Due giovanissimi talenti ai “Vespri d’organo”

Eleonora Coviello e Maria Sarracco

Si è tenuto nella chiesa dell’Immacolata al Vomero il secondo appuntamento con la VI edizione dei “Vespri d’organo”, rassegna organizzata dall’Associazione Trabaci.
Protagoniste del concerto sono state Eleonora Coviello e Maria Sarracco, giovanissime allieve della classe d’organo del prof. Castaldo presso il Conservatorio di Benevento, confrontatesi con brani del repertorio barocco.
La serata ha avuto inizio con Eleonora Coviello che ha eseguito alcuni Versi di Domenico Zipoli (1688-1726) e le Partite sopra “O Gott, du frommer Gott” BWV 768 di Johann Sebastian Bach (1685-1750).
Nel primo caso i pezzi appartenevano alla raccolta di “Sonate d’intavolatura per organo e cimbalo”, che il compositore toscano pubblicò a Roma nel 1716.
A proposito di Zipoli va ricordato come, giunto al culmine della sua carriera, decise di entrare nell’ordine dei Gesuiti, spostandosi prima in Spagna, per poi lasciare l’Europa alla volta del Sudamerica.
Morì a Córdoba, in Argentina, mentre stava ultimando gli studi che precedevano l’ordinazione a sacerdote per cui non riuscì a raggiungere lo scopo che si era prefisso, ovvero lavorare nelle missioni gesuitiche del Paraguay, note anche come “Riduzioni”.
In compenso le sue musiche si diffusero ampiamente in quel contesto, al punto che attualmente è piu noto al di là dell’oceano che da noi.
Riguardo al pezzo bachiano, risalirebbe al periodo degli studi giovanili del sommo compositore, portati avanti a partire dal 1699 nella scuola di S. Michele a Lüneburg in Bassa Sassonia.
Si tratta di uno dei contributi ad un genere, quello delle Partite, che consisteva nello scrivere variazioni su un corale, eseguito prima di una funzione, allo scopo di permettere ai fedeli di familiarizzare con il motivo che sarebbe stato poi cantato durante il rito religioso.
Il programma scelto da Maria Sarracco era invece rivolto alla Sonata da chiesa in re minore di Baldassarre Galuppi (1706-1785) e alle Partite sopra “Sei gegrüsset, Jesu gütig” BWV 767.
Se per queste ultime vale il discorso precedente, per quanto concerne Galuppi va ricordato che era noto anche con il soprannome di “Buranello”, essendo nato a Burano, arcipelago della laguna veneziana.
Molto celebre ai suoi tempi, ebbe incarichi prestigiosi a Venezia, fra i quali quello di Primo Maestro di Cappella della Basilica di S. Marco, ma la sua fama andò oltre i confini della Serenissima, tanto da essere chiamato a S. Pietroburgo, dove soggiornò quasi quattro anni alla corte di Caterina II.
Confrontatesi con il suddetto repertorio, entrambe le organiste si sono dimostrate delle interpreti validissime, costantemente concentrate e dotate di un tocco molto preciso, riuscendo ad esaltare le potenzialità dello splendido organo Mascioni.
Non si può chiudere senza fare prima i complimenti al loro docente Mauro Castaldo, che ha sicuramente una discreta parte di merito, augurando nel contempo alle giovanissime musiciste di proseguire per la strada intrapresa, e di ottenere sempre quelle meritate soddisfazioni che ripagano dell’impegno e dei tanti sacrifici sostenuti.

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