Venerdì 25 aprile Pietra Montecorvino ospite dell’ultimo appuntamento con la sezione “Napoli d’autore” del XXVI Festival delle Ville Vesuviane

Logo Festival Ville Vesuviane-2014Venerdì 25 aprile 2014, nell’ambito del XXVI Festival delle Ville Vesuviane 2013-14 è in programma la chiusura della sezione “Napoli d’autore” con Pietra Montecorvino nel concerto “Malamusik”, un viaggio nella tradizione musicale partenopea con performance originali e uniche che, tra atmosfere intimistiche e di grande suggestione, parte dalla canzone napoletana classica e approda a sonorità contemporanee ed etniche.
L’artista napoletana si esibirà con Erasmo Petringa, violoncello e chitarra battente, e Daniele Brenca, contrabbasso.
Il concerto si terrà nel salone nobile di Villa Campolieto ad Ercolano (Napoli) e sarà preceduto alle ore 19.30 da una visita guidata alla storica residenza vanvitelliana (ingresso alla villa + concerto: 6 euro).

Il programma è on line sul nuovo sito www.festivalvillevesuviane.it.

Infoline:
Coordinamento e Segreteria Organizzativa
Ufficio Eventi Fondazione Ente Ville Vesuviane
Villa Campolieto, Corso Resina 283
80056 Ercolano (Napoli)
tel e fax: 081.7322134 (dal lunedì al venerdì, ore 10-13)
email: info@villevesuviane.net / ufficioeventi@villevesuviane.net

Ufficio Stampa:
Paolo Popoli
tel. 329.6197910
email: paolopopoli@gmail.com

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XXVI FESTIVAL DELLE VILLE VESUVIANE – Napoli d’autore
Venerdì 25 aprile 2014, ore 19.30
Visita guidata alla Villa Campolieto
a seguire
“Malamusik”
Pietra Montecorvino, voce
Erasmo Petringa, violoncello e chitarra battente
Daniele Brenca, contrabbasso
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Critica Classica

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Il Coro della Pietà de’ Turchini, diretto da Davide Troìa, dà lustro a più di quattro secoli di musica sacra

Coro Pietà de' TurchiniNato nell’ambito del progetto “Liberi di Cantare”, il Coro della Pietà de’ Turchini, emanazione dell’omonimo Centro di Musica Antica, ha recentemente fornito il suo ottimo contributo alla nutrita programmazione di aprile.
Infatti, in occasione della Pasqua, la compagine diretta dal maestro Davide Troìa, ha tenuto, nella chiesa napoletana di San Rocco a Chiaia, davanti ad un folto pubblico, un concerto di brani sacri compresi in un vasto periodo, che andava dalla fine del Cinquecento ai giorni nostri.
Così, dall’apertura, rivolta allo Stabat Mater dell’ungherese Zoltán Kodály (1882-1967), alla chiusura dedicata al Regina Coeli a otto voci del contemporaneo Luigi Del Prete (1977), è stato possibile apprezzare un repertorio formato da brani ricchi di spiritualità, spesso relegati fra le opere minori di autori famosi, oppure tratti dalla produzione di musicisti scarsamente frequentati.
Nel primo caso rientravano, ad esempio, un interessante Pater Noster dell’operista tedesco Giacomo Meyerbeer (1791-1864), nato 150 anni fa nei pressi di Berlino, e il mottetto Christus factus est di Anton Bruckner (1824-1896), famoso soprattutto per le sue corpose sinfonie.
Alla seconda categoria appartenevano invece l’intensissimo Eli, Eli dell’ungherese György Deák-Bárdos (1905-1991), riproposto come bis finale del concerto, e gli inni Ave Verum e O salutaris hostia del friulano Orlando Dipiazza, apprezzato compositore e direttore di cori, scomparso lo scorso anno.
Il programma si completava con lo Stabat Mater ed il Regina coeli laetare, due perle di musica rinascimentale del tedesco Gregor Aichinger, nato 450 anni fa a Ratisbona, il salmo Exaltabo te Domine di Alessandro Scarlatti (1660-1725), due contributi francesi alla musica sacra del Novecento consistenti in Ubi caritas a sei voci di Maurice Duruflé (1902-1986) e O sacrum convivium di Olivier Messiaen (1908-1992), ed un recentissimo, in quanto risalente al 2004-2006, Da pacem Domine, dell’estone Arvo Pärt (1935).
Per quanto riguarda il Coro della Pietà de’ Turchini, guidato con mano sicura da Davide Troìa, ha evidenziato interessanti individualità e un notevole affiatamento, dando vita ad un’esecuzione di elevato spessore, considerando soprattutto le difficoltà che caratterizzavano, per motivi diversi, sia i brani appartenenti ai secoli scorsi, sia quelli a noi più vicini nel tempo.
In conclusione un concerto che ha evidenziato autori e composizioni di raro ascolto e, nel contempo, ha fatto comprendere che il repertorio legato alla Pasqua non va circoscritto a pagine bellissime e celeberrime quali lo Stabat Mater di Pergolesi e le Passioni di Bach, ma risulta ricco di brani altrettanto suggestivi e meritevoli di essere riscoperti.

