La Stradivarius affida all’ottimo trio Albatros la musica da camera di Martinů nel cd “Promenade”

Bohuslav Martinů (1890-1959) nacque nel piccolo paese boemo di Policka nel 1890, in un ambiente particolarmente “musicale” in quanto il padre viveva su una piccola torre, ed aveva il compito di suonare le campane per annunciare le festività o per dare l’allarme in caso di incendio.
Una volta iniziata la scuola, fu l’insegnante di musica che comprese immediatamente le potenzialità del ragazzo, incoraggiandolo a comporre.
A sedici anni Martinů si recò a Praga, dove iniziò a suonare il violino e si iscrisse anche al conservatorio, studiando per un breve periodo con il compositore e violinista Josef Suk.
La carriera scolastica non fu coronata da successo ed il musicista fu costretto a proseguire i suoi studi da autodidatta.
In quel periodo Praga era un crocevia della cultura musicale e le prime composizioni di Martinů furono accolte con favore dagli altri colleghi.
Dopo la prima guerra mondiale entrò nell’ Orchestra Filarmonica Ceca come secondo violino e contemporaneamente iniziò a concepire lavori di maggiore respiro che ebbero una discreta risonanza.
Si rese ben presto conto che il centro della musica europea si stava spostando verso Parigi e, grazie ad una borsa di studio, riuscì a recarvisi, diventando allievo di Albert Roussel.
Furono anni intensissimi, trascorsi spesso facendo la spola fra la Francia e la Cecoslovacchia, patria mai dimenticata, che sovente mostrava di apprezzarlo.
Lo scoppio della seconda guerra mondiale interruppe i contatti, prima con la patria e poi con la stessa Parigi, poiché Martinů fuggì in Svizzera e nel 1941 espatriò negli Usa.
Riuscì, superando il primo impatto con un mondo molto diverso dal suo, ad ottenere il successo anche oltreoceano, grazie in particolar modo alle sue sei sinfonie, tutte composte in quegli anni.
Alla fine del conflitto fu contattato dal Conservatorio di Praga ma, a seguito dell’avvento del comunismo in Cecoslovacchia, la cosa non andò in porto.
Morì in Svizzera nel 1959, a causa di un male incurabile, dopo aver trascorso gli ultimi anni fra Usa ed Europa.
La sua produzione abbraccia tutti i generi e comprende più di quattrocento brani, fra i quali una novantina rivolti alle più svariate formazioni cameristiche.
Un piccolo ma indicativo saggio di questo vasto repertorio è contenuto in un recente cd della Stradivarius (distribuita da Milano Dischi), intitolato Promenade, rivolto ad alcune sonate dell’autore ceco.
Il disco inizia con la Madrigal Sonata per flauto, violino e pianoforte (1942), il cui titolo indica chiaramente la forma di riferimento e prosegue con la Sonata n. 1 per violino e pianoforte, dove sono presenti richiami di natura jazzistica, filtrati attraverso l’occhio europeo, in quanto fu scritta a Parigi verso la fine degli anni ’20.
Il terzo brano, Promenades per flauto, violino e clavicembalo, ha nell’uso di quest’ultimo, al posto del pianoforte, uno dei tratti tipici, mentre la successiva Sonata per flauto e pianoforte (1945), dedicata a George Laurent, all’epoca primo flauto della Boston Symphony Orchestra, risale ad un particolare momento della vita dell’autore, fortemente indeciso se rimanere negli USA, tornare in patria o prendere altre strade.
Il pezzo si conclude con un Allegretto poco moderato, il cui motivo deriva dal verso di un uccello notturno, il Caprimulgus vociferus, ascoltato dal compositore a Capo Cod nel Massachusetts dove risiedeva per una breve vacanza.
Ultimo brano in programma, la Sonata per flauto, violino e pianoforte, altro lavoro parigino, che riassume in sé tutti i caratteri dell’inconfondibile stile di Martinů, con riferimenti al folclore boemo, al jazz ed al neoclassicismo.
L’interpretazione è affidata al Trio Albatros, formato da Stefano Parrino (flauto), Francesco Parrino (violino) e Alessandro Marangoni (pianoforte), che mostrano sia un ottimo affiatamento, sia un’elevata bravura nei pasaggi solistici.
Ricordiamo, infine, Gianluca Capuano al clavicembalo, che completa nel modo migliore l’organico, contribuendo ad un cd di grandissimo valore, rivolto ad un compositore che andrebbe maggiormente approfondito.

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