Venerdì 19 ottobre ritorna lo Scarlattilab/Barocco dell’Associazione Alessandro Scarlatti con “Intorno a Gesualdo”

Venerdì 19 ottobre 2012, alle ore 20, nella chiesa dei SS Marcellino e Festo (Largo San Marcellino – Napoli) nuovo appuntamento con SCARLATTILAB/BAROCCO, un laboratorio innovativo e unico in Italia, nato dalla collaborazione tra la Associazione Alessandro Scarlatti – Ente Morale di Napoli e Antonio Florio con lo scopo di creare un necessario punto di incontro e di stimolo tra la sperimentazione didattica e l’attività concertistica, in cui giovani studenti dei Conservatori del Sud sono impegnati accanto ai loro maestri e a musicisti professionisti.
In collaborazione con il Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli, il Conservatorio “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza e il Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari, il progetto si avvale anche della collaborazione del musicologo Dinko Fabris.
SCARLATTI LAB/BAROCCO, è al secondo anno di attività e ha vinto nel 2011 il Premio delle Arti del Ministero per l’Istruzione e la Ricerca per la sezione Musica antica.
Il programma, intitolato “Intorno a Gesualdo” vuole esplorare l’ambiente musicale napoletano al tempo di Carlo Gesualdo principe di Venosa, del quale nel 2013 ricorrono i 400 anni dalla morte.
Il laboratorio è realizzato nell’ambito delle Celebrazioni nazionali di questa ricorrenza, intitolato “Gesualdo 2013”.
Intorno a Gesualdo nella seconda metà del ‘500 si era stabilita una vera e propria “colonia” di musicisti provenienti dal territorio di Bari e dalla vicina Lucania, che divenne protagonista della vita musicale di Napoli.
Ciascuno degli autori che ascolteremo stasera frequentavano il “ridotto” dei Gesualdo, una sorta di accademia musicale che divenne il cuore della musica a Napoli fino al 1590 (anno dell’assassinio compiuto da Carlo).

Prezzo del biglietto: 5 Euro (in vendita un’ora prima del concerto).

Per informazioni:
www.associazionescarlatti.it
info@associazionescarlatti.it
Infoline:081 406011

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Venerdì 19 ottobre, ore 20.00 – Chiesa dei SS. Marcellino e Festo
SCARLATTILAB/BAROCCO 1
Intorno a Gesualdo – l’ambiente musicale napoletano al tempo di Carlo Gesualdo Principe di Venosa

Direzione artistica: Antonio Florio, Dinko Fabris
con la collaborazione di Tommaso Rossi

direttore: Antonio Florio

in collaborazione con

Conservatorio di Musica “San Pietro a Majella” di Napoli
soprani: Silvia Tarantino, Leslie Visco
contralto: Enrico Vicinanza
tenore: Fabio Anti
basso: Giuseppe Naviglio*
organo: Francesco Aliberti

Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari
viola da gamba tenore: Antonella Parisi
viola da gamba bassa: Paola La Forgia

Conservatorio “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza
flauti: Annalisa De Simone, Domenico Passarelli

“I Turchini” di Antonio Florio – prime parti *

violino: Nunzia Sorrentino
viola: Rosario Di Meglio
flauto soprano: Tommaso Rossi
flauto basso: Raffaele Di Donna

Programma

Giovanni Maria Trabaci (1575-1647): Consonanze stravaganti a 4

Pomponio Nenna (1556-1608): In primo nocturno responsorium tertium “Vinea mea” a 4

Giovanni Maria Sabino (1588-1649): “Ecce panis angelorum” mottetto e voce sola (L.V.)

Giovanni Maria Trabaci: Canzona franzese a 4 per concerto de viole ad arco o violini

Pomponio Nenna: In secundo notturno responsorium secundum “Tenebrae factae sunt” a 4

Giovanni Maria Trabaci: Capriccio sopra un soggetto solo (consort di flauti)

Giovanni Maria Sabino: “Crux fidelis”, mottetto a voce sola (L.V.)

