Lunedì 6 Giugno il Conservatorio di Avellino propone un omaggio a Johann Sebastian Bach

Lunedì 6 giugno, alle ore 16.00, nell’Auditorium del Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino, si terrà un concerto dal titolo “Incontro…al gran Maestro”, omaggio a Bach a cura della classe di Pianoforte Principale di Adriana Aprea, della classe di Lettura della Partitura di Giuseppe De Fusco e della classe di Musica da Camera di Massimo Testa

In programma musiche di Bach e trascrizioni bachiane di Ferruccio Busoni, Sergio Fiorentino, Myra Hess e Franz Liszt

Ingresso libero
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Nota al concerto del maestro Giuseppe De Fusco

“Ogni notazione è già trascrizione di un’idea astratta …da questa prima alla seconda trascrizione il passo è relativamente breve … anche l’esecuzione di un lavoro è una trascrizione…”.
Queste problematiche parole di Ferruccio Busoni (compositore e, insieme, grande interprete al pianoforte) investono il significato stesso del termine. Trascrizione quindi come trasposizione di sostanza musicale dal veicolo strumentale primitivo ad un altro, ma anche, contemporaneamente, fondato pretesto alla rielaborazione e finanche “reinvenzione” del tessuto musicale di partenza.
E specialmente la produzione di Johann Sebastian Bach, musica intrinsecamente “assoluta” e in linea teorica,potenzialmente fruibile in differenti ambiti di realizzazione strumentale, ha attirato l’interesse dei compositori, dall’Ottocento in avanti,verso la sua possibile “trascrizione”.
Ferruccio Busoni rivisse l’immensa devozione al sommo Kantor evocandone al pianoforte la colossale architettura sottesa al gesto violinistico, relativamente contenuto, della celebre Ciaccona tratta dalla seconda partita per violino solo.
E pure si sforzò di reinventare la potenza e la variabilità timbrica e dinamica del grande organo con pedaliera in una sonorità pianistica “moderna” applicata al grancoda da concerto nella sontuosa trascrizione del Preludio e Fuga in Re maggiore.
Franz Liszt, di cui celebriamo il due centenario dalla nascita, fu uno sperimentalista per vocazione.
Ma nel caso di Bach, probabilmente per un senso di sacra devozione,tenne in qualche modo a freno i suoi mezzi di “ritrascrittore” della musica altrui, sforzandosi di presentare l’originale organistico bachiano con quanta fedeltà fosse possibile.
Ciò naturalmente, come nel caso della grande Fantasia e Fuga in Sol minore, avvenne in modo parziale, dovendo pur sempre relazionarsi con lo strumento pianistico.
Il Preludio e Fuga in Do maggiore (quarto della raccolta di sei per organo di Bach trascritta da Liszt per pianoforte di cui fa parte pure il celebrato e assai più notoriamente amato dai pianisti Preludio e Fuga in La minore) è un brano particolarmente originale.
Il preludio, oltre che rifarsi ad una scrittura certamente organistica, contiene in sé i caratteri della Toccata per clavicembalo ed insieme del Concerto strumentale (con riferimenti anche vivaldiani), ai quali ci è sembrato importante dare risalto, rivivendo il carattere della trascrizione di Liszt secondo gli stilemi di lui (es. accordi arpeggiati) già presenti nella trascrizione della Fantasia e Fuga in Sol minore.
Nella Fuga conclusiva la struttura, di straordinaria complessità, ci ha suggerito, sempre nell’etica busoniana dell’idea di “trascrizione”, il rimando a suggestioni di natura orchestrale; e qui va segnalata l’importanza della trascrizione bachiana di natura schiettamente “sinfonica” che nel Novecento ha visto protagonisti,tra gli altri, Sir Henry Wood in Inghilterra, Leopold Stokowsky in America, e Ottorino Respighi in Italia, che realizzò negli anni trenta una monumentale trascrizione per grande orchestra della Passacaglia e Fuga in Do minore per organo.
L’appuntamento di oggi è però anche occasione preziosa per rendere omaggio ad un artista grandissimo, Sergio Fiorentino, la cui memoria resta più che mai viva (come è tra i promotori di questa giornata bachiana) per coloro che hanno avuto la fortunata gioia della sua frequentazione.
Fiorentino, reinvestingando sulle trascrizioni altrui, si riappropriava dell’idea busoniana della rielaborazione possibile e quindi lecita.
E poiché ci è stato generosamente permesso di avere accesso diretto al suo archivio musicale, diremo che molti dei brani che saranno eseguiti oggi sono stati studiati sugli spartiti da lui annotati.
Nella maggioranza dei casi gli interventi (aggiunte o modifiche di note, tagli o modifiche di intere misure) sono così importanti da giustificare l’aggiunta del nome di Sergio Fiorentino alla lista del compositore e del primo trascrittore.
E nel caso della trascrizione del Corale dalla cantata n. 147 ci è sembrato giusto integrare la notissima versione originale di Myra Hess (celebre pianista inglese del secolo scorso, che si ascolterà all’inizio) con ampie incursioni, conclusione inclusa, della versione di Sergio Fiorentino.
Un grazie a tutti coloro che hanno voluto contribuire a questo progetto; in particolar modo agli allievi tutti che si sono spesi per la sua realizzazione “sonora”.
Buon ascolto.

