Dalla Naxos un Respighi inedito

Nell’ambito della “generazione dell’Ottanta”, comprendente una serie di compositori italiani nati intorno agli anni ’80 dell’Ottocento, soltanto Ottorino Respighi (1879-1936) ha conosciuto una notorietà mondiale che dura ancora oggi.
Una parte del suo successo si deve sicuramente a brani come il trittico formato da Fontane di Roma, Pini di Roma e Feste Romane, pezzi che furoreggiavano negli anni ’20 e ’30 e, a differenza di composizioni di altri autori, sono rimasti anche dopo nel repertorio delle grandi orchestre.
Il resto dipende probabilmente dal suo girovagare per l’Europa, prima come solista, poi come compositore.
A tal proposito va ricordato che Respighi, prima di dedicarsi esclusivamente alla composizione, era un apprezzato solista.
Ricoprì, ad esempio, il ruolo di prima viola dell’Orchestra del Teatro Imperiale a San Pietroburgo e, durante questo soggiorno, ebbe modo di prendere lezioni da Rimskij-Korsakov, che ebbe notevole influenza sul suo stile.
Ancora, nel periodo 1908-1909 si spostò a Berlino, perfezionandosi con Max Bruch, e lì frequentò il connazionale Busoni e conobbe il grande direttore Arthur Nikisch.
Per non parlare dell’ampia pagina statunitense, favorita da maestri del calibro di Toscanini e Reiner.
Autore piuttosto prolifico, Respighi ha lasciato una vasta produzione ed anche numerosi lavori incompiuti, alcuni dei quali sono stati recentemente oggetto di completamento e revisione da parte del maestro palermitano Salvatore Di Vittorio.
Il risultato di tale lavoro è contenuto in un cd della Naxos (distribuita in Italia da Ducale Music), dove sono presenti, talora in prima assoluta, sia brani legati al rinnovato interesse di inizio Novecento nei confronti della musica barocca, come l’ Aria ed una Suite, entrambe per orchestra d’archi, sia una Suite per orchestra su temi rossiniani, dove Respighi rielabora alcuni brani dell’ultima produzione del musicista pesarese, fondendoli con pezzi di sua creazione scritti nel medesimo stile del grande operista.
Il pezzo forte del disco è comunque il Concerto per violino ed orchestra in la maggiore, iniziato nel 1903 e rimasto incompiuto, che Salvatore Di Vittorio ha completato ed eseguito nel 2010.
Esso presenta in embrione molte delle caratteristiche che avrebbero reso famoso Respighi in tutto il mondo, evidenziando una forte affinità con capolavori quali il concerto di Mendelssohn.
Inoltre, offre l’opportunità di apprezzare Laura Marzadori, classe 1989, una delle grandi promesse del violinismo italiano, che ha già ricevuto premi prestigiosi e commenti entusiastici da parte di grandi artisti come Salvatore Accardo.
Non gli è da meno l’Orchestra da Camera di New York, diretta da Salvatore Di Vittorio, compagine di elevato livello, che fornisce un’ottima interpretazione di tutti i brani, volta a confermare che il successo di Respighi non è assolutamente dovuto al caso.

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