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Mattinata briosa ai “Concerti in Villa Floridiana” con il duo Kohlruss – Kersten

Duo Kohlruss-Kersten 2Il soprano Gudrun Kohlruss e il pianista Andreas Kersten sono stati i recenti ospiti dei “Concerti in Villa Floridiana”, rassegna che si svolge nell’Auditorium del Museo Duca di Martina, organizzata dall’Associazione Musicale Golfo Mistico in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per il P. S. A. E. e per il Polo Museale della città di Napoli.
Il duo si è confrontato con un repertorio che partiva dal lied per giungere all’operetta, iniziando con tre brani di Franz Schubert (1797-1828), Die Forelle (La Trota), Frühlingsglaube (Fede primaverile) e Der Musensohn (Il figlio delle Muse).
Il primo, il cui testo appartiene a Christian Schubart, risale al 1817 ed è sicuramente il più famoso, in quanto il motivo venne riutilizzato dall’autore tedesco due anni dopo nel Quintetto in la maggiore per pianoforte ed archi (che per questo è ancora oggi noto come “La Trota”).
Il successivo Rheinlegendchen (Piccola leggenda del Reno), era tratto dal “Corno magico del Fanciullo” di Gustav Mahler (1860-1911), che aveva attinto all’omonima raccolta di poesie popolari curata da Achim von Arnim e Clemens Brentano.
E’ stata poi la volta di tre lieder di Richard Strauss (1864-1949), Zueignung (Dedica) e Allerseelen (Il giorno dei morti), dagli Otto poemi, op. 10 (1885), ispirati a Letzte Blätter (Ultime Pagine) di Hermann von Gilm zu Rosenegg, e Cäcilie (Cecilia), appartenente invece ai 4 lieder, op. 27 (1894) il cui testo è di Heinrich Hart.
Nell’ambito della numerosa produzione rossiniana abbiamo ascoltato tre delle dodici canzoni che compongono le Soirées musicales (1830-35), La promessa, L’invito e la celeberrima tarantella intitolata La danza, la prima su lirica di Metastasio, le altre due opera del conte Carlo Pepoli (autore anche del libretto de “I Puritani” di Bellini), esule mazziniano a Parigi, in seguito senatore del regno d’Italia nonché sindaco di Bologna.
La finestra sull’operetta si è aperta con Heia in den Bergen ist mein Heimatland, da “La principessa della Czarda” dell’ungherese Emmerich Kálmán (1882–1953) su libretto di Leo Stein e Béla Jenbach, che esordì allo Johann Strauß-Theater di Vienna nel 1915.
Di un altro ungherese, Franz Lehár, sono stati proposti Vilja Lied e Meine Lippen, sie küssen so heiß, rispettivamente da “La vedova allegra” (1905) e Giuditta (1934), mentre per il gran finale la scelta è caduta su Johann Strauss jr. (1825 – 1899), con Mein Herr Marquis e Im Feuerstrom der Reben, da “Il pipistrello”, notissima operetta del musicista austriaco, che esordì a Vienna il giorno di Pasqua del 1874.
Un breve sguardo sui due protagonisti, che hanno dimostrato un ottimo affiatamento, con il pianista Andreas Kersten molto bravo ad accompagnare un soprano discreto e versatile quale Gudrun Kohlruss, apparsa a suo agio soprattutto nei brani legati all’operetta, dove ha potuto evidenziare anche una buona presenza scenica.
Pubblico abbastanza numeroso e visibilmente soddisfatto, che ha mostrato di apprezzare molto le evoluzioni della cantante, ed ha chiesto ed ottenuto ben due bis costituiti da una nuova incursione nel repertorio straussiano, seguita da I Could Have Danced All Night (Vorrei danzar con te), una delle canzoni di maggior successo della commedia musicale “My Fair Lady”, con la quale si è conclusa una piacevole mattinata musicale.