Pomponio Nenna: In secundo notturno responsorium tertium “Animam meam dilectam” a 4

Ascanio Maione (1570 ca.-1627): Ricercare “La Spagna” (consort di flauti)

Pomponio Nenna: In tertio notturno responsorium tertium “Sepulto Domino” a 4

Giovanni Maria Sabino: “O sacrum convivium” mottetto a voce sola (L. V.)

Giovanni Maria Trabaci: Canzona franzese Giovanni Maria Trabaci VI (consort di flauti)

Giovanni Maria Sabino: “Repleatur os meum”, mottetto a voce sola

A. Maione: Ricercare IV (organo solo)

Pomponio Nenna: In primo notturno responsorium secundum “Tristis est anima mea”

Scipione Stella (1558 ca.-1622): “In nativitate Domini” inno a 5

Antonio Florio
Nato a Bari, riceve una formazione classica, diplomandosi in Violoncello, Pianoforte e Composizione al Conservatorio di Bari, sotto la guida di Nino Rota.
Approfondisce, in seguito, lo studio degli strumenti antichi e della prassi esecutiva barocca.
Dopo aver dato vita, nel 1987, all’ensemble i Turchini, si dedica con pari impegno all’attività concertistica e ad un’intensa ricerca musicologica, esplorando soprattutto il repertorio della musica napoletana dei secoli XVII e XVIII, recuperando in quest’ambito capolavori dell’opera assolutamente inediti, infine curandone la proposta per i più prestigiosi teatri europei e italiani.
Tra i molti titoli riscoperti da Florio citiamo La colomba ferita (1670), Il schiavo di sua moglie (1671) e la Stellidaura vendicante (1674) di Francesco Provenzale; Il disperato innocente di Francesco, Boerio(1673); La finta cameriera di Gaetano Latilla (1673); Li Zite’n galera di Leonardo Vinci (1722); il Pulcinella vendicato di Giovanni Paisiello (1767); La Statira di Francesco Cavalli (nell’edizione per Napoli del 1666); Motezuma di Francesco De Majo(1765).
Nel 1999 e nel 2000 ha diretto l’Orchestra sinfonica di Santiago de Compostela, presentando La serva padrona e lo Stabat Mater di Giovan Battista Pergolesi.
Non meno impegnativa è la sua attività didattica: ha tenuto seminari e masterclass sulla vocalità barocca e sulla musica da camera per il Centre de Musique Baroque di Versailles, per la Fondation Royaumont e per il Conservatorio di Toulouse.
E’, inoltre, titolare della cattedra di Musica da camera del Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli dove svolge un corso universitario sullo stile e il repertorio barocco.
Tra i suoi impegni più recenti citiamo l’opera di recupero e di revisione dell’opera seria di Leonardo Vinci “La Partenope”, la cui edizione è stata realizzata nel 2004 e sarà proposta in forma scenica quest’anno nel Teatro di Ponferrada e nell’Auditorio di León, in Spagna.
Il 2005 ha visto Antonio Florio dedicarsi alla riscoperta e revisione dell’opera “La finta giardiniera” di Pasquale Anfossi, già proposta insieme all’omonimo titolo mozartiano presso la Fondation Royaumont, in forma di concerto e successivamente in forma teatrale, costituendo anche argomento di uno stage internazionale.
Quindi nel 2006, ha diretto i Turchini nell’ambito del prestigioso festival “Anima Mundi” di Pisa, prima di portare in Cina, attraverso quattro tappe, lo spettacolo “Festa Napoletana”. Nello stesso anno, nell’ambito del Festival di musica antica del Mediterraneo Mousiké di Bari, Antonio Florio ha ricevuto il primo Premio per la diffusione della Musica Mediterranea. Nel corso della stagione concertistica del 2007 è stato ospite dell’Accademia Chigiana di Siena e del Ravenna Festival, Associazione Scarlatti di Napoli, del Centre Lyrique D’Auvergne di Clermont Ferrand in Francia e del Ravello Festival.
Nel 2008 ha diretto al Teatro Valli di Reggio Emilia e al Mercadante di Napoli l’opera “Alidoro” di Leo, il cui allestimento, racchiuso in un dvd, si è recentemente aggiudicato il prestigioso riconoscimento del “Diapason d’Or”e “Orphèe d’or-Paris-accademie du disque lyrique”. Insieme a quest’ultimo, ad Oviedo in Spagna, gli è stato attribuito il premio “Luis Gracia Iberni”, corrispondente al nostro premio Abbiati, per la Miglior Direzione Musicale in occasione della prima esecuzione in tempi moderni dell’opera “Ottavia restituita al trono” di Domenico Scarlatti, presentata a San Sebastian nell’agosto del 2007. Nell’ottobre 2008, insieme con i Turchini, si è aggiudicato inoltre il “Premio Napoli”, nella sezione “eccellenze nascoste” della città.
Ha partecipato al Festival “MITO” presentando in versione concertistica l’opera “Aci, Galatea e Polifemo” di Haendel nel Teatro dell’Arte di Milano, poi nel giugno 2009 in versione scenica, con la regia di Davide Livermore, al Teatro Regio di Torino.
Sempre nel 2009 “Partenope” di Vinci in coproduzione con il teatro di Leon in Spagna(teatro S.Carlo-Napoli, La Maestranza, Sevilla-La Coruna e Santander, Murcia- miglior produzione teatrale –premio Oviedo-) e una lunga tournée in Italia con lo “Stabat Mater“ di Pergolesi
nel 2010.
Ha diretto “Orfeo e Euridice” di Fux alla Konzerthaus di Vienna, e in più occasioni, l’orchestra barocca “Casa da Musica” di Oporto e l’orchestra di Galicia-La Coruna.

