“Nella città della musica, la musica nella città”, petizione per la creazione di un Museo della Musica innovativo nel complesso monumentale di San Domenico Maggiore in Napoli

Il complesso monumentale del convento di San Domenico Maggiore, riaperto recentemente al pubblico, avrebbe dovuto ospitare originariamente anche un Museo della Musica ma, dopo dodici anni (tanto è durato il restauro), in città sono cambiate diverse cose sul fronte musicale.
Da qualche mese si stanno quindi raccogliendo le adesioni, per una petizione da sottoporre alle autorità competenti, allo scopo di indirizzare i fondi appena sbloccati per la creazione del Museo, verso un’iniziativa di carattere “innovativo” che tenga conto delle mutate esigenze.

Si riporta di seguito il contenuto della petizione

Per ulteriori informazioni
Sito web: http://napolimusica.blogspot.it

Per aderire alla petizione:
e-mail: petizione.museo.vivo.musica.na@gmail.com

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Alla c.a.
Presidente della Repubblica Italiana: Giorgio Napolitano
Ministro dello Sviluppo Economico: Corrado Passera
Ministro per i Beni e le Attività Culturali: Lorenzo Ornaghi
Presidente della Regione Campania: Stefano Caldoro
Sindaco di Napoli: Luigi De Magistris
Assessore alla Promozione Culturale della Regione Campania: Caterina Miraglia
Assessore alla Cultura e Turismo del Comune di Napoli: Antonella Di Nocera
Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Campania: Gregorio Angelini
Soprintendente speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo museale della Città di Napoli: Fabrizio Vona

A Napoli, sin dal XVI secolo, l’attività musicale è stata viva e intensa, con un successo e una risonanza internazionale che ne fecero la “capitale musicale d’Europa”.
I suoi quattro Conservatori istaurarono una stretta relazione fra formazione, conservazione, studio, creazione, esecuzione e composero un sistema che, mettendo al suo centro il processo piuttosto che il prodotto, portò la musica napoletana alle vette dell’arte e della notorietà e rese la città tappa obbligata per ogni musicista e cultore di musica.
Oggi, questo straordinario passato è testimoniato da migliaia di pagine di musica scritta, disseminate in molti archivi e biblioteche, sovente in stato di conservazione e catalogazione insufficiente, troppo spesso di impossibile o difficile consultazione, anche per il loro inestimabile valore.
Il processo di digitalizzazione del patrimonio cartaceo e sonoro, pure iniziato e finanziato dalla Regione Campania (Delibera N. 415; 7 marzo 2008; PO FESR Campania 2007-2013; Attività C), si scontra peraltro contro il continuo definanziamento del settore della cultura e dei beni culturali.
Per l’enorme repertorio napoletano non esistono progetti e programmi organici di conservazione, tutela, studio e ricerca ma, principalmente, esso è poco rappresentato ed eseguito, soprattutto in rapporto alla sua vastità e importanza.
Non vi sono, infatti, centri o istituzioni che siano dediti, con continuità, stabilità e sostegno pubblico, alla sua salvaguardia, al suo studio e alla sua esecuzione.
Gli studiosi, le formazioni, i musicisti che vi si dedicano devono quotidianamente scontrarsi con la precarietà delle risorse, la mancanza di luoghi idonei allo studio e alle prove, l’impossibilità di progettare e organizzare a lungo/medio termine con tranquillità e sicurezza.
Questa situazione, di fatto, sottrae alla città e al mondo la conoscenza e il godimento pieni di un patrimonio immateriale, che appartiene all’umanità tutta.
La Giunta Regionale, con delibera n. 734 del 29/12/2011 ha sbloccato – anche in seguito a una sollecitazione della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Campania che ne era un soggetto beneficiario (prot. n. 712558 del 2.09.2010) – i fondi stanziati nel 2008 per una serie di interventi finalizzati al potenziamento dell’attrattività culturale e turistica della Campania (delibera n. 1343 del 6.08.2008).
Questi fondi, € 10.600.000,00, sono destinati alla creazione di un Museo della Musica da realizzarsi nel Complesso di San Domenico Maggiore in Napoli.
Va tenuto in conto, però, che dalla data dello stanziamento originale ad oggi, il panorama museale cittadino è cambiato.
All’interno del Teatro di San Carlo c’è il MeMus, museo e archivio storico dello stesso Teatro.
Il Conservatorio San Pietro a Majella ha condotto, dal 1996 al 2010, per la sua biblioteca/museo una serie di interventi di catalogazione, riordino e digitalizzazione che hanno creato le condizioni per la riesposizione del suo patrimonio.
La presente petizione parte dall’assunto che la città di Napoli – straordinario unicum di natura, cultura e storia, testimonianza vivente di un insediamento umano multiculturale, che permane su uno stesso territorio da circa 3000 anni – per rafforzare la sua attrattività culturale e turistica debba necessariamente realizzare delle scelte culturali ulteriori e diverse: la creazione di un Museo della Musica “attivo”.
Nel Complesso di San Domenico Maggiore, dove molti spazi polifunzionali sono resi disponibili dal restauro oggi finalmente terminato, il Museo della Musica deve nascere, sì, ma come luogo di ricerca e soprattutto di esecuzione dal vivo dei repertori napoletani (musica vocale, musica strumentale, opera buffa, melodramma, canzone, repertorio etnico, popular music), che mantenga costantemente la necessaria, stretta, relazione fra formazione, studio analitico e divulgazione anche attraverso il costante scambio con le altre istituzioni del territorio.
Il nuovo Museo potrebbe, in sintesi, offrire spazi e risorse – prima di tutto umane – specializzati per offrire all’ascolto, in maniera stabile e continua, i repertori napoletani.
E in questo modo potrebbe diventare – poiché la musica è linguaggio universale – una preziosa attrattiva culturale e turistica.

