Venerdì 23 e sabato 24 marzo la stagione sinfonica del Teatro di San Carlo prosegue con Puccini e Beethoven

Venerdì 23 marzo, alle ore 20.30 (in replica sabato 24 marzo, ore 18) al San Carlo, la stagione sinfonica della primavera 2012, si apre con un concerto che prevede, nelle sue due parti, un giovane Puccini (Messa di Gloria per soli, coro e orchestra) e un Beethoven maturo (Sinfonia n. 7 in la maggiore op. 92).
Sul podio, Nicola Luisotti, direttore musicale del Massimo napoletano, dopo la prima de I masnadieri di Verdi (in scena fino a sabato 31 marzo) con Orchestra e Coro stabili (quest’ultimo diretto da Salvatore Caputo) e i solisti Stefano Secco (tenore), Artur Rucinski (baritono), Giacomo Prestia (basso).
La Messa di Gloria per soli, coro e orchestra è anche conosciuta con il titolo Messa a 4 con orchestra, che Giacomo Puccini ha apposto – di suo pugno – sulla prima pagina dell’autografo, conservato presso il Museo “Casa Natale Giacomo Puccini” a Lucca.
Nessuna traccia quindi, nelle fonti, del titolo Messa di Gloria, con cui si continua a chiamare la Messa di Puccini in manifesti, programmi di sala, pubblicazioni, incisioni discografiche, e che fece la sua comparsa nella prima edizione a stampa della partitura, nel 1951, presso la casa Mills Music di New York.
Per convenzione il nome Messa di Gloria indica una Messa che comprende solo le prime due sezioni dell’ordinario, Kyrie e Gloria, nell’Ottocento era frequente che i compositori scegliessero questo tipo di Messa.
Fu eseguita il 29 aprile 1877 – come si legge dalle cronache de La provincia di Lucca – sottoforma di mottetto per baritono con coro a 4 voci e orchestra.
Il giovane Puccini “quinta generazione musicale della famiglia: ha dinanzi a sé ottimi esempi da imitare, e potrebbe farsi giovane maestro di assai abilità non essendo mancante di molta attitudine per l’arte”.

La Settima Sinfonia di Ludwig van Beethoven fu composta, con ogni probabilità nell’inverno 1811-12, durante un soggiorno nella stazione termale di Teplitz (Teplice) in Boemia.
Fu presentata in pubblico oltre un anno e mezzo dopo il suo compimento, l’8 dicembre 1813, in un concerto all’aula magna dell’Università di Vienna, a beneficio dei soldati austriaci e bavaresi feriti nel corso della battaglia di Hanau (30-31 ottobre).
Visto che si trattava d’una manifestazione patriottica e “antinapoleonica”, il pezzo forte del concerto fu un brano ‘militare’ in due parti, composto da Beethoven per celebrare il trionfo delle truppe britanniche – comandate dal generale Arthur Wellesley, primo duca di Wellington – sull’esercito francese in Spagna, presso la città di Vitoria (Paesi Baschi), il 21 giugno dello stesso 1813 (appunto intitolato Wellington Sieg oder die Schlacht bei Vitoria, cioè La vittoria di Wellington ovvero la battaglia di Vitoria).
Tra i più importanti musicisti di Vienna presero parte all’esecuzione: Antonio Salieri (il presunto rivale di Mozart, già insegnante del giovane Beethoven), Joseph Weigl (compositore e direttore, anch’egli allievo di Salieri), il pianista virtuoso e compositore Johann Nepomuk Hummel (scolaro di Mozart, Clementi, Salieri).
Alla critica, la Settima piacque da subito: la «Allgemeine musikalische Zeitung», nel 1816, la definì una «nuova dimostrazione dell’inesauribile talento di Beethoven»; non meno entusiasta Hector Berlioz, che, nella sua dettagliata analisi delle sinfonie beethoveniane, la sommerge di ammirazione.
Quanto a Wagner, tutti conoscono la definizione ch’egli dette della Settima nell’Opera d’arte dell’avvenire (1849): «Tutti i tumulti, le brame e tempeste del cuore divengono qui la beata insolenza della gioia […]. Questa sinfonia è l’apoteosi stessa della danza: è la danza nella sua suprema essenza […]».
Paul Bekker, il grande critico musicale tedesco d’inizio Novecento, riprese e adattò l’immagine wagneriana, quando identificò nella Settima «una sorta di sublimazione ideale dell’antica suite di danze».

