Fiorenzo Pascalucci chiude in grande stile il Festival Pianistico di Napolinova

L’ultimo appuntamento con la XVI edizione del Festival Pianistico, organizzato dall’associazione Napolinova, sotto la direzione artistica di Alfredo de Pascale e svoltosi nella splendida cornice della Sala Vasari, ha ospitato Fiorenzo Pascalucci, recentissimo vincitore del premio “Città di Sacile”.
Il giovane pianista ha iniziato il suo recital con la Sonata in do maggiore op. 2, n. 3, ultima di un trittico dedicato a Haydn e composto fra il 1794 ed il 1795 da Ludwig van Beethoven.
Il successivo Scherzo n. 2 in si bemolle minore, op. 31 di Chopin, risalente al 1837, aveva come dedicataria la contessa Adèle de Fürstenstein.
Fra i brani più noti della produzione dell’autore polacco, fece colpo immediatamente anche su Schumann che lo paragonò a una poesia di Byron.
Dopo un breve intervallo, è stata la volta del Novecento, con i Drei Klavierstücke, op. 11 (1909), che segnarono il punto saliente nel passaggio della musica di Arnold Schönberg dalla tonalità alla dodecafonia.
La parte conclusiva rappresentava invece un duplice omaggio a Debussy, del quale si celebrano i 150 anni dalla nascita, con Estampes (1903), opera che apriva, con i suoi abbinamenti fra musica e luoghi geografici (o luoghi della memoria), la stagione impressionistica, e con L’isle joyeuse (1904), ispirata al quadro di Watteau “L’imbarco per Citera”.
Uno sguardo ora sul protagonista, che già avevamo avuto modo di apprezzare in una serata rivolta al Novecento, come componente del duo “Sein und Zeit” (“Essere e Tempo”).
Anche in questa occasione Fiorenzo Pascalucci, in un recital complessivamente di ottimo livello, ha mostrato la sua predilezione per il repertorio del secolo scorso, riuscendo in un vero e proprio miracolo, consistente nell’ottenere un silenzio ed un’attenzione incredibili, nel momento in cui ha eseguito i tre brani di Schönberg.
Da questo punto di vista, considerando anche una Sala Vasari piena all’inverosimile, dobbiamo fare i complimenti anche agli spettatori, che hanno perciò meritato i ben tre bis, rivolti rispettivamente a Debussy, Chopin e Domenico Scarlatti, con i quali si è ufficialmente chiusa la XVI edizione del Festival Pianistico di Napolinova, rassegna caratterizzata dalla presenza di interpreti tutti bravi e spesso anche molto giovani.

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