Lunedì 3 novembre insediamento di Giuseppe Ilario, nuovo direttore del Conservatorio Statale di Musica “Nicola Sala” di Benevento

logo conservatorio bnLunedì 3 novembre 2014, con l’inizio dell’anno accademico, s’insedia il Maestro Giuseppe Ilario, nuovo direttore del Conservatorio Statale di Musica “Nicola Sala” di Benevento.
Si ricorderà che il M° Ilario era stato eletto nello scorso mese di maggio; a conferma e a suggello era, poi, giunto il Decreto Ministeriale di nomina per il triennio 2014/2017.

Giuseppe IlarioGiuseppe Ilario, 50 anni appena compiuti, diplomatosi in pianoforte sotto la guida di Rinalda Tassinari Skubikowski, da circa trent’anni è docente di Teoria e Solfeggio nei Conservatori di Matera, Campobasso e Benevento, già componente del CdA del Conservatorio di Benevento ed impegnato come direttore artistico e consulente di Enti ed Istituzioni progettando ed organizzando rassegne ed eventi artistico-culturali.
Ilario è il primo caudino ad assumere l’incarico di Direttore di un’Istituzione di Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica.

Il primo atto del M° Ilario, nella sua nuova veste di direttore, unitamente alla presidente Caterina Meglio, sarà quello di rivolgere un indirizzo di saluto ai giornalisti e agli operatori della comunicazione, alle allieve e agli allievi, ai colleghi docenti, a tutto il personale amministrativo, agli organi di governo del Conservatorio e ai rappresentanti delle Istituzioni.
L’incontro si terrà alle ore 10.00 di lunedì 3 novembre 2014, presso la Sala “Benedetto Bonazzi” del Conservatorio.

Comunicato a cura del Conservatorio Statale di Musica “Nicola Sala”
Via Mario La Vipera, 1
82100 Benevento
Tel. 0824.21102
fax 0824.50355
sito web: www.conservatorionicolasala.eu

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Mercoledì 12 novembre “L’Orecchio di Giano: Dialoghi della Antica & Moderna Musica si chiude con “Salotto Helbig: ospiti illustri e archeologi appassionati intorno al pianoforte Pleyel di Liszt”

Villa lante loggia panoramaUltimo appuntamento 2014 de «L’Orecchio di Giano: Dialoghi della Antica & Moderna Musica», il ciclo di concerti nella spettacolare loggia di Villa Lante al Gianicolo organizzato da Musicaimmagine in collaborazione con l’Institutum Romanum Finlandiae, il sostegno del MiBACT e con il patrocinio dell’Ambasciata di Finlandia: otto concerti con artisti e compositori illustri, ospiti dell’Ensemble Seicentonovecento, fondato e diretto da Flavio Colusso, da sempre impegnato nella rivisitazione del passato e nell’esecuzione di nuove opere.

Mercoledì 12 novembre, alle ore 20.00, a Villa Lante al Gianicolo, concerto con il “Salotto Helbig: ospiti illustri e archeologi appassionati intorno al pianoforte Pleyel di Liszt”, appuntamento che ogni anno ripercorre le memorie della principessa russa Nadine Helbig e del suo celebre cenacolo artistico a Villa Lante,
L’Ensemble Seicentonovecento con i soprani Maria Chiara Chizzoni e Bruna Tredicine, il contraltista francese Jean Nirouët, insieme a Gian Rosario Presutti e Giovanni Velluti al pianoforte, esegue musiche di Franz Liszt, maestro e grande amico della Helbig «ai cui piedi l’anima si prostrava come a quelli di nessun altro» e alla quale donò il pianoforte Pleyel che ancora oggi utilizziamo; Moritz Moszkowski, celebre per i suoi pezzi per pianoforte dal carattere brillante; Francesco Paolo Tosti, Anton Rubinstein e Giovanni Sgambati (nel centenario della morte) musicisti che frequentavano il salotto, tra i più esclusivi della città di Roma a cavallo tra Ottocento e Novecento.

