Mercoledì 8 giugno il Coro della Pietrasanta, diretto da Rosario Peluso, propone una panoramica sulla scuola napoletana dal ‘500 al ‘900

Mercoledì 8 giugno, alle ore 19.30, nella Chiesa di Santa Maria Donnalbina (Via Donnalbina – Napoli), il Coro della Pietrasanta, diretto da Rosario Peluso, terrà un concerto dal titolo “ ‘Sto Core Mio – degli Antiqui e de’Moderni nella Scuola Napoletana dal ‘500 al ‘900” organizzato dalla Società Polifonica della Pietrasanta.

In programma musiche di Lasso, Giovanni Domenico da Nola, Nenna, Cambio, Clausetti, Altieri, Marrone, Iosia ed altri

Ingresso libero

Comunicazione Società Polifonica della Pietrasanta
Mario Jovele
e-mail: coro_pietrasanta@libero.it
sito web: www.coropietrasanta.it
tel.: +393391794490

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La continuità della musica napoletana colta nel nuovo progetto della Società Polifonica della Pietrasanta

Ha inizio il progetto sulla musica antica e moderna del Coro della Pietrasanta, sotto la direzione di Rosario Peluso, con questo che sarà il primo dei concerti di un percorso di ricerca più ampio che, nel tempo, si arricchirà di brani di nuova scrittura ed amplierà il repertorio con altre composizioni del glorioso passato napoletano.
“Degli Antiqui e de’Moderni” intende riallacciare i fili del passato con il presente, sulle tracce della nostra identità più profonda: questo il senso dell’operazione culturale della SpP, che ha esplorato la ricchezza dei secoli addietro e sollecitato il vivace presente della realtà musicale napoletana, coinvolgendo alcuni docenti del Conservatorio di S. Pietro a Majella, con l’obiettivo di ritrovare i sotterranei legami tra gli esponenti di una delle scuole compositive più gloriose d’Europa.
La sperimentazione di modalità esecutive diverse arricchisce l’esecuzione di musica antica con la sensibilità moderna per il suono e lo spazio e la ricerca di nuove musiche apre altre prospettive alla coralità.
Ecco, quindi, che le celebrate villanelle napoletane, i madrigali di corte, la polifonia sacra si accostano alle scoperte timbriche dei compositori contemporanei e la “scuola” conferma la sua leggenda: la musica napoletana non è morta nel ‘700, ma continua ad avere linfa vitale, si aggiorna, trova cose da dire, soprattutto nel campo dell’eleganza stilistica ed armonica.

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