L’ottimo esordio del Coro femminile della Comunità luterana di Napoli, diretto da Carlo Forni, chiude i “Concerti di Primavera”

L’appuntamento conclusivo dei “Concerti di Primavera” ha visto l’esordio cittadino del Coro della Comunità luterana di Napoli, diretto dal maestro Carlo Forni.
La compagine, nata nel 2000 per supportare il “Concorso di Composizione”, legato alla stagione organizzata dalla Comunità Evangelica Luterana, ha subito nel tempo una progressiva trasformazione e, da coro a quattro voci miste, è diventato un ensemble per sole voci femminili.
Attualmente è composto da ventitré elementi, appartenenti a tutte le confessioni religiose, che cantano insieme solo per passione, e non è un caso che nella chiesa Evangelica Luterana, gremita da appassionati, amici e parenti, si respirasse un’atmosfera molto diversa dal solito.
Il programma della serata è stato suddiviso in tre parti, con la prima rivolta al repertorio del Cinquecento, caratterizzata da alcuni pezzi abbastanza noti, come la Pavane di Thoinot Arbeau, Ce moys de may di Clement Janequin e la Canzon villanesca di Giovan Domenico da Nola, ed altri meno conosciuti quali J’ai le rebours di Pierre Certon, Or ch’è lungi il mio ben di Orazio Vecchi e Tutto lo mal di Giovanni De Antiquis.
La seconda parte ha visto il coro confrontarsi, invece, con l’Ottocento tedesco, a partire da tre brani di Mendelssohn, due dei quali, Hebe deine Augen auf e Wirf dein Anliegen auf den Herrn, dall’oratorio Elias.
Al repertorio brahmsiano appartenevano Da unten in Tale (dai 49 Deutsche Volkslieder WoO. 33) e Altes Minnelied (dai 28 Deutsche Volkslieder WoO. 32), mentre il successivo Wenn ich ein Vöglein wär era tratto dai Drei zweistimmige Lieder, op. 43 di Schumann.
Ultima parte, breve ma molto vivace, interamente dedicata a West Side Story di Bernstein con i brani One hand, one heart, I feel pretty, Tonight ed America.
Per quanto riguarda il Coro femminile della Comunità luterana di Napoli, il suo esordio napoletano si può considerare molto positivo.
In particolare la compagine ha evidenziato come sia possibile, anche a livello amatoriale (nell’accezione più nobile dell’aggettivo), ottenere ottimi risultati, quando l’entusiasmo ed il talento dei cantanti sono ben indirizzati dalla bravura, professionalità e simpatia del direttore.
Un successo, quindi, meritatissimo, coronato da un bis brioso, consistente in un brano dell’operetta “Il Mikado”, forse la più famosa del duo formato dal librettista William Gilbert e dal compositore Arthur Sullivan, con il quale si è chiusa la serata, appuntamento conclusivo dei “Concerti di Primavera”, rassegna caratterizzata da un livello complessivo molto elevato, resa possibile anche quest’anno grazie ai fondi ottenuti dalla ripartizione dell’otto per mille.

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