Il “primo incontro” di Nicola Luisotti con Puccini – ricorda il direttore musicale del teatro San Carlo – è legato a Bargecchia, suo luogo natale, “un piccolo paesino sulle colline versiliesi, in provincia di Viareggio”. Puccini era solito frequentare i paesini sulle colline, dove ancora oggi si possono ascoltare, eseguite dai campanari locali, i “concerti” dedicati ad uno dei più amati compositori della storia.
La Messa di Gloria – continua Luisotti – nasce come esame per il Conservatorio e si proietta nella sua storia personale di compositore attraverso elementi musicali che sentiremo di nuovo nei successivi lavori. Questo lavoro non può essere considerato un frutto già definito della grana musicale di Puccini ma piuttosto uno strumento per valutarne a posteriori l’indubbio talento giovanile. Il Kyrie lo ritroveremo nell’Edgar e l’Agnus Dei in Manon Lescaut. E’ noto che Puccini conservasse con cura i suoi lavori giovanili: si pensi per esempio al Capriccio sinfonico che utilizzerà per il tema di apertura della Bohème! La Messa ha delle idee che già lasciano intravedere la genialità del compositore lucchese, nonostante il brano serva al musicista per dimostrare la propria capacità come allievo di composizione.
Ancora, a proposito, della seconda parte del concerto – Luisotti dichiara – la musica di Beethoven, in particolare le sinfonie, rappresentano per ogni direttore d’orchestra una pietra miliare della propria formazione di musicista. L’interpretazione del segno musicale non si può raccontare attraverso la parola, si può solamente esprimere con la Musica stessa. La Musica è un elemento vivo e ogni volta che eseguo un brano già diretto, si ripresenta a miei occhi come un’esperienza nuova attraverso anche il talento di una nuova Orchestra della quale devo accoglierne la personalità.

Biglietti a partire da 30 euro; under 30: 20 euro
(infoline: 081.7972331-412-468; biglietteria@teatrosancarlo.it)

Ufficio Stampa Teatro di San Carlo
tel. 081.7972301-202;
email: ufficiostampa@teatrosancarlo.it

Prossimo appuntamento della Stagione Sinfonica domenica 1° aprile (in sostituzione dell’evento dell’orchestra Mozart già in programma).
Sul podio, il maestro Nicola Luisotti dirigerà orchestra e coro stabili in un programma di grande respiro sinfonico-corale, su musiche di Giuseppe Verdi (Stabat Mater dai Quattro pezzi sacri), Gustav Mahler (Kindertotenlieder per baritono e orchestra; solista Artur Ruciński) e Johannes Brahms (Sinfonia n.4 in mi minore op.98)
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Programma

Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo
direttore – Nicola Luisotti
maestro del coro – Salvatore Caputo

solisti: Stefano Secco (tenore), Artur Rucinski (baritono), Giacomo Prestia (basso)

