Da domenica 18 a martedì 20 dicembre tre appuntamenti con ‘Namusica

“Namusica”, nell’ambito della rassegna “Natale ha Napoli”, voluta dall’Assessorato alla Cultura e da quello allo Sviluppo del Comune di Napoli, presenta 3 appuntamenti con la buona musica dal vivo: 18/19/20 dicembre 2011, a partire dalle 20.30, presso la sala Sisto V del Complesso Monumentale di San Lorenzo (via Tribunali n. 316, Napoli).
Quello che è nato come titolo di una 6 giorni di musica di qualità, che tra settembre e ottobre scorso ha fatto da ‘volano inaugurale’ al neoristrutturato spazio della Casina Pompeiana in Villa Comunale, è oggi divenuto il nome in cui si riconosce e incontra un gruppo di associazioni, artisti e operatori del settore, da anni attivi in campo culturale a Napoli e non solo, mossi dall’intento di promuovere e diffondere diversi repertori e declinazioni musicali e teatrali, che spaziano dal jazz, al tango, sino alla tradizione barocca, classica, contemporanea e popolare.
Il tutto senza distogliere l’attenzione da un’unanime idea di sperimentazione e contaminazione di questi differenti linguaggi e codici artistici.
L’iniziativa di questi 3 concerti che, come già accennato, cade all’interno della kermesse “Natale ha Napoli”, eterogeneo calendario di eventi dall’8 dicembre 2011 sino al 15 gennaio 2012, vede protagonisti Dissonanzen, Progetto Sonora, Arte di Improvvisare, Ensemble Barocco di Napoli, Quodlibet, Circolo Artistico Ensemble, I Virtuosi di San Martino, e risponde all’intenzione di offrire al pubblico 3 performance live, vere e proprie occasioni di ascolto e d’incontro in un comune territorio d’interesse.
Fil rouge di questi appuntamenti è un ponte ideale tra modernità e tradizione, tra l’antico e l’attuale, grazie all’estro e al virtuosismo degli interpreti sul palco.
L’arte improvvisativa, dunque, come uno dei fulcri delle tre serate, che trasversalmente riesce a far nascere un perfetto e insospettabile legame tra passato e presente e, al contempo, a gettare un raccordo inscindibile tra pubblico e strumentista, tra ascolto ed esecuzione, in un felice gioco di staffette, rimandi, variazioni tematiche, mutazioni ritmiche e sonore.
Su un tale humus non può non fiorire una sintassi musicale ricca, polisemica, senza steccati, in cui la classicità è sdoganata dalla sua aura per così dire ‘elitaria’ e la contemporaneità non è poi tanto distante dal repertorio più tradizionale.
In quest’ottica è possibile un sodalizio tra jazz e tango, ad esempio.
Non una semplice sinergia estetica, una mera rilettura della tradizione musicale popolare argentina in chiave jazz, ma una precisa volontà di cogliere il comun denominatore di entrambi i generi: l’incessante dinamismo ritmico, la fisicità della danza e delle sonorità, le influenze affini che dettano una mutua confluenza del tango nel jazz e viceversa.
Allo stesso modo echi rinascimentali e barocchi di musicisti come John Dowland e Georg Friedrich Haendel, tramite il prezioso filtro dell’improvvisazione, possono coesistere con le sonorità suadenti ma contemporanee del grande compositore giapponese Toru Takemitsu, dell’italiano Niccolò Castiglioni e dell’americano John Cage, tre autori che hanno scelto, in forme diverse, proprio la strada della fusione tra gli stili e della contaminazione, spesso creandone di nuovi.
E ancora. Laddove la varietà di generi musicali non bastasse, da un’eclettica e caleidoscopica miscellanea di suoni e cadenze differenti, si passa a un momento in cui la parola e la nota sconfinano l’una nel territorio dell’altra, fondendosi e confondendosi tra di loro in un reading-concerto, che si muove tra estratti del pensiero e dell’arte di Pessoa, Borges, Leopardi, Shakespeare, Trilussa, Di Giacomo, Viviani, Sanguineti, Zanzotto, Brecht, Hölderlin, Fortini, scortati dalle musiche originali di D’Errico e Graziano, vero e proprio altro polo di senso, e non certo solo semplice accompagnamento sonoro.

