Mercoledì 24 ottobre l’Orchestra d’Archi Italiana, diretta da Mario Brunello, e Gilles Apap ospiti della stagione dell’Associazione Alessandro Scarlatti

Mercoledì 24 ottobre 2012, alle ore 21, nell’Auditorium di Castel Sant’Elmo, Gilles Apap e Mario Brunello per la prima volta insieme con la complicità della Orchestra d’Archi Italiana, presentano per l’Associazione Alessandro Scarlatti un programma che dice molto del loro essere artisti nel profondo, sempre in cerca di ispirazioni, suggestioni e richiami tra la tradizione musicale classica e quella popolare.
Amante delle sfide, delle scoperte e degli scambi di emozioni, Mario Brunello, è il primo italiano ad aver trionfato nel 1986 al Concorso Čiajkovskij di Mosca, calcando da allora le scene di tutto il mondo e non solo: è da anni il pù assiduo ospite de “I Suoni delle Dolomiti”, l’innovativo festival dove amanti della musica e della montagna, musicisti e pubblico, partono a piedi dal fondovalle fino a raggiungere radure e conche nei pressi dei rifugi, teatri naturali in cui la musica viene proposta in piena sintonia con l’ambiente circostante.
Definito da Yehudi Menuhin “il violinista più singolare del 20° secolo”, il francese Gilles Apap è diventato famoso in tutto il mondo non solo per la sua interpretazione virtuosistica dei classici del repertorio, ma anche per il suo grande interesse verso tutti i tipi di musica come il bluegrass americano, la musica gypsy, la musica tradizionale irlandese e indiana che suona con la stessa devozione che mette nel suonare Bach, Mozart o Ravel.
Il programma si ispira all’antica tradizione musicale ungherese, che ha influenzato le opere di molti compositori, in particolare quelle dedicate al violino e al violoncello.
Protagonista è la musica di Bartók: pari dignità con la sua opera di compositore ha infatti la sua attività di ricerca e catalogazione dell’immensa tradizione orale delle musiche popolari transilvane.
Il “Divertimento” per archi, l’ultima opera scritta nel 1939 prima di abbandonare l’Ungheria sul baratro dell’alleanza con il regime nazista, attinge pienamente alla musica popolare, specie nei movimenti estremi nei quali violino e violoncello dialogano tra loro e con l’ensemble di archi, aggiungendo all’inventiva delle melodie tzigane la contrapposizione degli strumenti sulla falsariga del concerto grosso barocco.
Così si svela l’anima di questo programma che rivela l’essenza dello spirito libero, improvvisativo di un violinista fuori dagli schemi come Apap e la ricerca continua, appassionata verso le origini della musica di un artista curioso ed eclettico come Brunello.

Costo del biglietto

I settore: 25 Euro
II settore: 20 Euro
III settore
Intero: 15 Euro
Ridotto giovani: 8 Euro
Last minute (giovani al di sotto dei 31 anni): 3 Euro, in vendita un’ora prima del concerto

Per informazioni:
www.associazionescarlatti.it
info@associazionescarlatti.it
Infoline: 081 406011

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Programma

Béla Bartók (1881 – 1945):
Danze rumene per orchestra d’archi
Divertimento per archi Sz.113 BB.118
(1939)

Zoltán Kodály (1882 – 1967): Duo per violino e violoncello op. 7 (1914)

Johannes Brahms (1833 – 1897): Danze ungheresi n. 2, 4, 12, 17

(Arrangiamenti e trascrizioni di Stefano Nanni)

Orchestra d’Archi Italiana
L’Orchestra d’Archi Italiana, fondata nel 1994, ha trovato in Mario Brunello un preparatore ideale per creare un percorso artistico coerente e originale, tramite un’attività che prosegue, rinnovandola, la lunga tradizione veneta della musica per archi.
L’OdAI è regolarmente invitata da prestigiose stagioni concertistiche, quali Società del Quartetto di Milano, IUC di Roma, Amici della Musica di Firenze, Amici della Musica di Mestre, da Festival internazionali, quali Festival delle Nazioni di Città di Castello, Festival di Cervo, Festival Oleg Kagan di Tegernsee (Baviera), Festival di Sorrento e ha compiuto diverse tournée in Asia e in Sud America.
Oltre a essere onorata della collaborazione con grandi musicisti come Gidon Kremer, Natalia Gutman, Viktoria Mullova, Giuliano Carmignola, Enrico Dindo, Giovanni Sollima, Joaquin Achucarro, Evgeni Kiriliov, François-Joel Thiollier, Alexander Lonquich, Andrea Lucchesini, Paul Meyer, Markus Stockhausen, Sergio Azzolini, Emanuele Segre, Renaud Capuçon, Lorna Windsor, l’OdAI si distingue anche per la commistione frequente nei suoi concerti di temi di cultura contemporanea grazie alla presenza di personalità come Padre Enzo Bianchi, Erri De Luca, Alessandro Baricco, Philippe Daverio, Milena Gabanelli, Stefano Benni e Marco Paolini.
L’OdAI ha anche collaborato con altre orchestre, quali la Kremerata Baltica di Gidon Kremer e l’Orchestra da Camera di Mantova, diretta da Umberto Benedetti Michelangeli.
Molte produzioni sono state registrate per la RAI Televisione e per Radio Tre Suite.
Tra i progetti speciali figurano lo spettacolo multimediale in collaborazione con il fotografo G. Iannuzzi (musiche di Shostakovich e Gubaidulina) e quello del “Teatro da Camera” con il musicattore Luigi Maio.
Nell’ambito del suo progetto “Restauro” l’OdAI ha collaborato con alcuni tra i più noti musicisti jazz italiani, tra i quali Gabriele Mirabassi, Pietro Tonolo e Stefano Battaglia, e ha partecipato allo spettacolo teatrale “Concerto Apocalittico” con Stefano Benni e Danilo Rossi.