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Pubblicata da Ut Orpheus la prima edizione moderna del “Divertimento in re maggiore per due flauti e basso continuo” di Giovanni Angrisani a cura di Renata Cataldi

Copertina AngrisaniLa nostra conoscenza della musica napoletana per flauto si limita, a tutt’oggi, a pubblicazioni episodiche di alcune opere, slegate da ricerche e da studi, frutto di scelte editoriali e discografiche in cui è di solito privilegiato il grande nome.
Se è vero che la produzione di area napoletana per flauto è opera per la maggior parte di quegli stessi autori che concorsero allo sviluppo del teatro musicale, composizioni per flauto di autori napoletani meno noti, se non addirittura sconosciuti, sono ancora giacenti manoscritte in numerosi fondi musicali italiani ed europei.
Con l’intento di offrire nuovi materiali di indagine sul flauto e sui flautisti a Napoli, Renata Cataldi ha avviato per la casa editrice Ut Orpheus un progetto di pubblicazione di composizioni inedite per flauto del Barocco napoletano in prima edizione moderna.
La pubblicazione UT Orpheus css 73 è dedicata a una composizione per due flauti e basso continuo di Giovanni Angrisani.
Il «Divertimento a due flauti», qui per la prima volta edito, è in due movimenti, una Marcia e un Allegro, in Re maggiore.
L’edizione è impreziosita dalla realizzazione del basso continuo di Enrico Baiano.

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Domenica 27 aprile “I Concerti dell’Accademia” ospitano il trio Emphasis

Locandina - I Concerti dell'AccademiaDomenica 27 aprile, alle ore 18.30, nella chiesa di S. Gennaro all’Olmo (via S. Gregorio Armeno, 35 – Napoli), nell’ambito de “I Concerti dell’Accademia”, organizzati dall’Associazione Culturale Accademia Reale (direttore artistico Giovanni Borrelli, direttore di produzione Carmine Matino), concerto del trio Emphasis formato da Luigi Tufano e Lara Cocca (traversieri) e Cecilia Montanaro(clavicembalo), dal titolo “Bach & Sons” .

In programma musiche di J. S. Bach, C. P. E. Bach, W. F. Bach, J. C. Bach

Note al concerto
L’Ensemble “Emphasis” nasce nell’ambito della classe di flauto traversiere attiva presso il conservatorio “Alfredo Casella” già dal 2007 ed è la diretta conseguenza dell’esigenza di confrontare il lavoro didattico con l’esperienza concertistica; preoccupazione questa che dovrebbe essere di ogni scuola strumentale.
Sulla base della solida e consolidata collaborazione con Cecilia Montanaro, compagna di studi e di esperienze artistiche di vecchia data, si sono avvicendati negli anni, in duo con il maestro Luigi Tufano, giovani (e meno giovani) talentuosi traversieristi.
Il programma, vario ed essenziale al tempo stesso, racconta con la successione dei brani la transizione dal severo stile contrappuntistico del padre Johann Seba-tian al moderno stile galante del giovane Johann Christian, passando per lo stile sensibile di Carl Philipp Emanuel.
Difficilmente inquadrabile e descrivibile a partire dalle classificazioni standard della musicologia è invece la sonata di Wilhelm Friedemann: il primo e terzo tempo, caratterizzati da una rincorsa spumeggiante e virtuosistica dei due flauti, incorniciano un secondo tempo dal carattere soave e sognante, ma pregno di un misurato lirismo.
Necessariamente sono stati quindi scelti due flauti, copie da G. A. Rottenburg e C. Palanca, i cui modelli originali risalgono appunto al periodo centrale del Settecento ossia esattamente a metà strada tra quelli del primo barocco (1720 ca) e quelli classici (1770).
Le parti sono tutte in edizioni moderne, ma la scelta è caduta su quelle rigorosamente urtext: questo non tanto per sfiducia nei confronti del lavoro dei revisori degli ultimi decenni ma per tentare di restituire all’ascolto i capolavori della famiglia Bach nella loro versione primaria e integrale.