Sergio Fiorentino

Sergio Fiorentino, da tutti considerato uno dei più grandi pianisti del nostro secolo, non è stato solo un eccellente interprete del repertorio pianistico e cameristico,ma studioso e profondo cultore dell’arte musicale.
L’amore per la musica e l’estrema,e ancor più rara, facilità di lettura e memorizzazione gli aveva reso possibile la conoscenza di quasi tutta la letteratura pianistica.
É quindi dalla sua esperienza di “pianista-interprete” che emerge il “pianista-compositore”, e l’esigenza di apportare modifiche alle partiture.
Sono rimaste inedite numerose trascrizioni (Bach – Schumann – Malher – Strauss –Rachmaninoff ,ecc.), ma con Bach, del quale era inestimabile ammiratore,si spinge vertiginosamente in avanti rielaborando una cospicua parte di letteratura, fino a giungere a vere e proprie trascrizioni.
Ne è un mirabile esempio la trascrizione dalla sonata per violino solo.

(nota di Adriana Aprea)

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Lunedì 6 Giugno, ore 16.00 – Le trascrizioni per pianoforte

Programma

Bach-Hess-Fiorentino: Corale “ Jesu bleibet meine Freude” (dalla Cantata BWV 147)
Antonio Gomena (De Fusco: I corso)

Bach-Liszt: Preludio e fuga in Do maggiore BWV 546 (n. 4 dai 6 preludi e fughe per organo)
Pier Carmine Garzillo (De Fusco: I corso)

Bach-Liszt rev. Fiorentino: Preludio e fuga in La minore BWV 543
Cristina Iorillo (Aprea: X corso)

Bach-Busoni rev. Fiorentino: Preludio e fuga in Re maggiore per organo BWV 532
Paolo Silvestri (De Fusco: II liv.)

Bach-Busoni rev. Fiorentino: Fantasia cromatica e fuga BWV 903
Irene Massaro (Aprea: IX corso)

Bach-Liszt: Fantasia e fuga in Sol minore per organo BWV 542
Michele Buonomo (De Fusco: IV corso)

Bach-Busoni rev. Fiorentino: Ciaccona dalla Partita n. 2 per violino solo BWV 1004
Maria Scala (De Fusco: I liv.)

Bach-Fiorentino: Sonata per violino in Sol minore BWV 1001
Marco Fiorenzano (Ruggiero:X corso)

J. S. Bach: Concerto Brandeburghese n. 4 in Sol maggiore BWV 1049 per Violino, due Flauti, Archi e Continuo

Davide Izzo: Violino solista
Marco Saraceno: Flauto solista
F. Luigi Ruggiero: Flauto solista
Violini: Rita De Castris, Sonia Tramonto, Silvio Massaro, Giusi Arvonio, Nadia Oliviero, Carmela Li Pizzi, Luisa Gaeta, Loredana Sgammato.
Viole: Mattia Mennonna, Giusy Perna, Chiara Mariani.
Violoncelli: Giulio Pascale, Daniela Obertis, Sergio De Castris.
Contrabbasso: Nicola Memoli
Cembalo: Stefania Cucciniello
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