Giacomo Puccini: Messa di Gloria per soli, coro e orchestra

Ludwig van Beethoven: Sinfonia n. 7 in la maggiore op. 92

Nicola Luisotti – direttore

Il direttore d’orchestra toscano Nicola Luisotti, già Direttore Musicale dell’Opera di San Francisco, è stato nominato nel febbraio 2012 Direttore Musicale del Teatro di San Carlo. Il maestro Luisotti ricopre inoltre il ruolo di Direttore Ospite Pincipale della Tokyo Symphony Orchestra. Dal 2002, data del suo debutto sulla scena internazionale, Luisotti continua a suscitare l’entusiastico consenso di pubblico e critica in tutto il mondo. Fra i trionfi più recenti vanno ricordati il debutto al Teatro alla Scala, con un nuovo allestimento di Attila diretto da Gabriele Lavia, e il ritorno sul podio della Metropolitan Opera nel dicembre del 2010 con La fanciulla del West, per il centenario di questo capolavoro pucciniano raramente rappresentato. In quella occasione, il Maestro ha ricevuto il prestigioso Premio Puccini.
Durante la terza stagione in veste di Direttore Musicale dell’Opera di San Francisco, Luisotti dirige Turandot, Carmen, un nuovo allestimento del Don Giovanni e, nel prossimo giugno, ancora Attila di Verdi con la regia di Gabriele Lavia. Gli appuntamenti con la lirica per la stagione 2011 2012 lo portano sul podio del Teatro alla Scala per Tosca e al Teatro di San Carlo di Napoli per I masnadieri di Verdi, un’opera raramente rappresentata. Acclamatissimo anche come interprete del repertorio sinfonico, durante la stagione in corso Luisotti dirige sei prestigiosi complessi: l’Orchestra dell’Opera di San Francisco (in un concerto per Cal Performances), i Berliner Philharmoniker, l’Orchestra del Teatro di San Carlo di Napoli, l’Orquesta Nacional de España di Madrid e le orchestre di Cleveland e Philadelphia.
All’Opera di San Francisco, dopo il debutto con La forza del destino nel 2005, Luisotti ha diretto La bohème, Il trovatore, Salome, Otello, La fanciulla del West, Aida, Le nozze di Figaro e Madama Butterfly. Al successo del debutto internazionale con una nuova produzione alla Staatsoper Stuttgart, sono seguiti impegni con pressoché tutti i più prestigiosi teatri lirici del mondo, compresi la Bayerische Staatsoper, la Canadian Opera Company, la Dresden Staatskapelle, la Metropolitan Opera. l’Opéra Bastille, l’Opera di Francoforte, l’Opera di Los Angeles, l’Opera di Seattle, la Royal Opera House, il Teatro alla Scala, il Teatro Carlo Felice, il Teatro Comunale di Bologna, il Teatro di San Carlo, il Teatro La Fenice, il Teatro Real e la Wiener Staatsoper. Luisotti ha inoltre diretto diversi spettacoli lirici alla Suntory Hall, in veste di Direttore Ospite Principale della Tokyo Symphony.
Il Maestro italiano ha anche diretto molti fra i più prestigiosi complessi sinfonici del mondo, fra cui l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Alte Oper di Francoforte, l’Atlanta Symphony, la Bayerisches Rundfunkorchester, i Berliner Philharmoniker, la Filarmonica della Scala, la Filarmonica di Amburgo, la Filarmonica di Zagabria, la Hessischer Rundfunk, la London Philharmonia, la NHK Symphony Orchestra, l’Orchestra Nazionale Russa, l’Orchestra Sinfonica della Radio di Budapest, l’Orchestra Sinfonica di San Francisco, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, la Staatskapelle di Dresda e la Tokyo Symphony Orchestra. Luisotti ha diretto una serie di concerti a Pechino in occasione dei Giochi Olimpici del 2008.
La produzione discografica di Luisotti comprende l’incisione della versione integrale di Stiffelio (Dynamic) e l’acclamatissimo Duets (Deutsche Grammophon). Il Maestro dirige inoltre nel dvd de La bohème (EMI) al Metropolitan di New York.