Prossimo appuntamento
Domenica 18 maggio 2014, ore 18,30
Les Cyclopes – Omaggio a J.P. Rameau
Enza Caiazzo, clavicembalo
Musiche di J.P. Rameau, F. Couperin, J.S. Bach, G.F. Haendel, D. Scarlatti

Costo del biglietto (comprensivo di visita guidata, dopo il concerto, al Complesso monumentale e all’attigua Chiesa di S. Biagio maggiore)
Intero:10 Euro
Ridotto studenti: 7 euro

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Programma

Johann Sebastian Bach (1675-1750): Triosonata BWV 1039 in sol maggiore

Carl Philipp Emanuel Bach (1714-1788): Württemberg Sonata in la minore Wq. 49/1 per cembalo solo

Wilhelm Friedemann Bach (1710-1784): Sonata in mi minore a due flauti

Johann Christian Bach (1735-1782): Trio in sol maggiore

Luigi Tufano
Luigi TufanoNapoletano di nascita, ha studiato presso il Conservatorio “S. Cecilia” di Roma e il Conservatorio“ F. E. Dell’Abaco” di Verona.
Tra i suoi maestri Graverini, Ancillotti e Klemm per il traverso moderno; Siminovich, Gatti, Kujiken, Clark e Castellani per quelli antichi.
Giovanissimo si è aggiudicato diversi concorsi nazionali, classificandosi al terzo posto al Concorso internazionale di Stresa di musica da camera.
Ha collaborato con l’Orchestra Sinfonica della RAI di Roma, il Gruppo Strumentale “Musica d’Oggi”, l’Orchestra del Gonfalone e altre
Ha effettuato numerose registrazioni per la RAI e per la Radio Vaticana.
Ha inciso sia in veste di solista che quale strumentista in orchestre e gruppi da camera.
Utilizza un flauto costruito da R. Tutz (copia di un G. A. Rottenburgh) con il quale ha inciso i “Quartetti Parigini”, le “Sonate a Flauto Traversiere, Viola da Gamba e Basso Continuo” di G. P.Telemann.
Ha fatto parte della giuria di concorsi nazionali per flauto ed è stato docente presso il teatro Lirico Sperimentale di Spoleto per i corsi di formazione orchestrale.
Come flautista di scena ha collaborato con artisti di fama, esibendosi nei maggiori teatri italiani.
Studioso della prassi esecutiva desumibile dalle fonti storiche, si dedica alle esecuzioni con strumenti appropriati al repertorio che viene chiamato ad interpretare, spaziando dalla musica rinascimentale a quella barocca e classica.
Insegna flauto e traversiere presso il conservatorio “A. Casella” dell’Aquila.

Lara Cocca
Lara CoccaInizia lo studio del pianoforte all’età di 8 anni.
Frequenta il Liceo Musicale Sperimentale “Francesco Petrarca” di Arezzo sotto la guida del Maestro Tricomi e partecipa a concorsi sia come solista (Primo Premio Conc. Naz. “Riviera della Versilia”) che come camerista (Secondo Premio Conc. Naz. “Città di Sesto San Giovanni”).
Prosegue gli studi con Passaglia e Carusi, diplomandosi presso il Conservatorio di Pescara.
L’incontro con il M° Tufano e la scoperta del repertorio barocco segnano l’inizio di nuove esperienze musicali. Da alcuni anni si dedica allo studio del traversiere presso il Conservatorio “A. Casella” di L’Aquila e partecipa ai progetti cameristici promossi dal Dipartimento di Musica Antica, utilizzando un flauto costruito da Martin Wenner.

