cina e Stati Uniti.

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