Dinko Fabris
Musicologo, ha studiato liuto (Conservatorio di Verona), letteratura italiana (laurea Università di Bari) e musicologia (diploma di Perfezionamento in Musicologia, Università di Bologna e Dottorato, Royal Holloway University of London). Visiting Professor nelle università di Parigi (Ecole Normale Superieure e EPHE Sorbonne-Paris IV), Melbourne e nel 2011 al Centre Etudes Superieures de la Renaissance di Tours e all’Università di Toulouse è tutor esterno dell’Università di Lubiana in Slovenia e del corso dottorale Docartes del Conservatorio di Den Haag e Università di Leiden in Olanda.
E’ consulente musicologico dei Turchini di Antonio Florio con il quale codirige ScarlattiLab della Associazione Scarlatti di Napoli, oltre a dirigere dalla fondazione (1995) il Festival di musica antica del Mediterraneo Mousiké.
Dal 1982 è docente in ruolo di Storia della musica al Conservatorio di Bari e dal 2001 insegna musicologia anche alla Università della Basilicata, Potenza oltre ad essere Honorary Associated Professor alla Melbourne University, membro del Comitato scientifico della Fondation Royaumont e della Commission Mixte del RILM (New York).
Dal 2010 partecipa come consigliere nazionale e responsabile per Puglia e Basilicata alla creazione del Sistema delle Orchestre Giovanili in Italia voluto da Claudio Abbado sul modello venezuelano. Collabora per la critica musicale con Repubblica Bari e sul Giornale della Musica e con Radiotre Rai.
Le sue ricerche spaziano dalla musica per antichi strumenti alla storia musicale di Napoli, all’opera del Seicento e a Nino Rota, producendo circa 110 saggi, edizioni critiche e diversi volumi monografici tra cui Music in seventeenth-century Naples (Ashgate 2007).
Come co-direttore dello Study Group dell’IMS “Cavalli and Venetian Opera” sta preparando per il 2012 l’edizione critica della Didone di Cavalli (Bärenreiter Verlag) e la prima monografia scientifica su Nino Rota.
Dal 2012 sarà per cinque anni il primo italiano Presidente della Società Internazionale di Musicologia.

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