Cecilia Montanaro
Cecilia MontanaroHa intrapreso giovanissima lo studio della musica (violino, oboe, canto, pianoforte).
Si è diplomata in pianoforte, musica elettronica e clavicembalo al Conservatorio S. Cecilia di Roma.
Ha proseguito lo studio del clavicembalo e della musica antica con Staier a Colonia e Moroney a Venezia e ha ottenuto il diploma di perfezionamento in clavicembalo presso il Conservatorio di Ginevra, studiando con Jaccottet.
Si è perfezionata in basso continuo presso il Pontificio Istituto di Musica Sacra e presso il Conservatorio S. Cecilia, ha conseguito la laurea magistrale in Maestro al Cembalo.
Concertista, è stata cembalista dell’Orchestra di Roma e del Lazio, collabora con i solisti dell’Accademia di Santa Cecilia, l’Orchestra Trinità de’ Monti, la Schola Romana Ensemble, Musica Antiqua Latina.
Ha suonato in Francia, Germania, Austria, Svizzera, Croazia, Ungheria, Lituania, Argentina e Italia per diverse istituzioni.
Ha effettuato registrazioni discografiche e ha registrato per la Radiotelevisione Ungherese, la Radiotelevisione Lituana e la NDR Nord-Deutscher-Rundfunk

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Mercoledì 23 aprile “Le 95 tesi: una storia di Lutero” ai “Concerti di Primavera”

chiesa-evangelica-luterana1Mercoledì 23 aprile, alle ore 20.30, presso la Chiesa Luterana di via Carlo Poerio in Napoli, nell’ambito della sedicesima edizione della rassegna “Concerti di Primavera” promossa dalla Comunità Evangelica Luterana di Napoli, presieduta da Riccardo Bachrach, per la direzione artistica di Luciana Renzetti, il collettivo Teatro in Fabula porta in scena “Le 95 tesi: una storia di Lutero”, progetto teatrale elaborato su testi di John Osborne, Roland H. Bainton e Luther Blissett, per la regia di Giuseppe Cerrone e Antonio Piccolo.
Gli interpreti sono Raffaele Ausiello, Eduardo Di Pietro, Stefano Ferraro, Alessandro Paschitto e Antonio Piccolo.
Lo spettacolo, a ingresso libero, rilegge in chiave contemporanea l’opera di Lutero, definito dagli autori un “rivoluzionario” e un simbolo di un’idelogia alternativa al potere imperante: quello politico, amministrativo e sociale dell’epoca, la Chiesa, che Teatro in Fabula accosta all’attuale e trionfante “mercato” le cui leggi si impongono quali “naturali” e “immutabili”.

Ufficio Stampa
Paolo Popoli
329.6197910
paolopopoli@gmail.com

Comunità Evangelica Luterana
Chiesa: Via Carlo Poerio, 5 – Napoli
Ufficio: Largo Terracina, 1 – Napoli
Tel +39-081-663207
Fax +39-081-660909
email: info@lutero.org

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Mercoledì 23 aprile 2014, ore 20.30 – Chiesa Luterana (via Carlo Poerio 5, Napoli)

Le 95 tesi. Una storia di Lutero
elaborato pensando ai testi di John Osborne, Roland H. Bainton, Luther Blissett
produzione Teatro In Fabula
con Raffaele Ausiello, Eduardo Di Pietro, Stefano Ferraro, Alessandro Paschitto, Antonio Piccolo
progetto e regia di Giuseppe Cerrone e Antonio Piccolo
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Giovedì 24 aprile il Quartetto d’archi della Scala inaugura la la stagione 2014 del Maggio della Musica

Logo Associazione Maggio della Musica 2010Giovedì 24 aprile, alle ore 20.30, nella Veranda Neoclassica di Villa Pignatelli in Napoli è in programma il concerto inaugurale della Stagione concertistica 2014 del Maggio della Musica.
La rassegna promossa dall’omonima associazione presieduta da Luigia Baratti per la direzione artistica di Michele Campanella, realizzata con il contributo del main sponsor BNL Gruppo BNP Paribas, in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per il Polo Museale della città di Napoli, presenta un appuntamento di grande rilievo con una formazione di livello internazionale definita dal maestro Riccardo Muti un gruppo “di rara eccellenza tecnica e musicale, da ascoltare con particolare gioia ed emozione”: il Quartetto d’archi della Scala.
Nato nel 1953, rifondato nel 2001 e attualmente composto dalle prime parti dell’orchestra scaligera Francesco Manara e Pierangelo Negri ai violini, Simonide Braconi alla viola e Massimo Polidori al violoncello, il gruppo suonerà al Maggio della Musica il “Quartetto in mi minore” di Giuseppe Verdi, unica pagina cameristica del compositore scritta a Napoli nel 1873 per le prime parti dell’Orchestra del Teatro di San Carlo, “Grande Fuga in si bemolle maggiore op.133” di Ludwig van Beethoven, composta tra il 1825 e il 1826 e nota per la sua natura introspettiva nonché per la sua difficoltà tecnica, e il “Quartetto n.1 op.11 in re maggiore” di Petr Ilic Cajkovskij, opera del 1871 che oscilla tra classicismo e romanticismo con l’introduzione di melodie popolari.

