Martin: Golgotha

Lo svizzero Frank Martin (1890-1974) rappresenta una delle maggiori figure della musica del Novecento.
Figlio di un pastore calvinista, ebbe interessi molto vasti, che compresero anche la matematica e la filosofia, approfondite con gli studi universitari.
In gioventù compì numerosi viaggi in Francia ed Italia, alla continua ricerca di uno stile a lui più adatto, finendo per aderire alla dodecafonia, seppure non ripudiò mai totalmente la tonalità.
Insieme all’attività di compositore, portò avanti una prestigiosa carriera di pianista, clavicembalista, direttore d’orchestra e docente.
In quest’ultima veste fu attivo, durante gli anni ’50, anche alla prestigiosa Staatliche Hochschule für Musik a Colonia,
La sua produzione ha toccato praticamente tutti i generi, compreso quello sacro e, in quest’ultimo ambito, si inserisce Golgotha, oratorio in due parti per soli, coro misto, orchestra ed organo, scritto fra il 1945 ed il 1948, maturato quindi nell’immediato dopoguerra, che costituisce un grandioso affresco musicale.
L’ ispirazione iniziale sembra gli sia venuta osservando l’incisione di Rembrandt, intitolata “Le tre croci”, che accrebbe la sua forte volontà di fornire un rinnovato impulso nei confronti di un genere in deciso declino, che aveva conosciuto l’apice con le inarrivabili “Passioni” bachiane.
Il lavoro risulta suddiviso in sette quadri, che coprono gli eventi compresi fra l’entrata trionfale di Cristo a Gerusalemme e la sua Resurrezione.
Le differenze con i capolavori di Bach, a parte lo stile, consistono innanzitutto nell’uso del francese al posto del tedesco.
In secondo luogo i testi dei commenti, che si alternano ai brani del Vangelo, non provengono da arie e corali luterani, bensì da frammenti tratti dalle “Meditazioni” di S. Agostino.
Riguardo al tipo di musica che caratterizza l’oratorio, essa è sicuramente moderna, ma molto equilibrata, abbastanza in contrasto, quindi, con la maggior parte dei brani composti da Martin.
La composizione è stata recentemente riproposta in uno splendido doppio cd della Harmonia Mundi (distribuita in Italia da Ducale Music), che ha ricevuto la nomination negli ultimi Grammy Awards per la migliore interpretazione corale, dove Golgotha emerge in tutta la sua grandiosità, grazie ad interpreti di elevatissimo livello.
La parte solistica è affidata, infatti, ad un quintetto formato da Judith Gauthier (soprano), Marianne Beate Kielland (contralto), Adrian Thompson (tenore), Mattijs van de Woerd (baritono) e Konstantin Wolff (basso), mentre quella corale-strumentale si avvale della Cappella Amsterdam, del Coro da Camera Filarmonico Estone e dell’Orchestra Sinfonica Nazionale Estone, il tutto sotto la direzione di Daniel Reuss.
In conclusione un doppio disco che contribuisce a riportare in auge un capolavoro poco conosciuto della musica sacra del Novecento, con il quale Frank Martin riuscì a rinverdire i fasti delle Passioni musicali protestanti.

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