Domenica 11 novembre al Festival Suoni Riflessi di Firenze “Orfeo. Flebile Queritur lyra”, di Silvia Colasanti

Dopo il recente successo della ripresa di To muddy death. Ophelia (2008) al Sancarlino di Brescia, nuove esecuzioni di Silvia Colasanti attendono il pubblico della musica nuova nel vivo della stagione musicale 2012-2013, in Italia e all’estero.
L’inquietudine e la metamorfosi, i due “leitmotiv” protagonisti della prima parte del 2012, con la tournée delle Variazioni sull’inquietudine, scritte per Enrico Bronzi e la prima de La metamorfosi al Maggio musicale fiorentino, riaffioreranno negli ”allestimenti sonori” del rapporto tra amore e morte e dell’energia che infiamma la materia.
L’11 novembre sarà in scena al Festival Suoni Riflessi di Firenze Orfeo. Flebile queritur lyra (2009), melologo su testo tratto dalle Metamorfosi di Ovidio, per voce recitante ed ensemble, con la voce recitante di Maddalena Crippa e con il Nuovo Contrappunto Ensemble diretto da Mario Ancillotti.
Il lavoro, scritto su commissione dell’Istituzione Universitaria dei concerti (IUC) di Roma, è stato presentato in prima assoluta nell’Aula Magna della Sapienza nel 2009 e da allora è già stato proposto sia dalla Scarlatti di Napoli con Maddalena Crippa, sia in Austria a Feldkirck con l’attore Peter Baumgardt.
“La storia di Orfeo ci commuove perché è la storia di un fallimento, racconta Silvia Colasanti, del meraviglioso tentativo di conciliare fra loro le due misteriose forze primordiali dell’esistenza umana, l’amore e il suo doppio, la morte. L´amore è di volta in volta follia – quella follia che spinge il pastore Aristeo a causare la morte di Euridice, Orfeo ad essere sprezzante perfino dell´oltretomba e a rifiutare tutte le altre donne in segno di fedeltà assoluta alla donna perduta -, estasi e sofferenza, ma anche esperienza voluttuosa – da vivere o da rimpiangere -, desiderio, possibilità di ritrovarsi. Amore infine come antidoto alla morte, che è invece nemico da sconfiggere, un traguardo raggiungibile solo in parte; il poeta riuscirà infatti a vincerla e a far trionfare la resurrezione, ma una volta soltanto. Accanto a questo il mito solleva gli antichi temi cari all´Uomo: la caducità della vita e l´eternità dell´arte, la possibilità di convivere con il dolore attraverso la musica, il potere della poesia, l´arte come espressione della realtà e l´arte come scontro fra realtà e immaginazione, infine lo straordinario legame tra uomo e natura. Orfeo, eroe moderno, umano e fragile, non sapendo resistere alla propria passione, si volta verso Euridice, rompendo l´incantesimo con la sua disubbidienza. Consapevole sin dall’inizio di non potere strappare Euridice, definitivamente, al mondo delle ombre, il suo canto d´amore sarà pure già lamento di morte. Il lavoro Orfeo. Flebile queritur lyra si presenta come un “concerto” per voce ed ensemble, con un’alternanza calibrata tra musica e parola, dove la musica ha una funzione drammaturgica molto intensa: la funzione cioè di esprimere uno stato primordiale del pensiero, quando questo non è già pensare, ma è ancora sentire. In determinati momenti i suoni amplificano il significato del testo o ne sottolineano alcuni tratti, in altri vanno ad esprimere qualcosa che non viene neanche detto con le parole. Proprio per questo, se in alcuni momenti la musica convive con la parola, in altri è sola”.
La ripresa fiorentina sarà una preziosa occasione per rileggere l’opera per teatro musicale colasantiana alla luce delle recenti evoluzioni, andando alla radice dello studio musicale della figura dell’ eroe e del suo doppio, l’antieroe, di cui la compositrice ha sperimentato recentemente nuove declinazioni in Faust e Gregorio, protagonisti degli ultimi due lavori per teatro: Faust. Tragedia soggettiva in musica nel 2011 e La metamorfosi nel 2012.
Novembre sarà inoltre il mese della prima svedese di Burning, al Sound of Stockholm Festival at Kulturhuset (20 novembre), con il New European Ensemble, cui il lavoro è dedicato, diretto da Christian Karlsen.
