“I Lunedì della Musica” propongono un repertorio a quattro mani con una “prima” assoluta

Gianfranco Gioia

I brani per pianoforte a quattro mani appartengono ad un genere cameristico il cui repertorio risulta molto più ampio di quanto si possa credere.
La conferma di quanto affermato ci viene dal recente appuntamento de “I Lunedì della Musica”, rassegna organizzata dall’Associazione Key Largo, che ha visto protagonista il duo formato da Giuseppe Campisi e Aldo de Vero.
I due pianisti hanno aperto il loro recital con la Sonata in si bemolle maggiore K. 358 che il diciassettenne Mozart scrisse nel 1774 per lui e sua sorella maggiore Maria Anna, meglio nota come Nannerl, con la quale spesso si esibiva in pubblico.
A seguire abbiamo ascoltato la Sonata in re maggiore, op. 6, di Beethoven, composta nel 1797 che, nonostante sia considerato un pezzo destinato agli allievi e, in quanto tale, di secondaria importanza, conteneva in embrione quello stile che avrebbe contraddistinto l’autore tedesco negli anni a venire.
Con un successivo salto nel tempo, siamo approdati alla Francia degli inizi del Novecento, con la Sonata di Francis Poulenc, dedicata dal musicista parigino alla pianista Simone Tilliard, sua amica d’infanzia.
Risalente al 1918 e revisionato nel 1939, il pezzo contiene numerosi rimandi a Ravel, Stravinskij e Satie.
Ai nostri giorni apparteneva, invece, “The colours” (2010), in prima esecuzione assoluta, commissionato e dedicato al duo pianistico dal compositore, sassofonista e clarinettista palermitano Gianfranco Gioia.
Vera chicca della serata, si caratterizzava come un pezzo piacevole, pieno di ritmo e dalle decise affinità con la musica jazz.
Ultimi brani in programma, le Danze Slave n. 7 e n. 8, dall’op. 72 di Dvořák appartenenti al corpus di 16 brani, composti nel 1878, sulla falsariga delle Danze ungheresi di Brahms, che ricevettero quasi subito una versione orchestrale, grazie alla quale conobbero una discreta notorietà che dura tuttora, e una trascrizione per pianoforte a quattro mani della scoppiettante Sinfonia da “L’Italiana in Algeri” di Rossini.
Uno sguardo ora sugli interpreti, Giuseppe Campisi e Aldo de Vero, che costituiscono un duo molto ben rodato, e lo si è visto durante l’intero recital, dove è stato possibile apprezzare il loro perfetto affiatamento.
A ciò va aggiunta la proposizione di una serie di pezzi molto vari e talora di rara esecuzione (a parte l’ottima “prima” assoluta del brano di Gioia) , che abbracciavano un arco di tempo compreso fra il Settecento e i giorni nostri.
Ricordiamo, infine, l’ampia ed interessante panoramica su brani ed autori della serata, curata dalla professoressa Marina Giugliano che, come di consueto, ha preceduto il concerto e confermiamo, a dispetto di un esiguo riscontro di pubblico, come “I Lunedì della Musica” continuino a configurarsi tra le rassegne napoletane di maggiore interesse.

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