Il Coro Mysterium Vocis tiene a battesimo l’ottimo esordio del Coro di voci bianche “Gli Angiulilli di Napoli”

Il secondo appuntamento della rassegna “Voci nel Chiostro”, organizzata dall’Associazione Alessandro Scarlatti nella chiesa dei santi Marcellino e Festo aveva sicuramente una particolare valenza.
Infatti, fra i protagonisti del concerto vi era, oltre all’affermato Coro Mysterium Vocis, diretto da Rosario Totaro, il Coro di voci bianche “Gli Angiulilli di Napoli”, al suo esordio assoluto, anch’esso diretto dal maestro Totaro ed accompagnato da Salvatore Biancardi al pianoforte e Marco Mercurio alle percussioni.
Nella prima parte, il Coro Mysterium Vocis si è confrontato con una serie di pezzi sacri di autori cinquecenteschi, partendo dai tedeschi Gregor Aichinger e Hans Leo Hassler, proseguendo con Pierluigi da Palestrina ed il britannico Byrd, e chiudendo con Luca Marenzio.
Attesissima, in particolare da amici e parenti dei bambini, la parte successiva, dove il Coro di voci bianche “Gli Angiulilli di Napoli” ha eseguito tre pezzi tratti dall’opera di Gaetano Panariello “Al lupo, al lupo” (2005), tra un Kyrie ed un Sanctus in prima assoluta, dello stesso autore, che si avvalevano anche del supporto delle cantanti del Mysterium Vocis.
L’ultimo gruppo di brani, sempre appartenenti al repertorio religioso, consisteva in una panoramica iniziata nel Seicento e terminata ai nostri giorni, da cui anche il titolo “Il percorso della polifonia sacra nei secoli” dato alla serata.
Così il Seicento era rappresentato da due capolavori assoluti di Antonio Lotti, il Settecento da Leonardo Leo, l’Ottocento da Giacomo Meyerbeer, il Novecento da Francis Poulenc, Argenzio Jorio e László Halmos, ed infine la musica di oggi si avvaleva del validissimo contributo di Gaetano Panariello, con una Ave Maria scritta lo scorso anno.
Per quanto riguarda gli interpreti, Rosario Totaro ci perdonerà sicuramente se stavolta parleremo un po’ di meno del suo ottimo e versatile ensemble, caratterizzatosi ancora una volta per la presenza di bellissime voci, molto ben amalgamate, che all’occorrenza possono sostenere anche ruoli solistici di primo piano, come testimoniato dal soprano Valentina Varriale nel vertiginoso e difficilissimo Ego sum panis di Jorio.
Il fatto è che, senza dubbio, curiosità e attenzione erano tutte concentrate sulla esibizione del Coro di voci bianche “Gli Angiulilli di Napoli”, costituito da ragazzini che frequentano le classi delle elementari e delle medie inferiori dell’Istituto Comprensivo Paolo Borsellino, situato in una zona adiacente alla stazione ferroviaria, sicuramente problematica, pur se non a livelli di altri famigerati quartieri.
Ebbene, pensiamo che la prova complessiva dell’ensemble ripaghi tutti, sia i piccoli protagonisti, sia chi ha materialmente collaborato con loro, in particolare il maestro Salvatore Biancardi e il maestro Totaro, ed anche chi ha voluto investire in questo progetto, ovvero l’Associazione Alessandro Scarlatti in collaborazione con Intesa SanPaolo.
Colpisce favorevolmente soprattutto l’affiatamento che si è riusciti a dare al gruppo, in quanto se, da una parte, risulta indubbia la propensione al canto dei napoletani, dall’altra bisogna sempre fare i conti con uno spiccato individualismo, anch’esso innato.
Altra nota positiva consiste nel fatto che i bambini cantano da bambini, ovvero non hanno perso la loro spontaneità, evitando quei massacri mediatici dei quali siamo testimoni in questi ultimi anni, complice alcune trasmissioni televisive di dubbio gusto, dove i ragazzini sembrano cloni mal riusciti dei divi della musica leggera.
Infine, anche la scelta del repertorio era fondamentale, poiché andava evitata la proposizione di motivi più adatti ad uno Zecchino d’Oro (quello odierno, perché nel passato abbiamo avuto piccoli capolavori entrati nella storia), che ad un programma di una stagione concertistica.
A tal proposito, l’essersi affidati a Gaetano Panariello indica una scelta molto oculata, come si è potuto constatare dai brani ascoltati, grazie ai quali uno dei compositori napoletani di maggior prestigio, ha fornito un validissimo contributo ad un genere raramente frequentato in Italia, ponendosi sulla scia di illustri colleghi quali i britannici Britten e Hurd.
Relativamente al pubblico, risultava numerosissimo e, per quanto detto in precedenza, abbastanza particolare, con molti dei convenuti che, probabilmente, assistevano ad un concerto di musica classica per la prima volta.
Pure in questo caso la sorpresa è stata notevole e positiva, in quanto gli spettatori occasionali hanno mostrato una estrema compostezza, ascoltando con grande interesse anche quella parte del concerto che non li coinvolgeva direttamente, dando dei punti alla maggior parte dei pubblici, soprattutto quelli che frequentano luoghi prestigiosi, non per passione musicale ma solo per ostentare il loro status symbol.
Un discorso, questo, che si collega all’unica nota dolente della serata, ovvero la totale mancanza di coloro i quali sarebbero preposti alla divulgazione dell’avvenimento, ovvero i giornalisti del settore musicale.
La nostra sensazione è che, ormai, siamo di fronte ad una categoria in gran parte fossilizzata, fortemente radicata a rendite di posizione ed ormai impegnata a seguire esclusivamente i Grandi Eventi (quelli con lo sponsor milionario, ai quali assistono carrettate di vip o presunti tali, che fanno versare fiumi d’inchiostro per creare spasmodiche attese, e che non di rado, alla fine, sono caratterizzati da un prodotto di fattura decisamente mediocre), al punto da non essere più in grado di percepire l’importanza di eventi reali, che potrebbero sfociare in nuove e stimolanti opportunità.
Alla luce di quanto appena affermato, possiamo quindi considerarci dei privilegiati, in quanto sempre più spesso unici testimoni di manifestazioni di estremo interesse ma, per il bene della musica, preferiremmo avere una compagnia un po’ più numerosa.

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2 risposte a Il Coro Mysterium Vocis tiene a battesimo l’ottimo esordio del Coro di voci bianche “Gli Angiulilli di Napoli”

  1. Rosario Peluso ha detto:

    gentilissimo Marco,
    effettivamente anche noi musicisti ci chiediamo dove siano i critici dei giornali “cartaceI”…da quelli più noti a quelli meno diffusi..Ho la sensazione che si perdano molto di quel che succede a Napoli e provincia.
    Grazie a te per la costante attenzione che hai verso tutti gli eventi di classica in città, di cui ormai sei l’unico cronista..

    • marcodelvaglio ha detto:

      Caro Rosario,
      ti ringrazio per i complimenti, anche se non so dove finiscano i miei meriti e comincino i demeriti degli altri.
      Però questa occasione specifica, che segnava l’esordio di un coro di bambini che, non ce lo possiamo nascondere, provengono da zone cittadine difficili, meritava un’attenzione ed una sensibilità maggiori.
      Vedrai il prossimo novembre, quando la Scarlatti ospiterà, in collaborazione con il Teatro di San Carlo, l’orchestra giovanile venezuelana Simon Bolivar, quanti fiumi d’inchiostro verrano versati sui nostri giornali dai soliti noti, che devono giustificare in qualche modo il posto in platea.
      Un caro saluto

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