Costo del biglietto: 20 euro

Per ulteriori informazioni
Associazione Maggio della Musica
via Filippo Palizzi, 95
80127 Napoli
Tel: 081 560 47 00
e-mail: maggiodellamusica@libero.it
sito web: www.maggiodellamusica.it

Ufficio Stampa
Paolo Popoli
cell.: 329.6197910
paolopopoli@gmail.com

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Giovedì 24 aprile, ore 20.30 – Veranda Neoclassica di Villa Pignatelli, Napoli

Quartetto d’archi del Teatro alla Scala
Francesco Manara, violino
Pierangelo Negri, violino
Simonide Braconi, viola
Massimo Polidori, violoncello

Giuseppe Verdi: Quartetto in mi minore

Ludwig van Beethoven: Grande Fuga in si bemolle maggiore op.133

Petr Ilic Cajkovskij: Quartetto n.1 op.11 in re maggiore

Quartetto d’Archi del Teatro alla Scala
Quartetto Teatro alla ScalaLa prima formazione del Quartetto d’ archi della Scala è storica e risale al 1953, quando le prime parti sentirono l’ esigenza di sviluppare un importante discorso musicale cameristico seguendo l’ esempio delle più grandi orchestre del mondo.
Nel corso dei decenni il Quartetto d’ archi della Scala è stato protagonista di importanti eventi musicali e registrazioni; dopo qualche anno di pausa, nel 2001, quattro giovani musicisti, già vincitori di concorsi solistici internazionali e prime parti dell’ Orchestra del Teatro, decidono di ridar vita a questa prestigiosa formazione, sviluppando le loro affinità musicali già consolidate all’ interno dell’ Orchestra, elevandole nella massima espressione cameristica quale è il quartetto d’ archi.
Numerosi i loro concerti per alcune tra le più prestigiose associazioni concertistiche in Italia (MusicaInsieme a Bologna, Serate Musicali, Società dei concerti e stagione “Cantelli” a Milano, Associazione Scarlatti a Napoli, Sagra Malatestiana a Rimini, Festival delle Nazioni a Città di Castello, Settimane musicali di Stresa, Asolo musica, Estate Musicale a Portoguaro, Teatro La Fenice e Malibran a Venezia, Ravenna Festival, Amici della musica di Palermo, Teatro Bellini a Catania, Stagione del Teatro alla Scala, Teatro Sociale a Como ecc.) e all’ estero (Brasile, Perù, Argentina, Uruguay, Giappone, Stati
Uniti, Croazia, Germania, Francia, Spagna, Austria ecc.).
Hanno collaborato con pianisti del calibro di Bruno Canino, Jeffrey Swann, Angela Hewitt, Paolo Restani e Bruno Campanella.
Numerose le loro prime esecuzioni di compositori contemporanei quali Boccadoro, Campogrande, Francesconi, Digesu, Betta e Vlad.
Nel 2008 fanno il loro esordio, con un concerto, al prestigioso Mozarteum di Salisburgo e nello stesso anno ricevono il premio “Città di Como” per i loro impegni artistici.
Hanno inciso per l’ etichetta DAD, Fone’, per la rivista musicale Amadeus , per il giornale “La Provincia” di Cremona dove hanno suonato i preziosi strumenti del museo e per Radio 3.
Nel 2011 il loro disco dedicato ai piano quintetti di Brahms e Schumann registrato per la Decca è stato recensito 5 stelle cd Amadeus dalla omonima rivista.
Ha scritto di loro il M. Riccardo Muti:” ..quartetto di rara eccellenza tecnica e musicale,…..la bellezza del suono e la preziosa cantabilità, propria di chi ha grande dimistichezza anche con il mondo dell’ opera, ne fanno un gruppo da ascoltare con particolare gioia ed emozione”.

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