Composizione per sette strumenti (in organico anche una chitarra e un mandolino), Burning è stato commissionata dalla Fondazione Eduard van Beinum, che costituitasi nel 1960 dopo la scomparsa del famoso direttore olandese, ha assunto come obiettivo il supporto economico a giovani interpreti e compositori.
La prima assoluta del lavoro risale all’inaugurazione della stagione 2010 dello White Crow Music Festival di Leiden.
Il titolo rimanda immediatamente alla ben nota conformazione magmatica della materia sonora colasantiana il cui intrico contrappuntistico, grazie ad inediti procedimenti timbrici – tintinnii di chitarra e mandolino, emissioni speciali degli archi e dei fiati – si colora qui di strane presenze.
Il fuoco, le fiamme ritornano in Burning dopo aver fatto il loro ingresso in catalogo con il pianistico Logica in fiamme (2008) e nell’orchestrale Tra il fuoco e la rugiada (eseguito in prima al Palais des Beaux Arts de Belgique, nel 2006, dall’Orchestre National de Belgique diretta da Reinbert de Leeuw), e anticipano la prima mondiale di Tuli tuhmaksi rupesi (Fuoco folle di furore) per quintetto d’archi e piano commissionato dalla finnica Kalevalaseura (Società del Kalevala), nel 2013.

Nicoletta Tassan Solet
Massalia Comunicazione
nicoletta.tassan@gmail.com
massaliacomunicazione@gmail.com
+ 39 348 64 18 066

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Silvia Colasanti
Silvia Colasanti (1975) si è formata al Conservatorio Santa Cecilia di Roma con Luciano Pelosi e Gian Paolo Chiti, e successivamente perfezionata con Fabio Vacchi, Wolfgang Rihm, Pascal Dusapin e Azio Corghi sia presso l’Accademia Musicale Chigiana, sia presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma, ricevendo dal Presidente della Repubblica il prestigioso Premio Goffredo Petrassi quale miglior diplomata in composizione.
È stata premiata in numerosi concorsi nazionali e internazionali, tra i quali il Zeitklang – International composition competition Musikfabrik NÖ di Vienna, il Lopes Graça di Lisbona, ed è stata selezionata al Tactus – Young Composers Forum 2006 di Bruxelles.
Numerose sono le istituzioni ad averle tributato prestigiosi riconoscimenti: Radio Rai l’ha scelta quale rappresentante per l’Italia all’International Rostrum of Composers, la Fondazione Adkins Chiti – Donne in musica (Roma) le ha commissionato diversi lavori tra cui un brano di musica sacra per la Città del Vaticano. Nell’agosto 2007 è stata artista in residence per la Civitella Ranieri Foundation di New York.
E’ stata selezionata assieme al Quartetto di Cremona per il Progetto Musica 2007 della Fondazione Spinola – Banna per l’Arte. Nel 2010 le viene assegnato il Premio Nino Carloni per la categoria ‘Giovane Compositore’ per “aver mostrato, nella sua già cospicua produzione, di perseguire una linea di sviluppo artistico molto personale e riconoscibile, dove la consapevolezza delle più aggiornate esperienze contemporanee si fonde con la volontà di non rinunciare mai all’evidenza del dato emozionale, in una scrittura sempre finemente articolata.”
Compositrice italiana apprezzata in Italia e all’estero, le sue composizioni sono eseguite con regolarità nelle principali istituzioni musicali internazionali tra cui l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia (Roma), il Théâtre des Champs-Élysées (Parigi), l’Orchestre National de Belgique (Brussels), la Konzerthaus (Berlino), il Festival Pablo Casals (Prades), l’Unione Musicale (Torino), la Biennale Musica (Venezia), Settembre Musica (Torino), il Kuhmon Kamarimusiikki (Kuhmo, Finlandia), Milano Musica (Milano), l’Orchestra Verdi (Milano), il Maggio Musicale Fiorentino (Firenze), La Società del Quartetto (Milano), la Giovine Orchestra Genovese (Genova), la Royal Scottish Academy of Music and Drama (Glasgow), l’Orchestra Nazionale Rai (Torino), l’Orquestra Metropolitana de Lisboa (Lisbona), l’Accademia Musicale Chigiana (Siena), l’Orchestra della Toscana (Firenze).
Silvia Colasanti collabora con solisti italiani e stranieri di levatura internazionale.