Nadine Helbig (1847-1922) nata in Russia come principessa Schahovskaja, si era formata a Mosca, Parigi e Dresda prima di trasferirsi a Roma in seguito al suo matrimonio con Wolfgang Helbig, archeologo tedesco e segretario dell’Istituto Archeologico Germanico.
Il salotto tenuto da Nadine a Roma dal 1865 fino all’inizio della prima guerra mondiale, era apprezzato già al tempo come “Carrefour de l’Europe”.
La sua sede nel 1877 traslocò dal Campidoglio, dove si trovava l’Istituto e l’abitazione degli Helbig, alla Villa Lante sul Gianicolo: la loggia già all’epoca era leggendaria per la sua vista su tutta la città.
Nella sua formazione la Helbig aveva ricevuto l’insegnamento pianistico di Clara Schumann e sapeva dare un’aura musicale particolare al suo salotto, frequentato dalle Élites culturali europee del tempo, con importanti personalità come Franz Liszt, Anton e Nikolaj Rubinstein, Gabriele d’Annunzio, Claude Debussy, Edvard Grieg, Giovanni Sgambati, Francesco Paolo Tosti, Th. Mommsen, Rainer M. Rilke, Romain Rolland, Lev Tolstoj, Ernest Hébert, Adolfo de Carolis, e molti altri.

Si consiglia la prenotazione
tel. +39.328.6294500
info@musicaimmagine.it

Ingresso (con 1 CD MR in omaggio): Intero 23,00 Euro;
Ridotto SPECIALE “Porta un Giovane alla cultura” (biglietto cumulativo 1 adulto e 1 minorenne): 18,00 Euro

Ufficio Stampa
Daniela Colasanti
Musicaimmagine
via del Corso, 494
Roma

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Mercoledì 12 novembre 2014, ore 20.00 – Villa Lante al Gianicolo (Roma)
“Salotto Helbig: ospiti illustri e archeologi appassionati intorno al Pleyel di Liszt”

Ensemble Seicentonovecento
Maria Chiara Chizzoni, soprano
Bruna Tredicine, soprano
Jean Nirouët, contraltista
Gian Rosario Presutti, pianoforte
Giovanni Velluti, pianoforte

Musiche di Franz Liszt, Moritz Moszkowski, Anton Rubinstein, Francesco Paolo Tosti e Giovanni Sgambati nel centenario della morte
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Martedì 4 novembre il Teatro di San Carlo celebra il 277esimo anniversario con il quartetto d’archi e il pianista Orazio Maione

Logo Teatro di San CarloMartedì 4 novembre, alle ore 20.30, il Lirico più antico d’Europa compie gli anni.
Per festeggiare il 277esimo compleanno e contemporaneamente il giorno onomastico del Massimo napoletano è in programma una serata speciale.
Il Quartetto d’Archi del Teatro di San Carlo, formato dalle prime parti Cecilia Laca, Luigi Buonomo, Antonio Bossone, Luca Signorini, celebrerà il Lirico di Napoli eseguendo Langsamer Satz per quartetto d’archi di Anton Webern, il Quintetto per archi e pianoforte di Franco Alfano (con Orazio Maione al pianoforte) e il Quartetto per archi n.1 in mi minore di Bedřich Smetana.

Primo brano in programma, il Langsamer Satz (Movimento lento) fu composto dal poco più che ventenne Anton Webern nel 1905 e segna il momento di trapasso dalle forme musicali tradizionali romantiche dell’Ottocento alle nuove strutture che saranno alla base della musica del Novecento.

A seguire una rara esecuzione. Il Quintetto per archi e pianoforte di Franco Alfano che, oltre al quartetto d’archi del San Carlo, vedrà impegnato al pianoforte Orazio Maione, musicista napoletano figlio d’arte e docente di pianoforte.
In chiusura il Quartetto per archi n.1 in mi minore di Smetana, composizione del 1876 in cui l’autore intraprende un viaggio a ritroso nella propria esistenza: di qui il titolo “Dalla mia vita” e il susseguirsi di atmosfere differenti: dai giorni gioiosi e felici della giovinezza al sentimento di dolore degli anni della malattia.