Gilles Apap
Definito “il violinista più rappresentativo del ventunesimo secolo” da Yehudi Menuhin, Gilles Apap è diventato popolare nel mondo non soltanto per la sua interpretazione virtuosistica del repertorio classico, ma anche per il suo interesse per tutta la musica tradizionale del mondo, come la bluegrass americana, la musica gipsy, la musica popolare irlandese o quella indiana, che Apap esegue con la stessa passione e devozione che dedica a Bach, Mozart o Ravel.
Nato in Algeria, Gilles Apap è cresciuto a Nizza dove ha studiato violino con André Robert, perfezionandosi in seguito al Conservatoire de Musique de Nice con Gustave Gaglio e al Conservatoire National Superieur de Lyon sotto la guida di Veda Reynolds.
Si trasferisce successivamente negli Stati Uniti al Curtis Institute e sceglie di stabilirsi in California, dove ricopre per alcuni anni la posizione di concertmaster della Santa Barbara Symphony Orchestra.
Il suo talento viene riconosciuto dal grande pedagogo Yehudi Menuhin nel 1985, quando Apap vince il Contemporary Music Prize all’International Menuhin Competition.
Si guadagna l’attenzione di Lord Menuhin, che gli chiede di suonare a Berlino alla Philharmony Hall con la Enescu Foundation nel 1989.
Oggi gli impegni di Gilles Apap includono concerti in Europa occidentale ed orientale, Scandinavia, nei Balcani e negli Stati Uniti, Canada, Sud America, Nuova Zelanda, Brasile, India, Cina, Giappone, Russia, Turchia, Israele e Australia.
Oltre in quelle del suo paese, la Francia, Apap suona come solista nelle più prestigiose orchestre del mondo, come la Boston Philharmonic Orchestra, la Israel Philharmonic Orchestra, la Philharmonic Orchestra del Gewandhaus Leipzig, la Philharmonic Orchestra del Komische Oper Berlin, la Vancouver Symphony Orchestra, le Dresden, Hamburg, Nürnberg Philharmonics.
Ha suonato al Lille Mozart Festival, al Festival de l’Ile de France, a Settembre Musica Torino/Milano, al Deutsche Mozartfestival, Germany’s Rheingau Music Festival, Dresdner Musikfestspiele, Int. Ludwigsburger Schloßfestspiele, Tokio Festival, nel leggendario Paleo Festival in Svizzera.
Con il suo quartetto, “The Colors of Invention”, composto da alcuni tra i migliori musicisti in Francia, come la fisarmonicista Myriam Lafargue, il suonatore di cimbalo Ludovit Kovac ed il contrabbassista Philip Noharet, Apap si esibisce regolarmente in tutto il mondo con enorme successo.
All’attività concertistica, Apap affianca quella di didatta: ha insegnato alla Menuhin Academy a Gstaad in Svizzera, alla Menuhin School a Londra e alla University of Benares in India, oltre a tenere numerose masterclasses in festival e accademie di tutto il mondo.
Ha inciso tre album per Sony Classical, ma nel 1999 fonda una sua etichetta, la Apapaziz Productions.
Da allora, ha inciso sei album di musica classica in solo, oltre a quelli sinfonici e in formazioni di musica da camera (tre Cd con “The Colors of Invention”) e nel 2008 è uscito il suo CD “Friends”, un omaggio alla musica etnica, in cui compaiono alcuni nomi importanti della musica tradizionale soprattutto americana.
Il suo ultimo lavoro è Sans orchestre con The Colors of Invention, presentato con uno strepitoso concerto alla prestigiosa Kammermusiksaal della Berliner Philharmonie.
Bruno Monsaingeon, già noto per i suoi film su Glenn Gould e Sviatoslav Richter, ha girato due documentari con Gilles Apap: “Lo sconosciuto violinista di Santa Barbara” e “Gilles Apap: il Terzo Concerto per Violino di Mozart”, registrato con la Sinfonia Varsovia e prodotto da ARTE.
Un altro film, Apap Masala è stato prodotto nella primavera del 2004 negli Stati Uniti ed in India; coinvolti alcuni tra i migliori violinisti classici indiani assieme ad Apap, impegnati ad eseguire un repertorio che spazia tra la cultura europea e quella indiana.

