Il duo Persichilli-Bellini interpreta alcuni capolavori cameristici dell’Ottocento e del Novecento

Penultimo appuntamento con la rassegna “Concerti in Villa Floridiana”, organizzata dall’Associazione Musicale Golfo Mistico in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per il P. S. A. E. e per il Polo Museale della città di Napoli, nell’ambito della mostra “Un Museo …tutto da bere”.
Ospiti della mattinata il flautista Angelo Persichilli e la pianista Anna Lisa Bellini, che hanno proposto brani di autori poco conosciuti dell’Ottocento e del Novecento.
La prima parte è stata interamente dedicata alla Sonata “Undine”, op. 167 del tedesco Carl Reinecke (1824-1910), noto soprattutto per essere stato docente, per 35 anni, al Conservatorio di Lipsia, dove ebbe fra i suoi allievi Grieg, Janáček, Bruch e Albéniz.
Il brano risale al 1882 e fa riferimento all’omonima fiaba, pubblicata nel 1811 da Friedrich de la Motte Fouqué, che aveva come protagonista una ninfa marina, desiderosa di acquisire un’anima immortale.
Per fare ciò si recherà sulla terra, assumendo sembianza umane, si sposerà con un cavaliere ma, nel momento in cui quest’ultimo le mancherà di rispetto, la sorte di entrambi sarà segnata, poiché lui morirà avvelenato da un bacio della ninfa e lei ritornerà per sempre negli abissi marini.
La vicenda viene mirabilmente riassunta nei quattro tempi che costituiscono la sonata, dalla suggestiva rievocazione iniziale del mondo sottomarino, passando attraverso l’infanzia dell’ondina sulla Terra, adottata da una famiglia di pescatori, cui fa seguito la storia d’amore con il cavaliere, fino al tragico epilogo, ben sottolineato dallo struggente movimento conclusivo.
Dopo un breve intervallo è stata la volta della Fantasia in mi minore op. 79 per flauto e pianoforte di Gabriel Fauré (1845-1924), che ci offre lo spunto per una breve divagazione relativa all’affermarsi della scuola flautistica francese.
In effetti il flauto, come lo conosciamo oggi, è frutto di numerose modifiche, che risalgono alla prima metà dell’Ottocento.
I principali artefici del cambiamento furono il flautista tedesco Theobald Böhm e il costruttore Louis Lot, che con lui collaborò, cominciando già dal 1848 a produrre, in esclusiva per la Francia, strumenti di nuova concezione.
Questo, abbinato alla presenza di ottimi insegnanti, musicisti prestigiosi, nonché di un’editoria specializzata molto lungimirante, decretarono il predominio transalpino nel settore, durante tutto l’Ottocento e anche oltre.
Il brano di Fauré, datato 1898, si inquadra perfettamente in tale ambito e venne commissionato da Paul Taffanel (anche se poi, per vari motivi, non fu lui a eseguire la “prima”), eclettica figura di virtuoso, compositore, direttore d’orchestra, docente e autore di un trattato di tecnica flautistica pubblicato postumo.
Il successivo Cantabile et Presto, seguiva lo stesso filone in quanto, pur appartenendo alla produzione del rumeno George Enescu (1881-1955), venne scritto durante il suo primo soggiorno a Parigi, dove l’autore si era recato per perfezionarsi, dopo aver conseguito, ad appena tredici anni, il diploma al conservatorio di Vienna.
Si tratta quindi di un pezzo giovanile, composto nel 1904, nel quale si evidenzia già pienamente il caratteristico stile di Enescu, teso costantemente a fondere la musica popolare del suo paese con quella colta.
Il programma si è chiuso con la Sonata per flauto e pianoforte di un altro francese, Francis Poulenc (1899-1963), che in gioventù fece parte del cosiddetto “Gruppo dei Sei”, sodalizio che, sebbene di breve durata, influenzò notevolmente la sua produzione successiva, spesso contraddistinta da un tono scanzonato.
Lavoro della maturità, la sonata fu composta a seguito di una richiesta da parte della Elizabeth Sprague Coolidge Foundation, istituzione intitolata ad una delle grandi mecenate della musica statunitense.
Poulenc la completò nel 1957, mentre era alle prese con la stesura de “I dialoghi delle Carmelitane”, per cui alcuni passaggi, come riferì lui stesso, si ritrovano anche nell’opera, affidati al personaggio di Soeur Constance.
A confronto con questo vasto ed articolato programma, l’affiatato duo costituito da Angelo Persichilli e Anna Lisa Bellini ha fornito un’ottima interpretazione, dando il giusto tono alle diverse composizioni eseguite.
Così l’intenso romanticismo della prima parte, ha lasciato il posto prima al brio e alla raffinatezza di Fauré, poi all’abbinamento fra tradizione folcloristica e musica classica di Enescu, ed infine alla modernità dai tratti inconfondibili di Poulenc.
Grande successo e due bis, appartenenti rispettivamente alla produzione di Gluck e di Donizetti, a coronamento di un concerto bello e molto interessante.

Seguici su Facebook:

Critica Classica

**P**U**B**B**L**I**C**I**T**A’**

Nefeli, il nuovo Cd di canzoni folk internazionali alternate a 3 brani classici per violoncello solo
tutto cantato e suonato da Susanna Canessa e la sua band. Acquistalo su:

…e molti altri network in tutto il mondo! per scoprirli clikka qui

Questa voce è stata pubblicata in Recensioni concerti e contrassegnata con , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.