Raffinate rarità musicali negli “Squilli Celesti” di Convivio Armonico

Il settimo appuntamento di Convivio Armonico, rassegna organizzata dall’Associazione Area Arte, in collaborazione con il Teatro Sancarluccio, si è tenuto nella Basilica Reale e Pontificia di S. Francesco di Paola (la cui rettoria ha messo a disposizione l’imponente edificio).
Il concerto, intitolato “Squilli Celesti” ha avuto come protagonisti Vincenzo Leurini alla tromba, Egidio Mastrominico al violino e Rosa Montano all’organo, che si sono alternati nel proporre alcuni brani di raro ascolto, tratti dalla produzione di autori in buona parte scarsamente conosciuti.
Sono state le note dell’organo ad aprire la serata, con l’Ave Maria del fiammingo Jacques Arcadelt e l’Ave Maris Stella di Girolamo Frescobaldi, doverosi omaggi al mese mariano, che hanno preceduto la Suite n. 2 per tromba ed organo di Georg Philipp Telemann.
E’ poi toccato ad alcuni brani per violino e basso continuo, due di Andrea Falconiero (Brando detto “Il Spiritello”, Corrente detta “L’Avellina”), autore napoletano che prestò servizio in varie corti italiane ed estere, prima di ritornare nella città natale, uno di Nicola Matteis (Aria amorosa), partenopeo trapiantato a Londra ed infine la Sinfonia Quarta “Geloso” del francescano bolognese Bartolomeo Montalbano.
Del toscano Giovanni Bonaventura Viviani erano invece le due successive Sonate per tromba ed organo, mentre il programma si completava con una Sonata per violino ed organo di Michele Mascitti, nativo di Chieti, che studiò e fu attivo a Napoli prima di fare il giro dell’Europa musicale che contava, e con il Concerto in re maggiore per tromba ed organo del veneto Giuseppe Torelli, uno dei più noti autori del periodo barocco.
Uno sguardo ora agli interpreti, che si sono confrontati con un repertorio sicuramente di non semplice esecuzione, dovendo fare anche i conti con i problemi acustici legati alla maestosità della chiesa.
Al proposito tutto è filato alla perfezione, per cui ognuno dei tre musicisti non solo ha fornito un’ottima prova individuale, ma ha pure dimostrato un notevole affiatamento, nel momento in cui il brano prevedeva l’interazione fra la tromba, o il violino, e l’organo.
L’unico neo è quindi venuto dal pubblico che, a fronte di un programma così ricco di musica bella e rara, avrebbe dovuto accorrere in misura decisamente maggiore, ma forse proprio questa abbondanza di autori validi e sconosciuti, potrebbe aver frenato una platea ormai fossilizzata e costituita da pseudo-appassionati, che ad una costante maleducazione abbina una ignoranza abissale.
Prossimo appuntamento con la rassegna Convivio Armonico a giugno, per una serata rivolta all’Unità d’Italia che si prevede di grande interesse.

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