Freitas Branco: musica orchestrale

E’ fuori dubbio che, dando uno sguardo alla storia della musica classica europea degli ultimi due secoli, il Portogallo sia rimasto abbastanza ai margini.
In una certa misura ciò si deve all’isolamento politico nel quale il paese è stato relegato per buona parte del Novecento, che ha impedito una pur minima visibilità anche ad autori di discreta levatura.
Fra questi vi è sicuramente Luís de Freitas Branco (1890-1955), nato a Lisbona, che apprese i primi rudimenti di musica in famiglia e, a 14 anni, aveva già scritto brani di successo.
Nel 1910 si recò a Berlino per studiare Composizione, Musica antica e Metodologia della storia della musica, mentre l’anno successivo, andò a Parigi, dove conobbe Debussy e fu favorevolmente colpito dall’Impressionismo, mentre nel 1916 iniziò la sua lunga carriera di docente al conservatorio di Lisbona.
Bastano questi pochi dati per inquadrare un autore meritevole di essere approfondito che, grazie alla Naxos, da un paio d’anni a questa parte sta conoscendo una discreta valorizzazione.
Recentemente la nota casa discografica (distribuita in Italia dalla Ducale Music), ha immesso sul mercato il quarto volume rivolto all’integrale delle composizioni orchestrali, che comprende la Sinfonia n. 4 ed il poema sinfonico Vathek.
La prima, affresco di notevoli proporzioni, costruito su una melodia gregoriana, risale al 1950 e venne dedicata da Freitas Branco al suo allievo più prestigioso, Joly Braga Santos.
In essa si riscontrano molti echi di un Novecento che ormai non c’era più e che stava per intraprendere, dal punto di vista musicale, strade nuove ed impervie, soprattutto per il pubblico.
Probabilmente sussiste una buona dose di nostalgia, identificabile nell’uso di un motivo gregoriano e di una partitura tonale che, dato il periodo di composizione, appaiono abbastanza anacronistici e piuttosto sorprendenti, se confrontati con il secondo brano presente nel disco, il poema sinfonico Vathek, completato nel 1917.
La vicenda, contenuta nell’omonimo romanzo gotico di William Beckford, riporta la storia di un califfo che decide di aggiungere, al palazzo lasciatogli in eredità dal padre, altri cinque edifici, ognuno dei quali dedicato ad un senso diverso.
Ma, a parte l’ambientazione della storia, ad essere particolarmente intrigante è la struttura di un brano basato su variazioni che fanno capo ad un tema orientale, dove tra movimenti di chiaro influsso impressionistico, trovano posto anche riferimenti di gran lunga in anticipo rispetto ai tempi.
Da quanto finora esposto, si ricava che è necessaria una compagine di elevato livello per evidenziare in pieno la magnificenza e la grandiosità di entrambe le partiture e l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Radiotelevisione Irlandese, diretta dal portoghese Álvaro Cassuto, si rivela all’altezza del difficile compito, contribuendo ad evidenziare un autore di sicuro interesse.

**P**U**B**B**L**I**C**I**T**A’**

Nefeli, il nuovo Cd di canzoni folk internazionali alternate a 3 brani classici per violoncello solo
tutto cantato e suonato da Susanna Canessa e la sua band. Acquistalo su:

…e molti altri network in tutto il mondo! per scoprirli clikka qui

Questa voce è stata pubblicata in Recensioni Cd e Sacd e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.