Un duo d’eccezione chiude il XIV Festival di Musica da Camera di Napolinova

L’ultimo appuntamento della XIV edizione del Festival di Musica da Camera di Napolinova, tenutosi nella splendida Cappella del Vasari della chiesa di S. Anna dei Lombardi, ha ospitato il duo formato da Fabrizio Falasca (violino) e Simona Padula (pianoforte).
Nella prima parte i due musicisti hanno proposto un pezzo solistico, con Falasca che ha eseguito la Sonata n. 4 in mi minore (dalle Sei sonate per violino solo, op. 27) di Eugène Ysaÿe, dedicato dal compositore belga a Fritz Kreisler.
Simona Padula ha invece interpretato “Après une lecture du Dante: Fantasia quasi sonata”, dal secondo volume de “Les Années de Pèlerinage” di Liszt, dove l’autore ungherese, suggestionato dai versi della Divina Commedia, volle descrivere i contrastanti stati d’animo che caratterizzano le anime dell’Inferno e del Paradiso.
Il secondo tempo è stato rivolto a brani per violino e pianoforte, a cominciare dalla Sonata in mi minore K. 304 di Mozart, i cui due movimenti sarebbero stati scritti in parte a Mannheim e in parte a Parigi.
Un brano sicuramente famoso, ma mai quanto la successiva Sonata in fa maggiore, op. 24  n. 5 di Beethoven, meglio nota come “La Primavera”, soprannome aggiunto dall’editore viennese Mollo al momento della pubblicazione.
Dedicata al conte Moritz von Fries, uno dei principali mecenati di Beethoven, la sonata introduce nel genere un’ innovazione, ancora allo stato embrionale, in quanto al posto dei consueti tre movimenti, se ne affianca un quarto di brevissima durata (Scherzo).
Ultimo pezzo in programma, Zigeunerweisen, op. 20 di Pablo de Sarasate, composto originariamente per violino e pianoforte, anche se la versione per violino ed orchestra ha guadagnato una maggiore celebrità.
Alla base del brano vi sono alcuni motivi tzigani, tratti dalla tradizione ungherese, attorno ai quali l’autore spagnolo costruì una partitura, concepita per mettere in risalto le sue abilità di violinista e, non a caso, fu sempre lui a registrare la prima incisione ufficiale nel 1904.
Riguardo ai due interpreti, siamo di fronte ad artisti prestigiosi, fra i migliori delle rispettive generazioni, che hanno evidenziato sia un’estrema bravura come solisti, sia un ottimo affiatamento in duo, dando vita a un recital di grandissimo livello, tanto più se si pensa che al concerto doveva partecipare anche il cornista Filippo Azzaretto, costretto a dare forfait per una noiosa indisposizione, per cui i due musicisti hanno dovuto, in pochissimo tempo, allestire un programma alternativo.
I ringraziamenti conclusivi vanno, come sempre, ad Alfredo de Pascale, direttore artistico della Associazione Napolinova, che ancora una volta, e con mezzi sempre più limitati, è riuscito ad organizzare una ottima rassegna di musica da camera, dove hanno trovato posto artisti affermati e giovani musicisti molto promettenti.

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