Chiediamo, quindi, che le risorse resesi disponibili siano dedicate a:

Valorizzare la musica napoletana nell’unico modo in cui la musica può produrre valore: attraverso la programmazione di esecuzioni musicali dal vivo che coprano tutto l’arco dell’anno, in modo da divenire una caratteristica stabile dell’attrattiva della città;

Offrire ospitalità in residenza a musicisti, studiosi e formazioni musicali dediti allo studio e all’esecuzione di questi stessi repertori;

Offrire borse di studio e di ricerca a studiosi e musicisti che lavorano sui repertori napoletani e campani;

Istituire un luogo dedicato alla ricerca e allo studio della musica napoletana, nei suoi molti secoli di storia, e nei suoi molti generi musicali, da un punto di vista storico, critico, musicologico;

Aumentare la fruibilità del patrimonio cartaceo e sonoro già digitalizzato, grazie ai diversi progetti attuati e in corso di attuazione nelle diverse Biblioteche, Archivi e collezioni (pubbliche e private), disponendo postazioni dedicate all’interno del Museo e delle istituzioni universitarie e di alta formazione musicale;

Istituire un centro di raccolta dei materiali cartacei, teatrali, audio, video ecc. di produzione e di interesse napoletano, che diventi punto di riferimento multimediale della ricerca, sommandosi ai materiali già in rete (si pensi all’urgenza del salvataggio degli archivi degli esecutori e dei compositori, delle collezioni di dischi ormai di difficile collocazione, della documentazione audiovideo degli eventi, della documentazione prodotta in continuazione degli enti finanziati ecc.).

Chiediamo, inoltre, che il nuovo Museo – nella composizione dei suoi organi di governo – offra garanzie di tipo tecnico-scientifico alla ricerca critica, storica e musicologica e all’attività di studio ed esecuzione delle musiche napoletane, nel rispetto e nella tutela delle loro precipue caratteristiche.
Chiediamo, infine, che ogni fase della vita del nuovo Museo, sia regolata da procedure pubbliche (concorsi di idee, valutazioni comparative, bandi), aperte e trasparenti, tanto nella fase della progettazione, quanto in quella dell’assegnazione degli incarichi professionali ed artistici, in modo che l’eccellenza della tradizione musicale napoletana sia tutelata e trasmessa dall’eccellenza degli studiosi e degli esecutori che a lei si dedicano.

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Una risposta a “Nella città della musica, la musica nella città”, petizione per la creazione di un Museo della Musica innovativo nel complesso monumentale di San Domenico Maggiore in Napoli

  1. avvocato roberta de lillo ha detto:

    complimenti bisogna farlo MUSEO della MUSICA naples

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