Giovedì 16 febbraio il Quartetto Artemis ospite della stagione dell’Associazione Alessandro Scarlatti

Giovedì 16 febbraio, nell’Auditorium di Castel Sant’Elmo, alle ore 21, per la stagione della Associazione Alessandro Scarlatti ritorna a Napoli, dopo quattro anni il Quartetto Artemis, fondato nel 1989 presso la Musikhochschule di Lubecca dove si è formato sotto la guida dei Quartetti Emerson, Juilliard e Alban Berg.
La Frankfuter Allgemeine Zeitung ha detto: “ci sono molti buoni quartetti d’archi nel mondo e tuttavia gli Artemis sono oggi ‘i migliori’ fra i migliori. La motivazione: la loro interpretazione offre, da Beethoven a Ligeti, il non plus ultra di suono, struttura e chiarezza.”
Queste lodi trovano una motivazione in una intervista del violoncellista Runge: “Il quartetto d’archi è la formazione ideale del 21° secolo, capace di dare alla gente la possibilità di pensare e allo stesso tempo di provare emozioni, una forma moderna insomma… Da questa idea deriva la varietà del nostro repertorio.”
Del tutto coerente con questa impostazione è il programma del concerto, che affianca tre autentici monumenti, diversissimi fra loro, della grande letteratura per quartetto d’archi: una delle estreme e più alte prove di Haydn, tratta dall’opera 76, giunta quasi al termine del Settecento e della sua vita artistica, il primo autentico capolavoro di Bartók che nel 1909 apre la straordinaria serie dei suoi sei Quartetti, e il desolato e poeticissimo addio alla vita cantato da Schubert nel 1824 nel suo Quartetto in la minore “Rosamunde”.

Prezzo del biglietto

I settore: 25 Euro
II settore: 20 Euro
III settore
Intero: 15 Euro
Ridotto giovani: 8 Euro
Last minute (giovani al di sotto dei 31 anni): 3 Euro, in vendita un’ora prima del concerto
.

Per informazioni:
www.associazionescarlatti.it;
info@associazionescarlatti.it
Infoline: 081 406011

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Programma

F. J. Haydn: Quartetto in re maggiore op. 76 n.5

B. Bartók: Quartetto n. 1 op. 7

F. Schubert: Quartetto in la minore/maggiore op. 29 n. 1 D. 804 “Rosamunde”

Quartetto Artemis
Natalia Prishepenko, violino
Gregor Sigl, violino
Friedemann Weigle, viola
Eckart Runge, violoncello

Quartetto Artemis
Il Quartetto Artemis, che oggi ha base a Berlino, venne fondato nel 1989 presso la Musikhochschule di Lubecca.Mentori del Quartetto sono stati Walter Levin, i Quartetti Emerson, Juilliard e Alban Berg.
Dal 1994 il Quartetto suona professionalmente e si è subito qualificato tra i migliori della sua generazione.
Con il Primo Premio al Concorso ARD di Monaco di Baviera nel 1996 e con il successivo Premio Borciani, avviene il grande salto.
Il Quartetto però rinvia l’inizio della carriera internazionale per proseguire gli studi: nel 1998 trascorre un anno a Vienna con il Quartetto Alban Berg, seguito da una “residence” sabbatica di tre mesi presso il Wissenschaftskolleg di Berlino.
Il debutto ufficiale avviene alla Philharmonie di Berlino nel giugno 1999.
Nel luglio 2007 si ha il grande cambiamento:con Gregor Sigl e Friedemann Weigle il Quartetto si presenta nella nuova formazione.
Dal 2004 il Quartetto ha una propria serie, acclamata da pubblico e critica, presso la Philharmonie di Berlino.
E’ invitato a suonare nelle più importanti sale da concerto del mondo e nei festival più prestigiosi, ma non trascura l’insegnamento.
Dal 2005 i quattro membri del Quartetto sono docenti di musica da camera presso la Universität der Künste di Berlino e si alternano come docenti presso la Chapelle Reine Elisabeth di Bruxelles.
Sin dall’inizio dell’attività il Quartetto ha giudicato molto importante la collaborazione con altri musicisti: Juliane Banse, Truls Mørk, Leif Ove Andsnes hanno accompagnato l’ Artemis in acclamate tournées in giro per il mondo.
Anche la musica contemporanea ha largo spazio nella preparazione dei loro programmi: Mauricio Sotelo (2004), Jörg Widmann (2006), e Thomas Larcher (2008) hanno composto per loro.
Oltre all’attività concertistica, il Quartetto Artemis si occupa anche di media: già nel 1996 ha partecipato ad un film EMI dedicato al Quartetto Alban Berg, prodotto e girato da Bruno Monsaingeon ed intitolato La Morte e la Fanciulla.
Cinque anni dopo, Monsaingeon ha dedicato loro un importante ritratto nel documentario “Strings Attached” (WDR 2001) con l’esecuzione della Grande Fuga op. 133 di Beethoven.
Nel 2003 la Fondazione della Beethovenhaus li ha nominati Membri Onorari per le loro interpretazioni beethoveniane e nel 2004 il Quartetto è stato insignito del Premio Internazionale Accademia Musicale Chigiana di Siena.
Nel 2005 ha firmato il suo primo contratto discografico in esclusiva con la Virgin Classics/EMI che prevedeva la produzione di 10 CD nell’arco di 5 anni.
La prima incisione nella nuova formazione, il Quintetto op 163 di Schubert con Truls Mork, ha vinto il Premio della critica discografica tedesca.
Un CD con opere di Beethoven è stato pubblicato nell’autunno 2009.
La produzione discografica del 2010 è proseguita nel segno di Beethoven, di cui il Quartetto ha eseguito l’integrale nelle più importanti sale da concerto.
Nell’Aprile 2010 Virgin Classics ha pubblicato i Quartetti n. 6, op. 18 ; n. 13, op. 130 e n. 17, op. 133 “Grosse Fuge”, ricevendo per questa incisione il Premio della critica discografica tedesca.
Ha anche pubblicato i Quartetti n. 14, op. 131; n. 2, op.18; n. 15, op. 132 e n. 9 “Razumovsky”, op. 59/3.
Nell’ ottobre 2010 è stato pubblicato un CD con i Quartetti di Beethoven n. 1, op 18 e n. 12, op. 127.
I dischi del Quartetto Artemis, prima per l’Ars Musici e oggi per la Virgin Classics/EMI, hanno ricevuto numerosi premi internazionali fra cui il Premio della critica discografica tedesca e il Diapason d’Or.
Nel 2006 è la volta dell’ECHO Klassik per l’interpretazione dei Quartetti op. 95 e op. 59 n. 1 di Beethoven; nel 2008 i Quintetti per pianoforte di Brahms e Schumann con Leif Ove Andsnes ottengono il Gramophone Award nella categoria musica da camera.

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