Lori Laitman: Vedem

Si è calcolato che, durante l’Olocausto, morirono nei lager almeno un milione di bambini ebrei, in gran parte vittime delle condizioni disumane nelle quali erano tenuti.
I piccoli prigionieri hanno lasciato testimonianze artistiche di grande intensità, in particolare quelli che, prima di essere avviati ai campi di sterminio, trascorsero un periodo più o meno lungo a Terezín, luogo dove era più facile portare avanti tutta una serie di attività, seppure di nascosto.
Una delle storie, venute a galla solo in anni recenti, è quella del settimanale clandestino in lingua ceca “Vedem” (“All’avanguardia”), al quale collaborarono, con illustrazioni, saggi e poesie, i ragazzi quattordicenni internati nell’ Edificio L417, noto anche come Home One.
Caporedattore del giornale era Petr Ginz, precoce talento letterario e artistico, ed il gruppo, affidato all’educatore Valtr Eisinger, dal “Consiglio” degli internati più anziani, aveva un proprio inno e si riuniva ogni venerdì notte.
Durante tali incontri, che ebbero luogo dal 1942 al 1944, i ragazzi leggevano i loro contributi, che sarebbe stati poi pubblicati in forma di manoscritto.
L’unico superstite di questa comunità, Sidney Taussig, ebbe l’accortezza di sotterrare le 800 pagine appartenenti a tale manoscritto, recuperandole dopo la fine della guerra, portandole con sé a Praga.
Il regime comunista non permise la divulgazione del materiale, che in parte giunse clandestinamente a Parigi alla fine degli anni ’60, ma la vicenda rimase ignota al grande pubblico fino a metà degli anni ’90, quando stralci del giornale vennero proposti in un libro di grande intensità, dal titolo “We Are Children Just the Same: Vedem, the Secret Magazine by the Boys of Terezin”, edito dalla Jewish Publication Society di Filadelfia.
La risonanza ottenuta dal volume ha poi suggerito di musicare alcune delle liriche scritte da questi adolescenti, affidandole alla compositrice statunitense Lori Laitman, che già in precedenza aveva dato voce ad argomenti legati alla Shoah, e al poeta David Mason, autore del libretto, il cui compito è stato quello di scegliere sei poesie e collegarle fra loro.
E’ nato così Vedem, oratorio che ha esordito a Seattle nel maggio 2010, davanti ad un pubblico commosso, del quale faceva parte lo stesso Taussig, recentemente proposto dalla Naxos in prima registrazione mondiale.
Ad esso è abbinato Fathers, altro lavoro della Laitman, basato invece sui versi della poetessa srilankese di origini tedesche Anne Ranasinghe, il cui padre fu ucciso dai nazisti, e sulle liriche del russo David Vogel, morto probabilmente ad Auschwitz.
L’interpretazione è affidata, per la parte strumentale, all’ensemble Music of Remembrance, costituito da Laura DeLuca (clarinetto), Mikhail Shmidt (violino), Walter Gray (violoncello) e Mina Miller (pianoforte), mentre quella vocale si avvale del Northwest Boychoir, diretto da Joseph Crnko, del tenore Ross Hauck e della mezzosoprano Angela Niederloh; quest’ultima, insieme al trio Shmidt-Gray-Miller, esegue anche il secondo brano.
Il risultato complessivo si traduce in una prova di grandissima suggestione, che riesce ad evidenziare, nel primo caso, una generazione ricca di ideali e speranze, nonostante il tragico destino al quale stava andando incontro e, nel secondo, il dramma della lacerazione degli affetti familiari, causati dalla follia e dalla barbarie nazista.

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