La rassegna musicale dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici inizia nel segno di Domenico Cimarosa

A Palazzo Serra di Cassano, sede dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, ha avuto inizio una serie di quattro racconti-concerti, dedicata ad altrettanti compositori, dal titolo “Viaggio attraverso l’illuminismo”.
Ogni serata prevede, oltre all’esecuzione di brani, una parte rivolta alla biografia dell’autore, corredata da eventuali aneddoti e dalla ricostruzione del contesto nel quale è vissuto, con lo scopo di fornire un quadro il più possibile completo al riguardo.
Al centro del primo appuntamento della rassegna è stato Domenico Cimarosa (1749-1801), nato ad Aversa, ma attivo a Napoli, dove studiò al Conservatorio di S. Maria di Loreto con Gennaro Manna, Antonio Sacchini e Fedele Fenaroli.
La sua figura è strettamente legata all’opera buffa della seconda metà del Settecento, e proprio all’opera buffa era rivolta la parte iniziale, affidata a Riccardo Scognamiglio nel ruolo di narratore, che ha descritto la storia di questo particolare genere, dalla fine del Cinquecento, con lo scarso successo ottenuto dall’Amfiparnaso di Orazio Vecchi, fino ai fasti napoletani del Settecento.
Il successivo momento musicale vedeva il pianista Dario Candela impegnato nell’esecuzione di undici delle circa ottanta sonate per clavicembalo di Cimarosa, contenute in una raccolta, riportata alla luce nel 1924 da Felice Boghen nella biblioteca dell’Istituto Cherubini di Firenze.
A seguire un nuovo intervento di Riccardo Scognamiglio, dedicato alla biografia e ad alle tappe salienti della carriera di Cimarosa, nonché alle disavventure di natura politica, che gli costarono quattro mesi di prigione, all’indomani della fine della Repubblica partenopea, e lo convinsero, una volta scontata la pena, a lasciare Napoli alla volta di Venezia, dove morì nel 1801.
La parte ufficiale della serata si è quindi chiusa con altre dieci sonate interpretate dal maestro Candela, che ha poi offerto, come bis, il celeberrimo “Rondò alla turca”, movimento conclusivo della Sonata in la minore K. 331 di Mozart ed una superba versione della Ballata in sol minore n. 1, op. 23 di Chopin.
In conclusione una serata molto piacevole, che ha raggiunto pienamente il suo scopo divulgativo, trascorsa velocemente nonostante una durata di quasi due ore, grazie alla bravura sia del narratore, sia del pianista.

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