Ingresso ai concerti 10.00 €

Per ulteriori informazioni
http://www.comune.napoli.it
infoline: 347/2659582
info@dissonanzen.it

Ufficio Stampa “Namusica”:
Victoriano Papa
cell.: 333/2824262
e-mail: victorianopapa@alice.it
www.progettosonora.com
www.dissonanzen.it
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Programma generale

Domenica 18 dicembre 2011, ore 20.30
“Aria di Tango” con Marco Sannini alla tromba, Marco Pezzenati al vibrafono, Marco de Tilla al contrabbasso, Stefano Costanzo alla batteria
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Lunedì 19 dicembre 2011, ore 20.30
“Sincronie” con Enzo Salomone voce recitante, Veruschka Graziano al pianoforte e Francesco D’Errico alle tastiere ed elettronica.

Sincronie è un pretesto…
…uno spettacolo di poesia e musica che vede tre artisti: due tastieristi, Francesco D’Errico al Live Electronics e Veruschka Graziano al Pianoforte ed Enzo Salomone voce recitante, realizzare un itinerario poetico da Alceo a Zanzotto dove spesso la parola sconfina nel suono e il senso scaturisce dalla musica. Le composizioni originali, realizzate dagli stessi D’Errico e Graziano e la scelta delle poesie, operata da Enzo Salomone, prevedono giustapposizioni e contrapposizioni dettate dalla coincidenza di due o più elementi convergenti nello stesso contesto.

Alceo; Baudelaire; Borges; Brecht; Caccavone; Celan; Di Giacomo; Fortini; von Hofmannsthal; Hölderlin; Leopardi; Kavafis; Pessoa; Sanguineti; Shakespeare; Strand; Szymborska; Trilussa; Viviani; Zanzotto;

“Il mio lavoro con la psicologia dei fenomeni dell’inconscio mi ha costretto, già diversi anni fa, a cercare un altro principio esplicativo, perché il principio di causalità mi è apparso insufficiente per spiegare certi strani fenomeni della psicologia dell’inconscio… Il corpo e lo spirito sono due aspetti dell’essere umano, e ciò è tutto ciò che noi sappiamo. … L’Oriente fonda il suo pensiero e la sua valutazione dei fatti su un altro principio. Non c’è nemmeno una parola che rifletta questo principio. L’Oriente ha certo una parola per questo, ma noi non la comprendiamo. La parola orientale è TAO … Io utilizzo un’altra parola per nominarla ma è abbastanza povera. Io la chiamo SINCRONICITÁ.”
Carl Gustav Jung
Saranno eseguite le seguenti opere:
Ouverture di F. D’Errico e V. Graziano
Nero di re (frammento)di Paul Celan
Blanca di V. Graziano
Ogni Caso di Wisława Szymborska
Interludio elettrico 1 di F. D’Errico
I Due di Hugo von Hofmannstahl
Solo il cardo è in fiore di Alceo
Colline d’acqua di F. D’Errico
Canto del Destino di Iperione di Friedrich Hölderlin
Valzer breve n.8 di F. D’Errico
Gli dei sono felici di Fernando Pessoa
Caporosso di V. Graziano
Ein Traum di Jorge Luis Borges
Spleen di Charles Baudelaire
Interludio elettrico 2 di F. D’Errico
Se la vita è sventura di Mark Strand
Aspettando i barbari di Kostandinos Kavafis
Arrivano i Barbari di F. D’Errico
Imitazione di Giacomo Leopardi
Sonetto LCIV di William Shakespeare
Kalimtar di V. Graziano
L’Onestà de mi’ nonna di Trilussa
‘A confessione ‘e Taniello di Raffaele Petra (Marchese di Caccavone)
Blue Room di V. Graziano
Il terrorista, lui guarda di Wisława Szymborska
Interludio elettrico 3 di F. D’Errico
Ripost di Edoardo Sanguineti Granatine di V. Graziano
Dint ‘o giardino di Salvatore Di Giacomo
Na lacerta di F. D’Errico e V. Graziano
‘E rimpetto di Salvatore di Giacomo
La fille et la foret di V. Graziano
Luna Starter di feste bimillenarie di Andrea Zanzotto
Interludio elettrico 4 di F. D’Errico
La gronda di Franco Fortini
Interludio elettrico 5 (gamelan) di F. D’Errico
Le grucce di Bertolt Brecht
Pullicinella elettrico di F. D’Errico
Don Nicola di Raffaele Viviani
Epistolina per N.B. di Edoardo Sanguineti
W la Cina di F. D’Errico e V. Graziano
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Martedì 20 dicembre, ore 21.00
“DUOdiDUE” con Tommaso Rossi ai flauti e Marco Cappelli alle chitarre

