Élisabeth Jacquet de La Guerre: Il Passaggio del Mar Rosso

Élisabeth-Claude Jacquet (1665-1729) nacque a Parigi in una famiglia di notevoli tradizioni musicali.
Fin dalla tenera età mostrò un eccezionale talento, sia come cantante, sia come clavicembalista, al punto che il padre, prestigioso organista e clavicembalista, nonché noto costruttore di strumenti, volle introdurla alla corte di Luigi XIV.
Qui fu accolta sotto l’ala di Madame de Montespan, la favorita del re, il che le permise di ricevere una educazione di altissimo livello, e di godere di una grande visibilità, cosa rara in quel periodo per una compositrice.

Non ci mise molto ad eccellere, e la sua fama di straordinaria solista varcò velocemente gli ambienti reali, diffondendosi non solo in tutto il paese, ma nell’intera Europa.
Così, quando nel 1684 lasciò la corte per sposarsi con l’organista Marin de La Guerre, proseguì le sue attività di clavicembalista e compositrice, alle quali abbinò quella di docente.

Rimasta vedova nel 1704, intensificò ulteriormente le apparizioni concertistiche, mentre la sua casa fu spesso sede di serate musicali aperte agli artisti e compositori più in auge.
Molti dei suoi lavori si sono perduti, soprattutto quelli giovanili e, fra i più noti giunti fino a noi, ricordiamo alcune raccolte di brani per clavicembalo e dodici cantate, divise in due libri, su argomenti tratti dalle Sacre Scritture.

A proposito di queste ultime, Jacquet de La Guerre fu la prima ad importare dall’Italia un particolare genere sacro, che si avvaleva di testi non liturgici.
Un tipico esempio lo ritroviamo in un cd della casa discografica transalpina K617, distribuita in Italia da Ducale Music, comprendente anche pezzi di altri autori francesi del periodo barocco.

L’incisione si apre, infatti, con Il Passaggio del Mar Rosso, musicato dalla Jacquet de La Guerre su testi dello scrittore Houdar de la Motte, seguito da una Sonata in trio in re maggiore, sempre opera della compositrice.

Successivamente troviamo tre brani appartenenti alla produzione del compositore e musicologo Sébastien de Brossard (1655-1730), una Sonata in trio in sol minore, La caduta di Salomone, cantata su testo di André de Mezenge e il brevissimo Ritournelle.

La chiusura è rivolta alla cantata Giuditta di René Drouard de Bousset (1703-1760), organista della cattedrale di Notre-Dame, che si ispirò al Livre de Judith di Jean-Baptiste Rousseau.

Per quanto riguarda gli interpreti, le tre cantate si avvalgono della splendida voce del soprano brasiliano Luanda Siqueira, mentre la parte strumentale è affidata al gruppo spagnolo Le Tendre Amour, specializzato nel repertorio a cavallo fra Seicento e Settecento, qui al suo ottimo esordio discografico, che mostra grande affiatamento e raffinatezza.

In conclusione una registrazione di grande interesse, che evidenzia una prestigiosa figura femminile del barocco francese.

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