Gemme mariane ai “Vespri d’organo”

Nuovo appuntamento con la V edizione della rassegna “Sette secoli di musica sacra per organo a Napoli – Vespri d’organo”, organizzata dall’Associazione Trabaci, il cui direttore artistico è Mauro Castaldo.
Protagonista del concerto, che ha avuto luogo nella Chiesa di S. Nicola da Tolentino, più nota come Nostra Signora di Lourdes, il duo formato dal soprano Colomba Staiano e dall’organista Olga Laudonia.
Il programma ha avuto inizio con brani per organo, alternati a pezzi per voce ed organo, partendo dal corale bachiano Komm, Gott Schöpfer, Heiliger Geist BWV 667, seguito da Haec est Regina Virginum, antifona di Händel per voce ed organo, All’elevazione (II) in do maggiore di Domenico Zipoli (1688-1726), autore nato a Prato che finì i suoi giorni , come novizio gesuita a Córdoba, in Argentina, stroncato dalla tubercolosi, e due arie sacre (“Diffusa Est”, “Exaltabo Te”) del napoletano Giuseppe Giordani, detto il Giordaniello (1751-1798).
Il successivo trittico era costituito dalla Canzoncina a Maria Vergine, per organo, di Marco Enrico Bossi, e da due contributi di Verdi e Puccini, autori rispettivamente dell’ Ave Maria, su testo di Dante e della Salve Regina, entrambe per organo e soprano.
E’ stata poi la volta di una assoluta rarità, Memorare, di don Luigi Guida (1883-1951), nato nei pressi di Vico Equense, che abbinò la vocazione sacerdotale alla musica, scrivendo una serie di canti religiosi adatti ai fedeli, alla stregua di S. Alfonso, fra i quali il noto inno alla Madonna “Dell’Aurora tu sorgi più bella”.
Sempre rimanendo in tema mariano, si è passati prima alla tradizione organistica francese, con la Prière à Notre-Dame, penultimo movimento della Suite Gothique, op. 25 di Léon Boëllmann (1862-1897) e poi a Regina Coeli per organo e soprano del croato Franjo Dugan (1874-1948), che hanno preceduto Panis Angelicus di André Caplet (1878-1925) e O Salutaris Hostia di Louis James Alfred Lefébure-Wely (1817-1869) con la quale si è chiusa la serata.
A confronto con un programma così vario ed articolato, le due interpreti hanno dato vita ad un concerto di alto livello, con Olga Laudonia che ha evidenziato, come sempre, bravura, grinta ed estrema versatilità, passando con grande disinvoltura ed abilità da Bach a Boëllmann.
Dal canto suo Colomba Staiano si è distinta per una voce espressiva e ricca di sfumature, mostrandosi a suo agio nell’interpretare un repertorio di stampo prettamente operistico.
A ciò va aggiunto l’ ottimo affiatamento del duo, che è stato molto apprezzato dal pubblico, giunto abbastanza numeroso, se si pensa che il concerto è terminato a ridosso dell’inizio della partita del Napoli.
Non poteva mancare il bis, anche questo piuttosto particolare, in quanto le due artiste hanno eseguito Flos Carmeli, di padre Eduardo Bottigliero (noto per aver progettato l’organo della Basilica Santuario del Carmine Maggiore a Napoli), concludendo nel migliore dei modi un recital che ha abbinato rarità musicali a spiritualità mariana.

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