Mario Brunello
Nel 1986 è il primo artista italiano a vincere il Concorso Čaikovskij di Mosca che lo proietta sulla scena internazionale.
Viene invitato dalle più prestigiose orchestre, tra le quali London Philharmonic, Royal Philharmonic, Munich Philharmonic, Philadelphia Orchestra, Mahler Chamber Orchestra, Kioi Sinfonietta, Orchestre National de France, NHK Symphony di Tokyo, Filarmonica della Scala, Accademia di Santa Cecilia; lavora con direttori quali Valery Gergiev, Riccardo Muti, Yuri Temirkanov, Riccardo Chailly, Vladimir Jurowski, Ton Koopman, Antonio Pappano, John Axelrod, Daniele Gatti, Myung-Whun Chung, Seiji Ozawa e Claudio Abbado.
Brunello si presenta sempre più di frequente nella doppia veste di direttore e solista dal 1994, anno di fondazione dell’Orchestra d’Archi Italiana, con la quale ha una intensa attività sia in Italia che all’estero.
Nell’ambito della musica da camera collabora con celebri artisti, tra i quali Gidon Kremer, Martha Argerich, Frank Peter Zimmermann, Yuri Bashmet, Maurizio Pollini, Andrea Lucchesini, Valery Afanassiev e i Quartetti Borodin e Alban Berg.
Nella sua vita artistica Brunello riserva ampio spazio ai progetti che coinvolgono forme d’arte diverse (letteratura, filosofia, scienza, teatro), integrandoli con il suo repertorio tradizionale.
Interagisce con attori e musicisti di altra estrazione culturale, quali Uri Caine, Paolo Fresu, Marco Paolini, Gianmaria Testa, Margherita Hack, Moni Ovadia e Vinicio Capossela.
Attraverso nuovi canali di comunicazione Brunello cerca di avvicinare il pubblico a un’idea diversa e multiforme di fare musica, creando spettacoli interattivi, che in gran parte nascono nello spazio alternativo di Antiruggine, una ex-officina ristrutturata, luogo ideale per la sperimentazione.
Tra i suoi spettacoli di maggior successo “Pensavo fosse Bach” è una creazione multimediale di musica, luci e video-immagini dedicata alle Suites di Bach, di cui Brunello è oggi considerato uno dei massimi interpreti.
I diversi generi artistici sperimentati da Brunello si riflettono nell’ampia discografia che include opere di Vivaldi, Bach, Beethoven, Brahms, Schubert, Franck, Haydn, Chopin, Janáček, Sollima e molti altri.
Nel 2008 Deutsche Grammophon ha pubblicato il Triplo Concerto di Beethoven diretto da Claudio Abbado, mentre l’etichetta EGEA Records ha dedicato all’artista la collana “Brunello Series” composta da cinque Cd: “Odusia”, odissea musicale nella cultura del Mediterraneo, “Brunello and Vivaldi”, “Violoncello and” per violoncello solo, “Schubert e Lekeu” con Andrea Lucchesini e le Suites di Bach.
Queste ultime hanno riscosso un grande successo sia di pubblico che di critica, ricevendo il Premio della Critica 2010.
La prossima uscita riguarderà un’incisione live del Concerto per violoncello e orchestra di Nino Rota, realizzata a Tokyo, con Mario Brunello nel doppio ruolo di direttore e solista.
Tra i principali impegni della stagione 2011-12 figurano il Concerto di Dvorak con l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia diretta da Antonio Pappano, concerti con la Kremerata Baltica, con la Filarmonica Toscanini, con l’Orchestra Sinfonica della Rai, con l’Orchestre du Capitole de Toulouse e una tournée in Giappone.
Brunello completerà l’integrale delle Suites di Bach all’Accademia di Santa Cecilia e a Modena.
Mario Brunello ha studiato con Adriano Vendramelli, perfezionandosi in seguito con Antonio Janigro.
È direttore musicale del festival “Artesella arte e natura” e direttore artistico del Premio Borciani e del Festival del Quartetto di Reggio Emilia.
È stato nominato Accademico di Santa Cecilia.
Brunello suona il prezioso violoncello Maggini dei primi del Seicento appartenuto a Franco Rossi.

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