Domenica 15 luglio Alessandro Quarta e Michele Di Toro duo presenta Classical meets jazz: “No Limits”

Foto Fabio Serino

In scena il 15 luglio, alle ore 21, nel Parco Comunale Segafieni di Paratico (Lago d’Iseo), il violinista Alessandro Quarta in duo con Michele di Toro al pianoforte presenterà Classical meets jazz: “No Limits”, progetto di improvvisazione musicale nato nel 2011 dall’incontro dei due fuoriclasse, rispettivamente salentino e pescarese e, tutt’oggi, in fervida quanto imprevedibile evoluzione.
Il concerto s’iscrive nel contesto della terza edizione delle Sebino Summer Class, organizzate dai Musici di Parma in collaborazione con i comuni del Sebino.
In “No limits”, il violino, di Alessandro, e il pianoforte, di Michele – formazione strumentale, sulla carta, paradigmatica della “musica classica” – prenderanno nuova vita, attraverso l’esplorazione di universi musicali apparentemente disparati.
Spunti melodici, ritmici, stilemi e forme eterogenei –derivati da jazz, soul, pop, dalla chanson française e dalla canzone d’autore italiana, da bossa nova e musica latina, e dal repertorio classico, barocco, dal romanticismo e dal novecento storico- sapientemente amalgamati e collegati dal fil rouge della loro improvvisazione lasceranno affiorare quello che i musicisti definiscono il fattore princeps del fare musica, in ogni luogo e tempo: l’espressione dell’emozione .
Il duo prenderà quindi le mosse dal mozartiano Ave Verum e dai temi dei grandi capolavori bachiani, attraverserà i secoli e si soffermerà sull’impressionismo e il simbolismo in musica, con L’Après-midi d’un faune di Debussy e la Pavane di Fauré, oltrepassando sin dall’inizio la “linea del confine” tra generi attraverso l’improvvisazione.
Il passaggio al jazz e all’universo di generi derivati ne conseguirà con naturalezza: dagli standard anni 20 e 30 (Sweet Georgia Brown, It don’t mean a thing), attraverso un’incursione nel tango nuevo di Piazzolla (con Libertango e Oblivion), i due musicisti punteranno diritto al cuore pulsante della musica latina, con i grandi classici del latin jazz, (Spain di Corea), della bossa nova (Chega de Saudade, Insensatez di Jobim, Historia de un amor di Carlos Eleta Almarán) e del “filin” cubano (Veinte Años di Omara Portuondo), per poi ritrovare nella cantabilità della chanson d’autore di Henry Salvador (Jardin d’Hiver), dei temi della musica da film italiana (Morricone, Bacalov) e dei temi di Alessandro Quarta il loro habitat musicale naturale.

Racconta Alessandro Quarta: “Compositori e strumentisti si ritrovano oggi con una vastissima palette di linguaggi, stilemi, generi e possibilità tecnico-espressive a disposizione, frutto di un’evoluzione musicale plurisecolare, cui possono attingere liberamente per definire la propria personalità artistica. La ricerca musicale peraltro non si è mai privata delle nuove possibilità stilistiche, espressive, strumentali che, al contrario, ha per lo più indotto. Il proprio dell’arte consiste quindi nella qualità della scelta. Improvvisare assieme a Michele Di Toro mi dà l’illusione di essere davvero regista di una sorta di “pellicola” musicale comune, in cui la semplicità melodica dei classici, come quella degli chansonnier, può naturalmente assumere le tonalità in bianco e nero di un fotografo qual è Anselm Adams tanto i colori sgargianti del surrealista Dalì, e il ritmo di un montaggio serrato in stile bebop o funkeggiante, alla Curtis Mayfield.”

Gli fa eco Michele Di Toro: “Suonando alcuni brani, che siano di Mozart, Bach o Satie, ho la sensazione che, in certi momenti, l’autore inviti a liberare le note dal vincolo della partitura e a farle viaggiare in altre direzioni, con accenti e colori diversi. Sono convinto che l’avrebbero fatto loro stessi, se fossero vissuti più a lungo. L’incontro con Alessandro Quarta ha avuto l’effetto di una cassa di risonanza per queste mie sensazioni. Abbiamo tante cose in comune: prima fra tutte, la capacità di emozionarci ed emozionare quando, muovendo da un brano di musica classica o di altro genere, abbandoniamo la via maestra per proseguire su sentieri diversi e impervi, nel rispetto degli autori e scevri da banali intenti trasgressivi o di sfida, e ci ritroviamo puntualmente alla meta.”

Gli interpreti chiosano infine, a due voci: “Il nostro progetto è siglato “No-limits” che sintetizza le nostre intenzioni di esplorare l’universo musicale, fin dove è possibile e di proporre generi ed autori musicali diversi, utilizzando un linguaggio che renda la loro convivenza un fatto naturale.”

Il progetto, nato sul palcoscenico della storica rassegna leccese Jazz in Puglia, che ha visto esibirsi musicisti del calibro di Pat Metheny, Sarah James Morris, Joe Barbieri, molti altri sarà al centro di una registrazione discografica di prossima pubblicazione.