Il concerto è anche una felice occasione per celebrare, accanto all’anniversario del Teatro, l’istituzione, nell’ambito del patrimonio documentale di MeMus Museo e Archivio storico del Teatro di San Carlo, del Fondo Alfano – Maione: una serie di foto, documenti, partiture e carteggi che testimoniano il felice rapporto tra il celebre compositore napoletano Franco Alfano scomparso nel ’54 e Rino Maione, musicologo e direttore d’orchestra sannita.
Il Fondo nasce proprio grazie ad una donazione degli eredi di Rino Maione: i figli Orazio e Renata.
“La conoscenza tra Rino Maione e Franco Alfano – racconta quest’ultima – risale agli inizi degli anni ’50 dello scorso secolo, quando il primo, giovane direttore d’orchestra fu chiamato a dirigere l’orchestra sinfonica di Sanremo, cittadina dove viveva l’allora settantenne compositore partenopeo. Dall’inevitabile incontro scaturì un rapporto di affettuosa protezione da parte del Maestro Alfano e di reverente ammirazione da parte del giovane Maione”.
“Riteniamo giusto che quanto resta a memoria di questo rapporto – continua la Maionee le partiture in nostro possesso di entrambi i compositori trovino la più adeguata collocazione nell’Archivio Storico del Teatro di San Carlo che più volte ha visto nostro padre sul podio e che accolse la prima rappresentazione de L’ultimo Lord di Franco Alfano. Un gesto simbolico che in nome e per amore dell’arte rende omaggio a questa città che un tempo fu culla della musica e che ha donato all’umanità nomi illustri. Con la donazione del Fondo Alfano-Maione abbiamo voluto celebrare una bella amicizia dandole modo di continuare al di là del tempo umano, nel seno materno della amata Napoli”.

Biglietti da 12 a 60 euro

per info:
0817972331 – 412
biglietteria@teatrosancarlo.it

Ufficio Stampa
Tel.: +39 081-7972301
Fax: +39 081-7972306
e-mail: ufficiostampa@teatrosancarlo.it

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Dal 7 al 10 maggio 2015 la Masterclass di Carmela Altamura al Casale di Tormaggiore

Locandina masterclass Tancredi maggio 2015Quattro giorni di Concerti e Masterclass al Casale di Tormaggiore (Pomezia, Roma), dal 7 al 10 maggio 2015, sono il perfetto punto d’incontro tra l’eccellenza musicale e la bellezza dei luoghi.
Musicisti raffinati e di primo piano nel panorama musicale internazionale permetteranno a professionisti della musica e ad appassionati cultori, di approfondire le proprie conoscenze in un ambiente ideale.
Il corso, della durata di 4 giorni, è rivolto a cantanti che intendano migliorare la propria tecnica vocale, e ad appassionati che desiderino immergersi nella musica e condividere la bellezza dei luoghi.

La docente del corso della Masterclass & Country Festival di Maggio 2015 è:
Carmela Altamura, docente di canto lirico, Direttore Artistico di Altamura Center for the Arts (Round Top, New York)

info:
simotan@hotmail.com
tel.3386645355

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Mercoledì 5 novembre lo Zingarò Jazz Club propone “Dagli Appendini alle Ante” con il quartetto di Lorenzo Capello

Lorenzo Capello

Lorenzo Capello

Mercoledì 5 novembre 2014, alle 22, lo Zingarò Jazz Club di Faenza (via Campidori, 11) ospita la presentazione di Dagli Appendini alle Ante, il nuovo disco del quartetto guidato dal batterista Lorenzo Capello.
Insieme al batterista, saranno sul palco Antonio Gallucci ai sassofoni, Lorenzo Paesani al pianoforte e Michele Anelli al contrabbasso.

La serata è ad ingresso libero e avrà inizio alle 22.

