Pilati: Brani orchestrali

Si può dire che, poco più di dieci anni fa, il napoletano Mario Pilati (1903-1938) appartenesse a quella fitta schiera di autori relegati nel dimenticatoio.
Il motivo di tale oblio si può principalmente identificare nella folgorante carriera portata avanti in pieno ventennio fascista, colpa infamante secondo i musicologi (o presunti tali) del dopoguerra, pur essendo evidente la totale estraneità di Pilati ai giochi di potere del regime.
A ciò va aggiunta una vita stroncata da un male incurabile, alle soglie del secondo conflitto mondiale, fatto che non gli consentì di perorare la sua causa.
Per riportare in auge il compositore, è stato necessario il costante impegno di Laura, una delle tre figlie del musicista che, più di mezzo secolo dopo, ha trovato un preziosissimo alleato nel maestro e compositore svizzero Adriano.
Quest’ultimo ha inciso, nel 2001, alla testa dell’Orchestra Sinfonica della Radio Slovacca, un cd rivolto ad alcuni brani dell’autore partenopeo, pubblicato dalla Marco Polo e ristampato poi nel 2008 dalla Naxos.
E’ stato questo il decisivo punto di partenza di una rinascita, concretizzatasi con varie iniziative, fra le quali un convegno di approfondimento della produzione pilatiana nel 2003 ed una biblioteca a lui dedicata nel pieno centro storico di Napoli.
Adriano completa ora, sempre con una compagine dell’Est europeo, l’Orchestra Sinfonica di Mosca, ma con l’etichetta austriaca Inedita, il percorso legato alla musica orchestrale del compositore napoletano.
Il cd inizia con Preludio, Aria e Tarantella (1932), trascrizione dell’omonimo pezzo per violino e pianoforte composto nel 1929-30, dove vi è un recupero della tradizione popolare napoletana, con una certa dose di sarcasmo ed anche un pizzico di atmosfera “diabolica”, nel momento in cui viene proposto la scatenata danza conclusiva.
Con le Quattro canzoni popolari italiane (1931), prosegue la proposta legata al folclore, stavolta allargata all’intero meridione.
Il pezzo si apre con la Canzone a ballo, concepita inizialmente per la prima delle due serie di “Bagatelle” per pianoforte (in totale 11, scritte fra il 1928 ed il 1933).
E, sempre in tema, cinque di esse conobbero una versione per orchestra da camera, terza composizione del cd, dove Pilati inserisce, sempre partendo da basi popolari, elementi neoclassici riscontrabili in Stravinskij, Respighi, Casella e Castelnuovo-Tedesco, quest’ultimo suo grande amico.
Chiude la raccolta il Divertimento per ottoni (1932), dedicato alla musica delle bande che negli anni ’30, lungo le strade cittadine, accompagnavano gli eventi festivi.
In realtà, anche in questo caso, si tratta solo di un pretesto per dare vita a una concezione personale in cui si evidenziano rimandi alla musica francese, al Mahler “popolare” della Sinfonia n. 1 ed al jazz.
Per quanto riguarda gli interpreti, l’Orchestra Sinfonica di Mosca, ottimamente diretta da Adriano, mostra di essere una compagine affidabile, costituita da solisti all’altezza e da una sezione di ottoni di elevato livello, contribuendo a dare lustro alle composizioni di un grande autore del Novecento.

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