Dalla SFS Media due capolavori del Novecento americano

Si può dire che, solo a partire dal secolo scorso, i compositori americani abbiano ottenuto piena visibilità internazionale nell’ambito della musica classica.
Ce lo ricorda un Super Audio CD ibrido della SFS Media, casa discografica legata direttamente all’Orchestra Sinfonica di San Francisco, che ha rivolto la sua attenzione su Charles Ives (1874-1954) e Aaron Copland (1900-1990), rappresentati rispettivamente dalla registrazione “live” di A Concord Symphony e della Sinfonia per organo ed orchestra.
Scorrendo le biografie dei due autori, riscontriamo che entrambi furono bambini prodigio e, se Ives ricevette i primi insegnamenti dal padre, direttore della banda del paese, Copland deve alla madre il suo approccio iniziale alla musica.
Molto differenti furono, invece, le loro carriere, poiché Ives visse facendo l’assicuratore e componendo solo per hobby, mentre Copland è considerato, a ragione, il “Decano della musica americana”.
Anche il loro stile è completamente diverso, in quanto Ives fu costantemente proteso verso la sperimentazione e libero da qualsiasi vincolo accademico, il che gli permise di scrivere pagine in fortissimo anticipo sui tempi, al punto da cominciare ad essere compreso, anche dai suoi connazionali, solo qualche decennio fa.
Dal canto suo Copland aderì alle istanze del Novecento, senza mai raggiungere punte estreme, divenendo subito un protagonista della scena musicale, grazie anche ai suoi studi parigini, portati avanti con la leggendaria Nadia Boulanger.
Ritornando ai due brani, A Concord Symphony è la versione orchestrale, scritta dal canadese Henry Brant (1913-2008), della Sonata per pianoforte n. 2 di Ives, meglio nota come Concord Sonata, in quanto celebrativa di letterati quali Ralph Waldo Emerson, Nathaniel Hawthorne, Bronson Alcott, Louisa May Alcott e Henry David Thoreau, tutti originari della omonima cittadina del Massachusetts, strettamente legati al movimento trascendentalista, nato nella prima metà dell’Ottocento in opposizione al razionalismo.
La Sinfonia per organo ed orchestra si deve, invece, ad un Copland giovanissimo, fresco di studi europei.
Fu spronato a scrivere questo pezzo da Nadia Boulanger, che partecipò nelle vesti di solista all’esordio del brano, avvenuto alla Carnegie Hall nel 1925, con la New York Symphony diretta da Walter Damrosch.
Per quanto riguarda gli interpreti dell’incisione, la San Francisco Symphony, splendidamente diretta da Michael Tilson Thomas, si conferma una delle migliori compagini a livello mondiale.
Molto bravo anche Paul Jacobs, solista del concerto di Copland, che mostra una perfetta sintonia con l’orchestra.
Non ci rimane che aggiungere i nostri applausi a quelli del pubblico presente alla Davies Symphony Hall di San Francisco, con i quali si chiude un disco destinato a diventare un punto di riferimento per chi, in futuro, vorrà affrontare queste due complesse pagine del Novecento.

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