La rassegna “Concerti in Basilica” apre con una suggestiva serata rivolta alla luna del duo Gallevi-Ritrovato

Primo appuntamento con i “Concerti in Basilica”, organizzati dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli, in collaborazione con l’Unione Musicisti Napoletani.
A inaugurare la rassegna, nella chiesa di S. Giovanni Maggiore, è stato il duo costituito da Maria Sole Gallevi (soprano) e Maria Grazia Ritrovato (pianoforte), con una serata dal titolo “Plenilunio d’estate”.
La luna, quindi, al centro dello spettacolo, che ha visto succedersi liriche di Leopardi, Saffo, Lorenzo de’ Medici, D’Annunzio, Ferrari, Di Giacomo, Buonoconto, Majakovskij, alternate a raffinate pagine della letteratura pianistica quali il Notturno in do diesis minore, op. postuma di Chopin, l’Adagio dalla Sonata op. 27, n. 2 di Beethoven (nota universalmente con l’appellativo “Chiaro di Luna”), Consolation n. 3 in re bemolle maggiore di Liszt, Clair de lune di Debussy e Barche alla Marina di Maria Grazia Ritrovato.
Il programma si completava con “Vieni non tardare”, da “Le nozze di Figaro” di Mozart, la romanza “Luna d’estate”, di Francesco Paolo Tosti ed il “Fox della Luna”, dall’operetta “Il Paese dei Campanelli”, di Lombardo-Ranzato.
Riguardo alle interpreti, va sottolineata innanzitutto la grande esperienza della Ritrovato che, in un ambiente acusticamente problematico, è riuscita, grazie anche alla particolarità dei brani eseguiti, ad ottenere un suono nitido e cristallino e ad evidenziare la sua bravura.
Non si sono salvate, invece, le diverse liriche lette dalla Gallevi, in quanto, già a poca distanza, non si sentiva assolutamente niente.
Decisamente meglio è andata nei brani per voce e pianoforte, dove si è potuto apprezzare l’eccellente affiatamento fra le due artiste e intuire una maggiore propensione del soprano verso il repertorio “leggero”, confermata nel bis rivolto a “Moon River” di Mercer-Mancini, tratto dalla colonna sonora di “Colazione da Tiffany”.
La serata si presta ad ulteriori considerazioni, che coinvolgono innanzitutto la sede, una chiesa antica ed imponente, chiusa nel 1970 e riaperta al pubblico nel gennaio di quest’anno, che si spera possa entrare nel circuito turistico ed essere visitabile anche al di fuori degli eventi che vi si svolgono.
Purtroppo, così come è strutturata, risulta poco adatta a qualsiasi manifestazione musicale, sebbene addirittura il Teatro di San Carlo vi abbia portato coro ed orchestra (con quali risultati non osiamo immaginare).
Poi c’è il solito discorso sul pubblico, che avrebbe dovuto comprendere come il programma rappresentasse un unicum, per cui non bisognava interrompere continuamente con applausi inutili, mettendo in difficoltà il povero soprano, ogni volta che tentava di cominciare a leggere una delle tante liriche ricche di grande suggestione.
Forse le due artiste avrebbero dovuto spiegare tutto ciò prima dell’inizio ma, considerando gli spettatori presenti, sarebbe stata quasi sicuramente fatica inutile.
Segnaliamo, infine, i selvaggi “colpi di ventaglio” di signore quanto mai educate, il consueto cellulare squillato durante il pezzo più intenso, e un paio di broncopolmonitici, nemmeno all’ultimo stadio, che certamente avremo il “piacere” di riascoltare quanto prima.
Prossimo appuntamento, sabato 7 luglio, con il ritorno del duo Gallevi-Ritrovato che offrirà una panoramica sull’universo femminile, in una serata dal titolo “Una, nessuna, centomila: Donne allo specchio”.

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