Il quartetto di Lorenzo Capello presenta il secondo disco, Dagli Appendini alle Ante.
Si tratta di un vero e proprio concept-album ambientato in un armadio dove troviamo calzini, telegrammi, oggetti da mettere in valigia e cose da lasciare a casa.
Nel repertorio musicale composizioni del leader, canzoni, qualche scheletro nell’armadio, improvvisazioni libere da schemi precostituiti.
Il nuovo lavoro nasce direttamente sulle tracce de Il Partenzista, il primo album di Capello.
Il Partenzista è questa figura che, al contrario dell’Arrivista, vuole a tutti i costi almeno partire.
Dagli Appendini alle Ante parla quindi proprio del momento in cui, questo nostro piccolo eroe, decide di partire.
Ha deciso di partire ma qualcosa lo trattiene: non sa come vestirsi, non sa cosa lasciare a casa, non sa cosa mettere in valigia e non sa se questa si chiuderà.
Il viaggio inizia, e per ora, finisce in qualche modo nel suo armadio, con tutte le cose che vi si possono trovare dentro, ma anche, per traslato, nei suoi ricordi e nei suoi pensieri più profondi.

Il programma dello Zingarò Jazz Club prosegue mercoledì 12 novembre 2014 con il concerto di Hobby Horse, il trio formato da Dan Kinzelman ai fiati, da Joe Rehmer al contrabbasso e da Stefano Tamborrino alla batteria.

Zingarò Jazz Club
Via Campidori, 11
Faenza (RA)
Tel: +39.0546.21560
web: www.twitter.com/zingarojazzclub
e-mail: info@ristorantezingaro.com

Direzione Artistica:
Michele Francesconi
www.michelefrancesconi.com

Rapporti con la Stampa:
Fabio Ciminiera
e-mail: fabiociminiera@jazzconvention.net
mob: +39.347.4098632
skype: fabio.ciminiera

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Zingarò jazz club

Zingarò Jazz Club
Programma Novembre 2014

5 Novembre 2014
Lorenzo Capello 4et
Lorenzo Capello. batteria
Antonio Gallucci. sassofoni
Lorenzo Paesani. pianoforte
Michele Anelli. contrabbasso

12 Novembre 2014
Hobby Horse
Dan Kinzelman. sassofono, clarinetti, flauti, tastiere, percussioni, voce
Joe Rehmer. contrabbasso, tastiere, voce
Stefano Tamborrino. batteria, percussioni, voce

19 Novembre 2014
Fabrizio Gaudino As One 5et
Fabrizio Gaudino. tromba
Andrea Santaniello. sassofoni
Mino Lanzieri. chitarra
Antonio Napolitano. contrabbasso
Luigi Del Prete. batteria

26 Novembre 2014
Del Barrio + Massimo Valentini
Hilario Baggini. strumenti etnici a fiato, chitarra, charango, ronroco, voce
Andrés Langer. piano, synth, fisarmonica, voce
Marco Zanotti. batteria, percussioni
Massimo Valentini. sax soprano
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Domenica 9 novembre a Firenze “Suoni Riflessi” propone “Dediche particolari e sorprendenti” con l’Ensemble Nuovo Contrappunto diretto da Mario Ancillotti

Logo Suoni RiflessiDomenica 9 novembre, alle ore 11.00, nella Sala Vanni (Piazza del Carmine – Firenze), nell’ambito della XII edizione di “Suoni Riflessi”, si terrà l’originale concerto “Dediche particolari e sorprendenti”, presentato dal musicologo Alberto Batisti, con Mario Ancillotti nella doppia veste di solista e direttore di Nuovo Contrappunto, che ci condurrà attraverso una curiosa selezione di brani di ieri e di oggi con dediche intriganti o degne di nota.
A cominciare dalla composizione Ricercare quarto per flauto e quartetto d’archi di Fabrizio De Rossi Re, in prima esecuzione, dedicata al fondatore di Emergency Gino Strada e alle sue memorie così come narrate nel libro Pappagalli verdi, cronache di un chirurgo di guerra (dove i “pappagalli verdi” sono le mine anti-uomo).
E poi Arioso in memory of Wolfgang Schulz per flauto e archi di Akira Nishimura, uno dei più celebri compositori giapponesi, che scrisse e dedicò questo commovente brano all’amico Wolfgang Schulz, magnifico flautista solista dei Wiener Philharmoniker, deceduto la primavera scorsa.
Lo eseguirà Mario Ancillotti, proprio lui che dovette sostituire Schulz quale flautista solista al prestigioso Kusatsu Festival di cui Nishimura è direttore musicale.
Di Johann Sebastian Bach sarà eseguito dal pianista Antonino Siringo il Capriccio sopra la lontananza del fratello dilettissimo BWV 992, mentre di Richard Wagner l’Idillio di Sigfrido (per 13 strumenti), dedicato alla moglie Cosima Liszt Wagner.