Salvatore Caputo – Maestro del Coro

Diplomatosi in Pianoforte al Conservatorio di Salerno, da marzo 2000 a dicembre 2004 è al Comunale di Firenze come assistente di José Luis Basso, presso il Coro del Maggio Fiorentino, che accompagna come pianista ed organista in molti concerti, tra cui il festival del Maggio, la 57esima Settimana Chigiana di Siena, la seconda edizione del Festival “Anima Mundi” di Pisa.
Nel 2005 è invitato da Tito Capobianco al Teatro Colón di Buenos Aires come Direttore del Coro, esperienza segnata da grandi successi, come la produzione di Turandot del 2006, a Città del Messico nel 2007. Nel 2006 dirige al Colón il Coro nella Seconda Sinfonia di Mahler, in memoria dei 30 anni del colpo di stato in Argentina e in ricordo dei desaparecidos.
In questi anni, indirizza il Coro – essenzialmente operistico – verso un’apertura al mondo sinfonico con concerti quali il Requiem di Verdi, Carmina Burana di Orff, Nozze di Stravinskij, Gloria di Poulenc, Messa di Puccini, Te Deum di Bruckner, Nona Sinfonia di Beethoven, Seconda Sinfonia di Mahler. In ambito operistico dirige il Coro in Jeanne d’Arc di Honegger, Samson et Dalila di Saint Saëns, Mefistofele di Boito, Boris Godunov di Musorgskij, Vespri siciliani e I lombardi alla prima Crociata di Verdi.
Nel 2009 è invitato da Gianni Tangucci e Cesare Mazzonis al San Carlo di Napoli come Direttore del Coro.
Il suo lavoro si indirizza nuovamente verso l’ampliamento del repertorio sinfonico, con particolare attenzione ad autori del Novecento quali Bernstein, Dallapiccola, Debussy, Orff, Prokof’ev, Rachmaninov, Villa Lobos. Partecipa alla realizzazione di prime assolute firmate da Giorgio Battistelli, Roberto De Simone e Luca Francesconi e di progetti legati a nuovi ambiti musicali, tra cui Anima con il compositore e fotografo Fabrizio Ferri e Omaggio al Chile con gli Inti Illimani in scena al Teatro Grande di Pompei.
Con il Coro del Lirico napoletano raccoglie grande successo di pubblico e critica nei Vêpres siciliennes di Verdi, realizzati in versione integrale con la guida di Gianluigi Gelmetti e nei Pagliacci di Leoncavallo con la regia di Daniele Finzi Pasca (titolo con cui partecipa alla tournée del San Carlo in Russia, al Mariinskij di San Pietroburgo e in seguito allo Stanislavskij di Mosca con un omaggio al repertorio verdiano diretto da Nello Santi).
Per il Teatro di San Carlo dirige la Nona Sinfonia di Beethoven nella versione di Liszt, Carmina Burana di Orff, Misa Criolla di Ramirez, Indianas di Guastavino, Canti di prigionia di Dallapiccola e Messe de Requiem di Fauré.
Partecipa alle tournée in Cile, al Festival Les Nuìts de Fourvière di Lione, al Festival dei Due Mondi di Spoleto.
Collabora con alcuni dei più importanti direttori d’orchestra, tra i quali Abbado, Bartoletti, Benini, Bonynge, Conlon, Chung, Gelmetti, Luisotti, Luisi, Mehta, Muti, Oren, Ozawa, Renzetti, Tate.
Nel 2005 vince il premio come miglior direttore di coro in Argentina e nel 2011 viene premiato dal Rotary International con il premio José Ortega alla carriera.

Giacomo Prestia

Nato a Firenze, studia Canto con Sergio Catoni.
È vincitore di numerosi concorsi internazionali fra cui il “Concorso Internazionale Voci Verdiane” a Busseto ed il “Concorso Luciano Pavarotti” a Philadelphia.
Compie il suo debutto operistico con Alzira di Verdi a Fidenza nel 1991.
Da allora intraprende un’intensa e brillante carriera che lo vede protagonista dei maggiori palcoscenici del mondo: Teatro alla Scala di Milano, Maggio Musicale Fiorentino, Opéra National de Paris, Wiener Staatsoper, Opernhaus di Zurigo, Teatro Real di Madrid, Liceu di Barcellona, Teatro Comunale di Bologna, Teatro di San Carlo di Napoli, Philharmonie di Berlino, Teatro Regio di Parma.
Nel corso della sua carriera collabora con importanti direttori d’orchestra quali, Claudio Abbado, Zubin Mehta, Riccardo Muti, Georges Prêtre, Daniele Gatti, Nicola Luisotti.
Nella stagione 2009 canta Ernani a Chicago, Aida al Teatro alla Scala di Milano con la direzione di Daniel Barenboim, Norma a Trieste e Aida a Monaco di Baviera; nel 2010 è invece a Parigi con Don Carlo, al Covent Garden di Londra con Aida, a Madrid con Simon Boccanegra.
Recentemente si è esibito a Parma con I vespri siciliani, a Bilbao con Macbeth, a Bari con Norma, a Firenze, Orange, Verona e Taiwan con Aida, a Napoli con Lucia di Lammermoor.

