Venerdì 13 aprile “Incroci Sonori” propone un tributo a Lucio Battisti in chiave jazz

Dopo il buon esito della prima serata di “Incroci Sonori”, manifestazione voluta da Michele Solipano, col patrocinio della Provincia di Napoli, del Comune di Ercolano, della Fondazione C.I.V.E.S. e della stessa associazione “Incroci Sonori”, venerdì 13 aprile 2012, alle ore 21.00 al MAV – Museo Archeologico Virtuale (Via IV Novembre n. 44 – Ercolano, Napoli) il secondo imperdibile appuntamento è con un live concert dal titolo “6 in jazz – Tributo a Lucio Battisti”, omaggio ai maggiori successi di Lucio Battisti rivissuti secondo un jazz mood.
Un ponte tra la canzone d’autore, il pop per eccellenza, quello della leggendaria coppia Battisti–Mogol, e la veste sonora jazz, la rivisitazione inedita di 6 musicisti doc che si cimentano, da una parte, con un repertorio di musica leggera italiana tra i più noti e, dall’altra, con la loro estrazione jazzistica, secondo un progetto di ricerca e sperimentazione, di fusione di generi, per non dire di abbattimento degli steccati esistenti tra le varie declinazioni musicali.
Iter artistico, questo, che ha dato vita al cd “Tributo a Lucio Battisti”, un omaggio alla musica del grande cantautore di Poggio Bustone, in uscita il 2 aprile per ITINERA, l’etichetta di Pomigliano Jazz, distribuito da Egea e registrato presso Hypnocampo studio a Napoli nel settembre del 2010.
L’intento del sestetto jazz è quello di dar voce alle emozioni che un paroliere/compositore come Mogol e un interprete della qualità di Battisti hanno saputo, coniugando qualità artistica e consenso poplare, sortire tra il grande pubblico nel corso di decenni, riuscendo a far cantare i propri pezzi a intere generazioni, l’una dopo l’altra.
Se dunque non è difficile gudagnare l’approvazione degli ascoltatori tra cui riecheggiano ancora motivi, armonie, melodie e suoni conosciuti, non è altrettanto semplice rimanere fedeli agli originali, senza però rinunciare alla voglia di dire la propria.
Questa band, che coniuga alcune tra le voci più interessanti della scuola salernitana di jazz, come Deidda, Guglielmi, Bisogno e Vigorito, con esponenti di rilievo della scena jazz napoletana, quali Castiglione e La Pusata, ha il merito di tener vivo un ottimo dialogo musicale al suo interno e, al contempo, di essere in grado di leggere evergreen della musica leggera nostrana, come Emozioni, Perché No, Amarsi un po’, I Giardini di Marzo, Prendila Così, Con il Nastro Rosa, Sì Viaggiare, Aver Paura di Innamorarsi Troppo, quali standard di un genere da approcciare col dovuto ‘rispetto filologico’, ma con cui potersi misurare in una reinvenzione secondo le proprie ascendenze e frequentazioni musicali.
E parlando ovviamente di jazz, la rilettura di cover pop non poteva non essere alla luce di estro, virtuosismo, improvvisazione, vocalità degli strumenti laddove, venendo meno l’elemento chiave della voce, fulcro della forma canzone, si doveva supplire a questa mancanza con variazioni di registro, improvvisazioni, forte sintassi sonora, ampia e strutturata gamma ritmica, virtuosismo tecnico, appasionata interpretazione strumentale, in grado di far dimenticare la mancanza delle parole.
Una sottrazione felice, perciò, che non fa sentire un vuoto, ma fa apprezzare la ‘cantabilità’ di pezzi la cui musica già basta per renderli riconoscibili e amati.
Una celebrazione della canzone senza parole, così si potrebbe definire, l’operazione portata a buon fine dai sei strumetisti nelle otto tracce di questo nuovo album, ripensate con eleganza e sensibiltà, senza tradire il ‘refrain emotivo’ da cui partivano Battisti e Mogol per le loro creazioni tra gli anni ’70 e ’80.
Un disco e un progetto live, quindi, che, per un verso, sono fatti di intramontabili standards italiani, per un altro, sicuramente di musica jazz; un travaso delle influenze dell’una categoria musicale nella matrice dell’altra, un modo per il jazz di calarsi nella semplice bellezza degli arranigamenti della canzone pop.
Un accostamento di due piani sonori differenti tutto da ascoltare, soprattutto dal vivo.
Apre la serata l’esibizione del giovane chitarrista e compositore napoletano Andrea Cassese con il suo sound in bilico tra nuance pop, cantautorali e jazz, tra cover e compisizioni originali.