Email: amicisuoniriflessi@gmail.com
Tel +39-055.699223
Info link: http://www.suoniriflessi.it/

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L’Ensemble Cantar Lontano incontra Tanzio da Varallo

Foto Max Cerrito

Foto Max Cerrito

Il giorno dopo l’inaugurazione della mostra “Tanzio da Varallo incontra Caravaggio”, Palazzo Zevallos Stigliano ha ospitato un concerto organizzato dalla Fondazione Centro di Musica Antica Pietà de’ Turchini.
Protagonista della serata, dal titolo “La voce dei quadri di gratitudine – Concerto per Tanzio da Varallo”, l’Ensemble Cantar Lontano, diretto al clavicembalo da Marco Mencoboni, e formato da Andrea Arrivabene (controtenore), Marco Scavazza (baritono), Cristiano Contadin (viola da gamba) e Pedro Alcacer (tiorba), che ha eseguito brani sacri e profani di autori, per la maggior parte coevi al pittore piemontese (nato intorno al 1575 in Valsesia e morto a Varallo nel 1633), che soggiornò a Napoli nei primi anni del XVII secolo, dove a suo dire portò avanti anche un’intensa attività musicale.
La serata si è aperta con Le Forze d’Ercole, per clavicembalo solo, di Anonimo del Cinquecento, seguito da Prima ora de la notte, di Filippo Azzaiolo per baritono e viola da gamba.
I primi brani sacri consistevano nell’Ave Maria, per controtenore, tiorba e clavicembalo del marchigiano Pietro Pace (1559-1622) e nell’Ave Regina Coelorum di Orlando di Lasso (1532-1594), affidata all’intero ensemble.
Era poi la volta del madrigale per baritono e viola da gamba Io vorrei Dio d’Amore di Costanzo Festa (ca. 1485–1490 – 1545) e della Toccata seconda per clavicembalo di Girolamo Frescobaldi (1583-1643).
La parte religiosa riprendeva con Ego flos campi di Claudio Monteverdi (1567-1643) per controtenore, viola da gamba, tiorba e clavicembalo e con O Maria, ortus conclusus a tre di Orlando di Lasso, eseguito dall’intero organico.
Ritorno al profano con due pezzi per viola da gamba, tiorba e clavicembalo, La Suave melodia e sua corrente e Lo Spiritillo, entrambi di Andrea Falconieri (1586 ca. – 1656), che Tanzio da Varallo potrebbe aver incontrato durante la sua permanenza a Napoli.
Ultime composizioni in programma, tutte di argomento sacro, lo Stabat mater dolorosa, per controtenore viola da gamba, tiorba e clavicembalo di Giovanni Felice Sances (1600-1679), Domine in furore tuo per baritono e clavicembalo di Ignazio Donati (1570-1638) e Sancta et immaculata a tre di Orlando di Lasso.
Riguardo agli interpreti, abbiamo potuto apprezzare la straordinaria bravura di tutti i componenti dell’ensemble che, in un contesto reso particolarmente suggestivo dalla presenza dei quadri più rappresentativi della mostra, ha saputo ricreare la raffinata atmosfera legata al periodo compreso fra il tardo rinascimento e gli albori del barocco.
Va ricordato, infine, che il maestro Mencoboni, prima del bis, ha voluto brevemente spiegare che l’origine della sua proposta gli è stata suggerita dagli angeli musicanti, dipinti spesso da Tanzio da Varallo nei suoi “quadri di gratitudine”, così definiti in quanto strettamente collegati ad una trasposizione pittorica del Salmo 150.
In conclusione un concerto bello ed oltremodo interessante, dove il connubio fra musica e pittura è riuscito a catturare l’attenzione del numerosissimo pubblico, mai come in questa occasione attento, partecipe e composto.
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