Tommaso Rossi, flauti
Marco Cappell, chitarre

Musiche di John Dowland, Jonathan Eccles, Georg Friedrich Haendel, Niccolò Castiglioni, Toru Takemitsu, John Cage.

Pur avendo suonato insieme innumerevoli volte nell’ambito dell’attività concertistica dell’Ensemble Dissonanzen, di cui sono soci fondatori, il flautista Tommaso Rossi e il chitarrista Marco Cappelli sono al primo concerto in duo.
E per questo motivo hanno deciso di intitolare la serata in modo anche un po’ ironico: “DUOdiDUE”. Due musicisti dai molteplici interessi e con una poliedrica attività che spazia dal barocco al contemporaneo e dai flauti antichi a quelli moderni per Rossi, dalla chitarra classica al mondo dell’improvvisazione e dall’avantguarde e dell’elettronica per Marco Cappelli, con recenti incursioni nell’avant-pop e nel funky. Il programma della serata vuole rendere conto proprio di questa poliedricità e insieme della visione comune di una musica senza barriere e senza rigidi confini stilistici.
E quindi dalle sonorità rinascimentali e barocche di John Dowland e Georg Friedrich Haendel si passerà, attraverso il potere metamorfico dell’improvvisazione verso le sonorità suadenti ma contemporanee del grande compositore giapponese Toru Takemitsu, dell’italiano Niccolò Castiglioni e dell’americano John Cage. Tre autori che hanno scelto, in forme diverse, proprio la strada della fusione tra gli stili e della contaminazione.
Ad esempio Takemitsu, di cui verrà eseguito Toward the Sea per flauto in sol e chitarra, non crea, quindi, una semplice fusione degli stili occidentale e orientale, ma ne crea uno nuovo, frutto di una piena conoscenza dei due, e per il quale è impossibile fare divisioni accurate.
Il compositore giapponese sembra quindi coronare il suo desiderio di “nuotare nell’oceano che non ha né Oriente né Occidente”, desiderio all’insegna di una visione a 360 gradi della musica.
Così come Castiglioni, di cui si ascolterà Sic per ottavino, flauto e flauto in sol e chitarra, che, dalle posizioni iniziali, orientate verso il neoclassicismo, attraversò la dodecafonia (e con essa l’espressionismo) e lo strutturalismo, e fu tra i primi a uscire dalla prassi rigorosamente seriale per dirigersi verso sistemi più liberi, arrivando così a esprimersi in un suo personale linguaggio musicale, scevro da dogmatismi (non sono rari nella sua produzione, infatti, i ricorsi al sistema tonale, né la presenza di elementi decorativi).
Per quanto riguarda John Cage, il cui pezzo in programma sarà Sonata for two voices, nessuno più di lui rappresenta l’eclettismo del XX secolo, il volgersi verso culture musicali extra-europee, se non, ancor di più, verso un pensiero non più centrato sulle categorie dell’Occidente, ma aperto alla filosofia e all’estetica orientale.

