Musica sacra nelle chiese di Brescia

Ci sono pochi dubbi sul fatto che, negli ultimi decenni, grazie all’avvento del cd, sia decisamente aumentata la proposta di incisioni rivolte ad autori poco noti o praticamente sconosciuti.
Fra i motivi principali, oltre alla ricerca di novità da sottoporre ad appassionati sempre più esigenti, vi è sovente la volontà, da parte di piccole cittadine, di far emergere le glorie artistiche del passato.
Un caso piuttosto eloquente, al proposito, risulta quello relativo a don Pietro Gnocchi (1689-1775), nato ad Alfianello (Bs) e per più di cinquanta anni maestro di cappella della cattedrale di Brescia.
Nonostante questa lunghissima attività, supportata da una produzione particolarmente copiosa, come testimoniano i documenti conservati nell’Archivio del Duomo della città lombarda, della sua vita si sa veramente poco.
Le scarse e frammentarie notizie giunte fino ai nostri giorni, fanno emergere un uomo molto schivo, i cui interessi spaziavano anche in ambito storico e geografico.
Nel primo caso ne sono testimonianza alcuni titoli dati alle sue composizioni, come il Magnificat “Capo di Buona Speranza” e le quattro messe nominate rispettivamente “Europa”, “America”, “Asia” e “Africa”.
Per quanto riguarda il secondo, è ricordato quale autore di 25 volumi sulla storia delle antiche colonie greche, e i cronisti dell’epoca lo descrivono alla costante ricerca di reperti risalenti al periodo della fondazione di Brixia (l’antica Brescia) da parte dei Galli Cenomani.
Per recuperarne la memoria, la città natale di Gnocchi, tramite l’Associazione Liber, ha portato avanti un progetto legato alla figura di questo interessante musicista, concretizzatosi con l’uscita di un cd, inciso da “La Bottega Discantica” (distribuita da Ducale Music).
I pezzi proposti, rivolti in prevalenza a brani di argomento sacro, provengono sia dal già citato archivio bresciano, sia dall’unica raccolta edita in vita da Gnocchi, intitolata Salmi brevi per tutto l’anno (1750).
Il disco comprende due Magnificat a 8 voci, due Ave Maris Stella, due Messe ed il Concerto secondo per quattro violini, viola, violoncello e basso continuo.
Lo stile di Gnocchi appare molto affine a quello degli autori veneziani, avendo egli studiato nella città lagunare, ma presenta anche spunti provenienti da altre importanti scuole del Settecento quale la napoletana.
L’esecuzione è affidata al Coro Claudio Monteverdi ed all’Ensemble Pian & Forte, diretti da Bruno Gini, mentre gli interventi solistici si avvalgono di un quartetto vocale molto valido, formato da Zara Dimitrova (soprano), Anna Bessi (contralto), Gianluca Ferrarini (tenore) e Gianluca Buratto (basso).
Ricordiamo, infine, l’organista Antonio Frigé, che completa un organico eccellente, grazie al quale la musica di don Pietro Gnocchi rivive in tutto il suo splendore.

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