Rutter: Gloria, Magnificat, Te Deum

Nato a Londra nel 1945, John Rutter rappresenta uno dei compositori più noti sia nel Regno Unito, sia negli Usa, grazie soprattutto ad una copiosa produzione corale di argomento religioso.
Un significativo esempio della sua musica è racchiuso in un cd della Naxos (distribuito in Italia da Ducale Music), che propone tre brani, scritti a seguito di altrettante richieste da parte di istituzioni statunitensi o britanniche.
Il disco si apre con il Gloria, commissionato nel 1974 da “The Voice of Mel Olson”, corale attiva in Nebraska, dove è già possibile apprezzare lo stile di Rutter e le sue fonti di ispirazione.
Nel caso specifico ci muoviamo fra gli inglesi Vaughan Williams, Walton e Britten, con qualche riferimento al francese Poulenc, a Stravinskij, ad autori americani quali Bernstein, nonché al canto gregoriano.
Il risultato conclusivo si traduce in un lavoro arioso, piacevole e di facile presa sul pubblico, il che ha contribuito alla sua vasta diffusione in tutto il mondo.
Il successivo Magnificat (1990) occupa più di metà del cd e si avvale dei testi dell’omonimo inno, integrati con una lirica inglese del XV secolo ed una preghiera in latino, entrambe dedicate alla Madonna, oscillando fra ritmi antichi e contemporanei, trattati con grande senso dell’equilibrio.
La complessità della composizione si giustifica in quanto il committente, la MidAmerica Productions, è un’istituzione di stanza a New York, specializzata nell’organizzare concerti alla Carnegie Hall, durante i quali sono eseguiti brani che richiedono la presenza di gruppi vocali molto nutriti, accompagnati da grandi orchestre.
Chiusura con il brevissimo Te Deum, scritto nel 1988 per celebrare il centenario di una associazione musicale anglicana, ed eseguito in occasione di una funzione di ringraziamento tenutasi nella cattedrale di Canterbury.
Uno sguardo finale sugli interpreti, rigorosamente britannici, a cominciare dai componenti dei due splendidi cori, uno femminile, l’altro misto, che fanno capo alla Cattedrale di St. Albans, antico monastero benedettino inglese e sede dell’incisione.
Ricordiamo ancora il soprano Elizabeth Cragg, che fornisce il suo prezioso contributo nel Magnificat, mentre la parte strumentale è affidata all’ottimo Ensemble DeChorum ed all’organista Tom Winpenny, il tutto sotto l’attenta direzione di Andrew Lucas, a completamento di un organico che riesce a ben evidenziare la grande spiritualità di questi tre brani di Rutter.

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