Stefano Secco

Studia Pianoforte e Canto sotto la guida di Alberto Soresina, ottenendo successivamente anche il diploma di percussioni con Tullio De Piscopo.
Segue in forma privata i maestri Franco Corelli, Franca Mattiucci, frequentando diversi corsi di perfezionamento tenuti tra gli altri da Leyla Gencer e Renata Scotto. Dopo le prime esperienze professionali e numerose tournée in Italia e all’estero, interpreta Falstaff al Teatro Verdi di Sassari e immediatamente viene scritturato dal Teatro dell’Opera di Roma come tenore solista nella Messa di Gloria di Puccini e nel Te Deum di Berlioz, nel medesimo teatro interpreta con grande successo una fortunata produzione di Bohème.
Canta nei più importanti teatri italiani e stranieri. Interpreta Rigoletto (Duca di Mantova) al Teatro Regio di Torino, alla Wiener Staatsoper, Teatro di Toulouse, Teatro di Francoforte, Teatro Massimo di Palermo, Venezia, La Coruña, Arena di Avenches, Stoccolma, all’Opéra Bastille di Parigi; La bohème (Rodolfo) al Teatro Regio di Parma, Teatro dell’Opera di Roma, Opéra Bastille di Parigi, al Festival Pucciniano di Torre Del Lago ed insieme ad Angela Gheorghiu in occasione di un Galà a Wiesbaden; La traviata (Alfredo) a Venezia, Tokyo, Barcellona, Amburgo, Francoforte, Firenze e sotto la direzione del maestro Muti alla Scala di Milano; Madama Butterfly (Pinkerton) al Teatro dell’Opera di Roma, Festival Pucciniano di Torre del Lago e al Comunale di Firenze; Lucia di Lammermoor (Edgardo) alla Deutsche Oper di Berlino, al Comunale di Firenze e a Liège; Roberto Devereux a Oviedo e alla Wiener Staatsoper; il ruolo di Arturo ne I puritani al Teatro Bellini di Catania sotto la direzione del maestro Gustav Kuhn opera incisa per la Bmg; il ruolo di Gualtiero nel Pirata ad Amsterdam; Nemorino nell’Elisir d’amore al Liceu di Barcellona e al Covent Garden di Londra; Manon di Massenet al Grand Théâtre de Genève e al Liceu di Barcellona; Simon Boccanegra (Gabriele Adorno) all’Opéra Bastille a Parigi, al Teatro Lirico di Cagliari e al Teatro alla Scala di Milano.
Al Filarmonico di Verona interpreta il ruolo di Osiride in Mosè in Egitto per la regia di Pier Luigi Pizzi.
È tenore solista all’Opera di Roma nello Stabat Mater di Rossini diretto da Stefano Ranzani e al nuovo Auditorium Parco della Musica nel Roméo et Juliette (Berlioz) trasmesso in diretta radio con la direzione di Chung.
Interpreta poi La bohème al Regio di Parma, Rigoletto e il ruolo di Don Carlo all’Opéra Bastille, La traviata a Tokyo.
È nel cast di Luisa Miller alla Staatsoper di Monaco, in Lucia di Lammermoor al Teatro Comunale di Firenze. Canta una nuova produzione di Macbeth all’Opéra Bastille di Parigi e Werther a Francoforte, ancora La bohème all’Opéra Bastille e alla Deutsche Oper di Berlino.
Interpreta Simon Boccanegra all’Opera di Toulouse e Rigoletto alla Scala, debutta nel Faust di Gounoud (Faust) a San Francisco e canta La traviata a Venezia, Madama Butterfly a San Francisco diretto da Nicola Luisotti e La bohème a Monaco.
E ancora I due Foscari a Trieste, Macbeth a Bilbao. Tra i suoi impegni più recenti, Rigoletto all’Opera di Montecarlo, La traviata a Torino, il Requiem di Verdi a Francoforte diretto da Nicola Luisotti e in occasione della riapertura del Teatro Bol’šoj di Mosca sotto la bacchetta del Maestro Barenboim in tournée con l’Orchestra e il Coro della Scala.
Inoltre La bohème a Roma, Un ballo in maschera a Macerata, Roméo et Juliette all’Arena di Verona, Simon Boccanegra a Bilbao, Roberto Devereux a Marsiglia.
È a San Pietroburgo in tournée con il Teatro Regio di Parma e a Los Angeles con Simon Boccanegra diretto da James Conlon, affiancato da Plácido Domingo nel ruolo del titolo.