Tommaso Rossi
Tommaso Rossi, laureatosi con lode in storia della musica presso l’Università “Federico II” di Napoli (Il flauto a Napoli durante il Viceregno austriaco, relatrice Prof.ssa Marina Mayrhofer) si è diplomato brilantemente in flauto traverso presso il Conservatorio di Napoli, perfezionandosi in seguito con Mario Ancillotti presso la Scuola di musica di Fiesole, dove ha conseguito il diploma finale con il massimo dei voti.
Ha conseguito il diploma di flauto dolce con il massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore sotto la guida di Paolo Capirci presso il Conservatorio di Latina, studiando successivamente musica da camera con Jesper Christensen alla Schola Cantorum Basiliensis.
Partecipa stabilmente all’attività concertistica e discografica dei Turchini di Antonio Florio con cui ha inciso per OPUS 111, Naïve, Eloquentia e Dynamic e ha suonato in qualità di solista in numerosi Festival Internazionali (Utrecht, Barcellona, Schleswig-Holstein, Siviglia, Brema, Ambronnay, Lisbona, Halle, Bruxelles, Città del Messico, Parigi, Il Cairo, Rabat, Madrid, Bergen, Vienna, Bruxelles, Settembre Musica di Torino, Accademia di Santa Cecilia, Amici della Musica di Palermo, Teatro S. Carlo, Associazione A. Scarlatti, GOG, Amici della Musica di Perugia, Festival di Zagabria, Accademia Filarmonica di Verona).
È uno dei soci fondatori e presidente dell’Associazione Dissonanzen di Napoli.
Con L’Ensemble Dissonanzen ha suonato presso importanti istituzioni musicali italiane ed internazionali quali Ravello Festival, Festival Time Zones, Traiettorie di Parma, Ravenna Festival, Amici della Musica di Modena, Associazione Scarlatti di Napoli, GOG di Genova, Guggenheim Museum di New York, Festival del Cinema italiano di Annecy, Festival di Salisburgo.
Con l’Ensemble Dissonanzen ha inciso per Niccolò e con la Mode Records di New York. È docente di flauto dolce presso il Conservatorio di Musica di Cosenza. Suoi contributi sono apparsi sulle riviste SuonoSud, Meridione e l’Acropoli.

Marco Cappelli
Dopo una formazione di alto livello al Conservatorio di Santa Cecilia e poi alla Musik Akademie di Basilea, Marco Cappelli è da anni protagonista di un singolare percorso artistico, che lo vede passare con disinvoltura dall’interpretazione delle scritture musicali più rigorosa alla pratica dell’improvvisazione.
Dalla rosa delle sue collaborazioni (Anthony Coleman, Michel Godard, Butch Morris, Jim Pugliese, Enrico Rava, Marc Ribot, Elliott Sharp, Giovanni Sollima, Markus Stockhausen e altri) emerge il respiro internazionale e trasversale della sua attività concertistica, che lo vede regolarmente protagonista nell’ambito sia del repertorio classico che di quello contemporaneo, per istituzioni e festival di prestigio (Teatro Massimo di Palermo, Associazione Alessandro Scarlatti, Ravenna Festival, Salzburger Festspiele, Festival Traiettorie di Parma, “Cinque passi nel ’900” al Teatro Lirico di Cagliari, Italian Academy at Columbia University New York) nonché nei più importanti festival dedicati al jazz e all’improvvisazione (Saalfelden Jazz Festival, Pomigliano Jazz, Grim di Marsiglia, Barnsdall Theatre di Los Angeles, Tonic di New York, Ruhr Triennale, Out Put Festival in Amsterdam) tanto come solista che in diverse combinazioni di ensemble.
Socio fondatore dell’Associazione Dissonanzen di Napoli (e chitarrista dell’omonimo Ensemble), vive oggi a New York per la maggior parte del tempo, interagendo attivamente con la ricchissima scena musicale dell’avanguardia americana; tra i tanti frutti di questa rete di rapporti citiamo l’Extreme Guitar Project (dieci brani originali dedicati a Cappelli da compositori della scena Downtown di New York, eseguito per la prima volta a Napoli per l’Associazione Scarlatti e inciso per la prestigiosa Mode Record di New York).
Per Mode Records ha anche pubblicato deu CD con l’Ensemble Dissonanzen con brani da camera di Petrassi ed Henze. Per Ictus Records ha inciso “Los Angeles Tapes” (con Andrea Centazzo e Kato Hideki) e per la etichetta Tzadik di John Zorn ha partecipato in duo con Jim Pugliese al CD “Pushy Blueness” di Anthony Coleman.
Attualmente al suo attivo due CD per chitarra sola (Fantasia per Ensemble su musiche di Luigi Brouwer, e YUN MU, incisi per l’etichetta Teatro Del Sole di Palermo; nel 2008 la casa discografica jazz italiana Itinera ha pubblicato il primo suo CD come band leader con Italian Doc Remix: Nel 2009 ha realizzato, con Anne Rothshild e Maria Isabel Gouverneur un concerto multimediale ispirato alla novella di Art Spigelman “In the Shadow of no Towers”.

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