Nicoletta Tassan Solet
Massalia Comunicazione
nicoletta.tassan@gmail.com
massaliacomunicazione@gmail.com
+ 39 348 64 18 066

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Alessandro Quarta

Alessandro Quarta, classe 1976, ha studiato con Salvatore Accardo, Abraham Stern, Zinaida Gilels e Pavel Vernikov, ereditando dai suoi Maestri la più grande tradizione violinistica classica. E’ poi maturato alla luce delle sue molte incursioni in territorio blues, soul e pop, fino a diventare il musicista non convenzionale che conosciamo oggi.
Espressione dell’unicità della sua personalità e del suo multiforme talento, il suo primo album, One more time, è caratterizzato dalla fusione di stili musicali – blues, jazz, bossa nova, funky – e rivela l’inesauribile curiosità di Alessandro, la sua voglia di esplorare nuove sonorità. Il progetto è stato presentato tra 2010 e 2011 dal gruppo Alessandro Quarta and his Blues Band all’Anfiteatro Romano di Lecce, al Teatro Poilteama di Lecce, alla Run Tune Up Marathon di Bologna (davanti a 10’000 persone). Il disco, a diversi mesi dalla sua uscita, figurava tra i 100 album jazz più scaricati di I-tunes, a fianco a nuove uscite discografiche di Bobby Mc Ferrin e Keith Jarrett.
E’ inoltre titolare del progetto Alessandra Quarta and his Quintet, che porta alla ribalta la sua capacità improvvisativa, tra pura energia blues, cantabilità e un suono che si fa, a tratti, più intimistico.
Alessandro Quarta si è esibito in duo con i pianisti Dimitri Naiditch e Giuseppe Magagnino al Maggio Musicale Fiorentino – OFF, al Festival Rinascite di Caserta, all’Oratorio San Filippo Neri di Bologna, nella Rassegna Certamen e attualmente presenta un nuovo progetto in duo con il pianista jazz Michele Di Toro, con cui si è esibito a Lecce (Jazz in Puglia), Mantova (Auditorium di Budrio), Pescara. Alessandro collabora inoltre con i percussionisti Michele Vadrucci e Antonio Castrignanò.
Arrangiatore e compositore, Alessandro Quarta nel 2011 ha presentato al Teatro Politeama Greco di Lecce Paganini ‘n Funky, primo capitolo del suo Soul Virtuoso Project, assieme alla sua Blues Band e alla AcuString Orchestra. Il progetto è un omaggio all’autore che ogni violinista conosce e frequenta lungo tutto l’arco della propria vita, Paganini, e al suo virtuosistico concerto, di cui dà una rilettura in chiave soul funky.
Le sue collaborazioni eccellenti comprendono alcuni dei più grandi artisti mondiali: Aretha Franklin, Ray Charles, Jamiroquai, James Brown, Tina Turner, Tom Jones. Dal 1999 al 2005 ha inoltre collaborato alla produzione dei dischi di alcuni dei più importanti artisti italiani (tra cui Lucio Dalla) e ha partecipato, in veste di primo violino e solista, alle dirette televisive di programmi musicali in prime time condotti di Gianni Morandi, Adriano Celentano, Lucio Dalla, Giorgio Panariello, Renato Zero, Fiorello. Premio S.I.A.E. 1994 come Miglior Talento Italiano dell’Anno, si è diplomato al Berkley Lee College of Music.
Alessandro Quarta suona un violino “Giovan Battista Guadagnini” del 1761.

Michele Di Toro

Michele Di Toro, enfant prodige del pianoforte, si è diplomato con il massimo dei voti, la lode e la menzione speciale presso il Conservatorio L. D’Annunzio di Pescara.
In seguito si è perfezionato presso l’Ecole Normale de Musique Alfred Cortot di Parigi ottenendo il Diploma d’Esecuzione all’unanimità, e successivamente a Milano seguendo i Civici Corsi di Jazz.
Vincitore di numerosi concorsi nazionali e internazionali tra cui il Premio per pianisti jazz F. Gulda e una nota di merito al Concorso Internazionale Martial Solal di Parigi, suona regolarmente nelle maggiori città italiane ed europee. Ha effettuato tour in Gran Bretagna, Canada, Francia, Germania, Finlandia, Slovenia, Turchia (Istituto Italiano di Cultura di Istanbul, in occasione della Festa della Repubblica Italiana al Consolato Generale D’Italia).
E’ invitato a esibirsi in veste solistica e in trio nei maggiori festival e sale concertistiche, tra cui MiTo Settembre Musica, Auditorium, Museo della Scienza, Blue Note (tutto esaurito), Conservatorio Verdi, Teatro Strehler, Teatro Studio, Società dei Concerti, Società Umanitaria, Camera del Lavoro (Milano), Teatro Verdi (Trieste e Pordenone), Rocca dei Principi Borromeo (Angera), Museo Pigorini, Anfiteatro Auditorium, Alexander Platz (Roma), Yacht Club (Porto Cervo), Museo Debussy (Parigi), Borgo Jazz Club, Teatro della Gioventù (Genova), Festival Jazz di Pori (Finlandia), Umbria Jazz, Iseo Jazz, Stresa Jazz. Ha suonato in Piazza del Popolo di Roma davanti a 35.000 persone.
Collabora con i più grandi nomi del panorama musicale Paolo Fresu, Fabrizio Bosso, Irio de Paula, Franco Cerri, Gianni Ferrio, Barbara Casini, Mardy Byers, Roberto Prosseda.
Ha inciso a proprio nome sette album che hanno riscosso consensi entusiastici da parte del pubblico e della critica specializzata.
Nel 2005 ha formato un trio a proprio nome con Yuri Golubev al contrabbasso e Marco Zanoli alla batteria.
Il trio ha all’attivo due dischi che hanno ottenuto consenso di pubblico e critica partecipando alla programmazione dei più importanti e prestigiosi festival europei. Michele Di Toro predilige esibirsi in piano solo ed in trio ma il suo eclettismo lo porta spesso ad esibirsi in duo, il quartetto e l’orchestra.
E’ reduce da uno strepitoso tour londinese (Royal Albert Hall, Teatro Nazionale, Pizza Express Jazz Club), e da concerti nei più importanti rassegne musicali e jazz club italiani (MITO, Blue Note Miano, tra gli altri).

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