Artur Rucin´ski

Diplomatosi all’Accademia Musicale di Varsavia e vincitore di numerosi concorsi canori, Artur Rucin´ski, ancora studente, debutta nel 2001 alla Warsaw Chamber Opera come Papageno nello Zauberflöte.
Nel corso degli anni, il giovane baritono polacco canta con grande successo nei teatri d’opera più importanti dell’Est Europa.
Il suo talento e le sue caratteristiche vocali gli valgono il titolo di “Paszport Polityki Award” del settimanale Pdityka che lo sceglie come Cantante dell’anno 2008, mentre la rivista Festspiele del Festival di Salisburgo lo inserisce nella classifica dei migliori cantanti del 2010.
Debutta nel 2002 nel ruolo di Evgenij Onegin al National Theatre di Varsavia, dove successivamente canta ancora Evgenij Onegin, il Principe Yeletsky ne La dama di picche, Janusz nel Halka di Moniuszko, Sharpless in Madama Butterfly di Puccini, Figaro ne Il barbiere di Siviglia di Rossini, e Niklausse/Muse (versione per baritono) nella produzione di Harry Kupfer di Les contes d’Hoffmann.
Apre la stagione 2008 2009 a Varsavia come Valentin nel nuovo Faust di Robert Wilson, dopodiché canta Manon Lescaut all’International Beethoven Festival di Varsavia nel 2009, diretto da Gomez-Martinez, e si esibisce al Liceu di Barcellona come protagonista nel King Roger di Szymanowski.
Riscuote grande successo come Marcello in La bohème all’Opera di Warna (Bulgaria) e al Teatro dell’Opera di Cracovia, interpreta Ping nella Turandot al Bunka Kaikan a Tokyo e al Paphos Aphrodite Festival a Cipro con Eva Marton, Riccardo nei Puritani a Lodz, Silvio nei Pagliacci al Teatro dell’Opera Nazionale di Lvov, Guglielmo in Così fan tutte al Teatro dell’Opera di Cracovia, e canta Carmina Burana a Sofia. Nel marzo/aprile 2010, Artur Rucin´ski viene invitato da Daniel Barenboim alla Staatsoper di Berlino, a cantare l’Evgenij Onegin diretto proprio da Barenboim, al fianco di Rolando Villazon.
Si esibisce quindi nei Carmina Burana al Musikverein di Vienna, e nel maggio 2010 al Gala di apertura del Festwochen di Vienna, che viene trasmesso in diretta in circa 25 Paesi.
Nell’estate 2010 fa il suo debutto al Festival di Bregenz come Tadeusz nell’opera di rara esecuzione Il passeggero di Mieczyslaw Weinberg.
Nei mesi successivi interpreta Enrico in Lucia di Lammermoor ad Amburgo, Lescaut nella Manon diretta da Lorin Maazel e Evgenij Onegin a Valencia, nella produzione diretta da Wellber e registrata su dvd. Recentemente debutta con grandissimo successo all’Arena di Verona nel Roméo et Juliette, di cui è prevista l’uscita in dvd, e canta lo Stabat Mater di Szymanowski al Musikverein di Vienna, Lucia di Lammermoor ad Amburgo, La traviata a Francoforte, Halka all’Opera di Varsavia, e un Recital in St. John’s Smith Square a Londra.
Sul versante concertistico, Rucin´ski si è esibito all’Autumn Festival di Varsavia nella prima mondiale La Lontane di W. Balakauska con la Radio Televisione polacca, nel Requiem di Fauré e in Carmina Burana al Festival Internazionale di Warna per la televisione bulgara, così come nel Messiah di Händel e nella Sinfonia n. 9 di Beethoven a Parigi e in Die Schöpfung di Haydn con l’Orchestra Silesian Philarmonic.
Nell’autunno 2009 canta il War Requiem di Britten sotto la guida di Neville Marriner a Danzica, e il Requiem di Brahms diretto da Gerd Albrecht a Varsavia.
La Filarmonica di Oslo lo ha invitato a cantare i Carmina Burana nel gennaio 2010 e la Filarmonica di Dresda Passion di Lukas Penderecki nel 2011.

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