La prossima data di “Incroci Sonori”, sabato 28 aprile, vedrà protagonista Enzo Pietropaoli in 4et che presenterà dal vivo il suo nuovo progetto “YATRA”.

Info e prevendite:
081/8038382
081/7611221
081/5519188
081/7773658
081/7767362.
Ingresso al concerto: 15,00 € + prevendita, comprensivo di buono sconto del 30% sul ticket per la visita al museo.

Ufficio Stampa:
Victoriano Papa
cell.: 333/2824262
e-mail: victorianopapa@alice.it

Sandro Deidda
Sassofonista e compositore, si è diplomato in clarinetto e composizione jazz sotto la guida del M° Bruno Tommaso ed è laureato al D.A.M.S. di Bologna.
Musicista straordinario, un poeta come pochi, impegnato spesso anche come turnista televisivo, senza mai tralasciare lo studio e la pratica jazzistica, realizzando progetti a proprio nome (Special 5, Bossaband).
Tra le sue collaborazioni Hilton Ruiz, Claudio Roditi, Carl Anderson, Bill Mays, Gegè Telesforo, Gianni Ferrio e soprattutto i Manhattan Transfer, con cui ha effettuato più di 40 concerti nel corso di tre differenti tour, unico europeo del progetto.
Numerosi i festival a cui ha aderito in Italia e all’estero, da Umbria Jazz a Pori Jazz in Finlandia. È docente della scuola di Jazz presso il Conservatorio di Musica Statale “G. Martucci” di Salerno.

Alessandro Castiglione
Inizia gli studi da autodidatta, si interessa al jazz e collabora, nel ’93, con Daniele Sepe. Partecipa ai seminari di Ravenna jazz studiando con John Scofield e si perfeziona attraverso stages con Joe Diorio, Jerry Bergonzi.
Entra nella formazione Elbas di Antonio Golino, suonando nei clubs napoletani con Franco Coppola e Antonio Balsamo.
Ha lavorato con Marco Zurzolo, con gli Almanegretta, Pino Daniele, i Litfiba, Lucio Dalla, Peppe Barra, Danilo Rea, Maurizio Giammarco e Teresa De Sio.
Si dedica allo studio e alla pratica dell’improvvisazione jazzistica, svolgendo attività di insegnamento e di concerti in formazioni diverse, con Alfonso Deidda, Dario Deidda, Franco Coppola, Michele Di Martino, Pippo Matino, Giovanni Amato, Salvatore Tranchini, Antonio Golino, Giulio Martino, Francesco D’Errico, Paolo Licastro, Nando Trapani, Marco Sannini. Attualmente si esibisce in trio con Dario Deidda e Stefano Tatafiore.

Guglielmo Guglielmi
Pianista, tastierista, compositore e arrangiatore, è stato il fondatore del Campania Jazz Quartet, storica formazione che, negli anni ’80, allineava musicisti di punta di Caserta, Salerno e Napoli, collaborando spesso anche con Maria Pia De Vito.
Con quella formazione ha partecipato al Festival Nazionale del Jazz di Forlì, classificandosi al primo posto. Successivamente ha suonato con James Senese, Roberto De Simone, Tony Esposito, Alan Sorrenti, Karl Potter, la cantante Joy Garrison, Tullio De Piscopo.
Fa parte, inoltre, del TRIO DI SALERNO, inusuale formazione sax, pianoforte e contrabbasso, composta dal sassofonista Sandro Deidda e dal contrabbassista Aldo Vigorito.
Con il disco “Cantabile”, frutto del lavoro del trio, ha partecipato a numerosi festival internazionali fra cui quello di Pori in Finlandia.
È docente della scuola di Jazz presso il Conservatorio di Musica Statale “G. Martucci” di Salerno.

