Ai “Vespri d’organo” Olga Laudonia riporta splendidamente alla luce un repertorio di raro ascolto

Si è svolto, nella chiesa dell’Immacolata al Vomero, il sesto appuntamento della rassegna “Sette secoli di musica sacra per organo a Napoli – Vespri d’organo”, organizzata dal maestro Mauro Castaldo, direttore artistico dell’Associazione Trabaci.
Ospite del concerto Olga Laudonia, organista titolare del Santuario sorrentino della Madonna del Carmine, che ha incentrato il recital sul repertorio compreso fra la fine del Cinquecento e gli albori del Settecento.
La serata si è aperta con un Ricercare I tono di Giovanni de Macque (1548/1550–1614), compositore franco-fiammingo che ricoprì incarichi prestigiosi in Italia e soggiornò diverso tempo anche a Napoli, dove divenne uno dei maggiori punti di riferimento musicale della città.
Fra i suoi alunni vi fu il partenopeo Ascanio Mayone (ca. 1565-1627), organista e maestro di cappella nella chiesa dell’Annunziata, del quale abbiamo ascoltato il Ricercare IV.
La serata è proseguita con Girolamo Frescobaldi (1583-1643), sicuramente uno dei massimi autori di musica organistica del Seicento.
Del compositore ferrarese, trapiantato a Roma, è stata eseguita la Toccata IV, tratta dalla raccolta Toccate e partite d’intavolatura di cimbalo, libro primo, pubblicata nel 1615.
I successivi tre brani, Bergamasca, Partite di Bergamasca e Partite di Follia, appartenevano al toscano Bernardo Pasquini (1637-1710), considerato in campo clavicembalistico figura di passaggio tra Frescobaldi e Domenico Scarlatti.
La chiusura era invece dedicata a Bernardo Storace (ca. 1637-ca. 1707), la cui biografia è estremamente lacunosa e le composizioni proposte, le Partite sopra il cinque passi, la Passacaglia in do minore e la Ciaccona, contenute nella Selva di varie compositioni d’intavolatura per cimbalo ed organo (Venezia, 1664), rappresentano attualmente l’unica testimonianza della sua attività compositiva.
Uno sguardo ora su Olga Laudonia, che abbiamo avuto il piacere di ascoltare già altre volte, ricevendone sempre impressioni molto favorevoli, qualsiasi fosse il repertorio eseguito.
Anche stavolta la versatile musicista ha confermato la sua bravura, accompagnata come sempre da una sicurezza ed una determinazione fuori dal comune, confezionando inoltre un programma costituito da pezzi di raro ascolto, che hanno contribuito ad impreziosire un concerto di elevatissimo livello e dato modo di porre in risalto autori meritevoli di ulteriori approfondimenti.

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