Tra questi Jacques Zoon, Massimo Quarta a cui ha dedicato Il Canto di Atropo contenuto nel cd monografico In-Canto, Arturo Tamayo, Vladimir Mendelssohn, Daniel Kawka, Lior Shambadal, il Quartetto di Cremona, il Quartetto Arditti. Più recentemente ha dedicato al violoncellista Enrico Bronzi Variazioni sull’Inquietudine, in tournée con l’Orchestra dell’Accademia Mozart tra 2011 e 2012, di cui è prevista una ripresa con la Camerata Salzburg in settembre 2012, e per il violoncellista David Geringas, il suo ‘Concerto per violoncello e orchestra’ in prima assoluta nel 2012 con l’Orchestra Verdi di Milano diretta da Aziz Shokhakimov.
La sua composizione In the earth and air è stata scelta da Luciana Savignano per un suo spettacolo di teatro-danza.
Dalla collaborazione con Mariangela Gualtieri della Compagnia Teatro Valdoca è nato Dal paese dei rami, su commissione dell’Orchestra della Rai di Torino (2009).
Fervida promotrice dell’educazione musicale infantile e apprezzata autrice di musica per l’infanzia, ha composto su commissione del Cidim in co-produzione con il Maggio Musicale Fiorentino Il sole, di chi è? su testo di Roberto Piumini. Rappresentata in prima nazionale a marzo 2009 al Teatro Ponchielli di Cremona con la regia di Francesco Frongia, l’opera è stata ripresa nei principali teatri italiani nella stagione 2009/2010, e nel 2012 alla IUC di Roma e nella stagione degli Amici della Musica di Perugia.
I suoi lavori di teatro musicale Orfeo. Flebile queritur lyra interpretato da Maddalena Crippa e L’angelo del Liponard. Un delirio amoroso interpretato da Sandro Lombardi, presentati a Roma e a Firenze, sono stati ripresi in Italia e in Germania.
Il suo Faust. Tragedia soggettiva in musica su testo di F. Pessoa, commissionato dall’Accademia Chigiana e composto a partire dal “nucleo generatore” Di tumulti e d’ombre. Studio per Faust per quartetto d’archi (scritto per il Quartetto di Cremona), è stato rappresentato con successo nel contesto della 68° Settimana Musicale Senese, nel 2011, da Ferdinando Bruni (Faust), Laura Catrani (voce), e con la regia di Francesco Frongia.
Nel 2012 debutta con la sua prima opera lirica al Maggio Musicale Fiorentino con La Metamorfosi su testo tratto dall’omonimo racconto di Franz Kafka, su libretto e con la regia di Pier Luigi Pier’Alli.
Il 2013 sarà l’anno della prima del suo Trio per violino, violoncello e pianoforte, scritto per il Trio di Parma, al Bad Kissingen Festival, e di Tuli tuhmaksi rupesi (Fuoco folle di furore) per quintetto (quartetto d’archi e piano) commissionato da Kalevalaseura (Società del Kalevala) e Associazione Gaggia.
In prima assoluta anche Chicino e Cicotta, un’opera per bambini su testo di Roberto Piumini (Auditorium Mahler di Milano, Orchestra Verdi diretta da Francesco Bossaglia).
In cantiere anche un nuovo lavoro per la Orchestra Giovanile Italiana diretta da Pascal Rophé, una commissione OGI Scuola di Fiesole, la cui prima esecuzione assoluta si terrà il 7 agosto 2013 KonzertHaus di Berlino e il 9 agosto 2013 Aix-en-Provence per lo European Meeting of National Young Orchestras .
Nel 2010 Sky Classica ha prodotto e trasmesso un Ritratto di Silvia Colasanti per la regia di Giancarlo Matcovich.
Il suo primo cd monografico, In-Canto è stato pubblicato nel 2011, dall’etichetta Dynamic, e contiene due tra le più importanti composizioni sinfoniche della compositrice Chaos. Commento a Haydn, Hob. XXI:2 (Orchestra Haydn di Bolzano e Trento diretta da Gyorgy G. Rath) e Il Canto di Atropo, per violino e orchestra (Orchestra Verdi diretta da Damian Iorio, Massimo Quarta violino solista) e le composizioni cameristiche La Rosa que no canto, per quartetto d’archi (Quartetto di Cremona) e To muddy death. Ophelia per quintetto (Algoritmo Ensemble diretto da Marco Angius).
Silvia Colasanti insegna Composizione al Conservatorio di Pesaro e le sue opere sono pubblicate da Universal Music Publishing Ricordi S.r.l.

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