Aldo Vigorito
Ha studiato a Roma al conservatorio di Santa Cecilia con Franco Petracchi e Federico Rossi. Jazzisticamente si è formato alla scuola del Saint Louis di Roma e attraverso seminari e workshop con Riccardo Del Frà, Palle Danielson, Bruno Tommaso, Enrico Pieranunzi.
Numerose le sue collaborazioni con tutti i migliori jazzisti italiani e con musicisti di diversa estrazione: Eivind Aarset, Gary Bartz, George Benson, Lester Bowie, George Cables, Philippe Caterine, Eddie Daniels, Buddy De Franco, Irio De Paula, Peter Erskine, Bruce Forman, Richard Galliano, Benny Golson, Miles Griffith, Tom Harrell, Pat La Barbera, Kirk Lightsey, Arto Lindsay, Joe Lovano, Joe Magnarelli, Virginia Mayhew, Helen Merrill, Roscoe Mitchell, Bob Mover, Don Moye, Maria Neckham, Judy Niemack, Walter Norris, Jimmy Owens, Dave Sanborn, Jim Snidero, Valery Ponomarev, Vanessa Rubin, Tony Scott, Baba Sissoko, Gary Smulian, Peggy Stern, Lew Tabackin, Chihiro Yamanaka, Adrienne West, Larry Willis, Eliot Zigmund.
Nel 2010 e 2011 è stato menzionato tra i migliori contrabbassisti italiani dalla rivista Musica jazz. Ha partecipato a registrazioni per oltre 50 titoli.
Come leader ha due incisioni all’attivo: “Do it” (Ariston Milano 1990) e “Napolitanìa” (Wide Sound Nepezzano, TE 2002). È docente di contrabbasso jazz al Conservatorio “G Martucci” di Salerno.

Pierpaolo Bisogno
Si diploma in percussioni I° e II° livello e in composizione Jazz col M° Bruno Tommaso, ricevendo numerosi diplomi di merito e una borsa di studio.
Ha collaborato con molteplici artisti di fama internazionale tra cui Mario Biondi, Nicola Conte, Fabrizio Bosso, Daniele Scannapieco, Roberto Gatto, Giovanni Tommaso, Bruno Tommaso, Roberto De Simone, Mariapia De Vito, Flavio Boltroe, Giovanni Imparato con cui ha pubblicato un cd.
Ha collaborato col maestro Caruso in vari trasmissioni televisive per la RAI. Molti sono i suoi lavori di incisioni musicali, fra cui un importante cd per la Blue Note.
Ha partecipato a numerosi festival come il Blu Note Festival, Montreaux Jazz, North See Jazz, Umbria Jazz, Pori Jazz. Attualmente è docente al Conservatorio “G. Martucci di Salerno”.

Giuseppe La Pusata
Ha studiato percussioni classiche a Napoli.
Successivamente si è perfezionato frequentando corsi e seminari (Peter Erskine, Dave Weckl, Manu Roche, ecc.) e studiando privatamente con vari insegnanti, tra i quali Maurizio Dei Lazzaretti.
Ha suonato con diversi musicisti di fama nazionale e internazionale, tra cui Maurizio Giammarco, Enrico Pieranunzi, Antonello Salis, Maria Pia De Vito, Furio Di Castri, Piero Leveratto, Fabrizio Bosso, Paolo Di Sabatino, Stefano Sabatini, Marco Tamburini, Giovanni Amato, Pietro Condorelli, Ada Montellanico, Stefano “Cocco” Cantini, Rosario Giuliani, Javier Girotto, Joe Magnarelli, Bob Bonisolo, gli Art Ensamble of Chicago. Ha partecipato a diversi festival e rassegne, quali Pomigliano Jazz, Granhattan jazz meeting, Veneto jazz, Berlino 2002, Sessa jazz, Barcellona 2003, etc.
Collabora con svariate formazioni tra cui quelle del pianista Francesco Nastro; insegna strumento al C.F.M. di Napoli e ha tenuto attività seminariali anche all’Università Federico II di Napoli.
Ha militato in due orchestre cubane e ha suonato con i cameristi del teatro San Carlo di Napoli.
Da non molto ha presentato a Pomigliano Jazz Festival in anteprima il suo primo disco da leader, dopo anni di collaborazioni ad altissimi livelli e molte partecipazioni a produzioni discografiche altrui.

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