Il concerto dei partecipanti al master del pianista Antonio Pompa-Baldi conclude la stagione 2013-2014 di Napolinova

Master pianistico luglio NapolinovaLa lunga stagione dell’Associazione Napolinova, la cui direzione artistica è affidata al maestro Alfredo de Pascale, si è chiusa, nella Sala Chopin, con il concerto dei partecipanti al master pianistico internazionale, tenuto da Antonio Pompa-Baldi, foggiano residente ormai da molti anni negli USA, dove è stato chiamato “per chiara fama” a ricoprire il ruolo di “Distinguished Professor of Piano” al Cleveland Institute of Music.
Prima di lasciare la ribalta agli allievi del master, il grande interprete ha voluto fornire un saggio della sua bravura, eseguendo Après une Lecture de Liszt di Roberto Piana, brano contenuto nel suo ultimo cd “live”, inciso con la casa discografica sudafricana Twopianists Records.
Primo pianista ad esibirsi il calabrese Gianmarco Manfredi impegnato in quattro dei Dodici Studi op. 10 di Chopin (n. 1 in do maggiore, n. 5 in sol bemolle maggiore, n. 6 in mi bemolle minore e n. 7 in do maggiore), pubblicati nel 1833.
E’ stata poi la volta del pugliese Marco Capone, che ha eseguito le Scene infantili, op. 15 di Schumann, raccolta risalente al 1838, formata da tredici brani, dove il compositore trasfigura alcuni episodi della sua infanzia, fra i quali spicca il celeberrimo Träumerei (Sogno).
Successivamente è toccato alla dodicenne azerbaigiana Firuza Baylarova che, nonostante la sua giovane età, ha già partecipato a diverse competizioni internazionali, ottenendo numerosi riconoscimenti.
Si tratta, indubbiamente, di una ragazzina di grande talento, dotata di un tocco agile e di una notevole sensibilità, come si è potuto apprezzare dall’ascolto dei pezzi proposti, l’Allegro assai, dalla Sonata in fa maggiore K.332 di Mozart, il poco noto “Ottobre”, da “Le Stagioni” di Ciaikovskij, e lo Studio op. 25 in fa minore, n. 2 di Chopin.
Molto bravo anche l’altro calabrese, Andrea Biamonte, la cui interpretazione del celeberrimo Mefisto valzer n. 1 in la maggiore S 514 di Liszt, ha privilegiato la nitidezza del suono all’esagerato virtuosismo, che pure caratterizza la partitura, evitando in tal modo quei rischi legati alla velocità interpretativa, che spesso provoca una eccessiva sovrapposizione di note, finendo per rendere il brano oltremodo confuso.
Chiusura con il campano Antonio Gomena, anche lui giovanissimo, che ha affrontato con grande intensità due brani complessi come la Toccata op. 7 in do maggiore di Schumann e lo Studio di esecuzione trascendentale n. 10 in fa minore di Liszt.
Tirando le somme, ancora una volta il concerto conclusivo del master pianistico ha posto in evidenza delle ottime individualità ed ha confermato la bravura di Antonio Pompa-Baldi, il cui compito non era certamente quello di ottenere risultati miracolosi, ma di contribuire, nelle poche ore di insegnamento a disposizione, al miglioramento delle potenzialità di artisti già abbastanza affermati o di sicuro avvenire.
E gli applausi scroscianti ed i complimenti, tributati da parte di un pubblico attento e un po’ meno irrequieto del solito, risultano fonte di notevole soddisfazione, sia per i partecipanti che per il docente oltre a indicare il raggiungimento dell’obiettivo prefissato.
La conclusione la dedichiamo al maestro Alfredo de Pascale, direttore artistico dell’Associazione Napolinova, che in un momento di crisi così acuta (non solo economica ma anche legata ad uno stravolgimento degli effettivi valori musicali), è riuscito a offrire al pubblico, lungo l’arco della stagione, una serie di appuntamenti di elevato livello, quasi sempre rivolti a giovani protagonisti.

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Venerdì 1 agosto la giovanissima pianista Leonora Armellini ospite dei “Concerti al Tramonto”

Leonora Armellini a Villa San MicheleVenerdì 1 agosto, alle ore 20.00, sulla suggestiva terrazza panoramica di Villa San Michele, “Concerti al Tramonto” propone la giovanissima pianista Leonora Armellini, che ventenne già vanta nel suo curriculum un applauditissimo debutto alla Carnegie Hall di New York, affronterà brani dal repertorio di due tra gli autori più amati e noti di tutti i tempi: Schumann e Chopin.
La pianista padovana contribuisce ad arricchire il cartellone della rassegna di nomi prestigiosi: già ospite nel 2011, torna a grande richiesta, dopo aver calcato il palcoscenico dell’ultima edizione del Festival di Sanremo, unica artista di genere classico voluta fortemente da Fabio Fazio.
Nonostante la giovanissima età, infatti, Leonora è richiestissima in tutti i teatri e festival internazionali per il suo singolare approccio al pianoforte che lascia incantati chiunque abbia il privilegio di ascoltarla.
Vincitrice di numerosi concorsi, è un’esperta conoscitrice del repertorio chopiniano e fine esecutrice delle musiche di Schumann, di cui darà prova al pubblico anacaprese.

La rassegna Concerti al Tramonto, diretta dal Console On. Staffan de Mistura e organizzata dalla Fondazione Axel Munthe con la consulenza musicale del pianista svedese Love Derwinger, è realizzata con il patrocinio dell’Ambasciata di Svezia e con il contributo di Progetto Piano.

Per l’acquisto dei biglietti (prezzo concerti € 15,00; ridotto ragazzi e studenti € 5,00) basta recarsi alla biglietteria un’ora prima o, in prevendita, presso il bookshop del museo, tutti i giorni dalle 9 alle 18.
Per chi viene da Napoli vi è la possibilità di rientro con l’ultima corsa marittima
.

Per informazioni

Villa San Michele
Viale Axel Munthe, 34
80071 Anacapri (Na)
tel: +39 0818371401
fax: +39 0818373279
www.villasanmichele.eu


Ufficio Stampa
Luca Grossi
+3381483363

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Giovedì 31 luglio il maestro Angelo Castaldo ospite del Festival Organistico Internazionale “Città di Senigallia”

Organo Pinchi

Organo Pinchi

Giovedì 31 luglio (ore 21.15), il Festival Organistico Internazionale “Città di Senigallia” tornerà alla chiesa del Portone, con un recital solistico che esalterà tutti i timbri del grande organo Pinchi.
Angelo Castaldo ci farà ascoltare le musiche dei più rappresentativi autori della musica classica per organo, primo fra tutti Johann Sebastian Bach, insieme ai più grandi compositori per organo di tutti i tempi.

Dopo i grandi successi a Serra De’ Conti nella Chiesa di S. Maria “De Abbatissis”, a Corinaldo nella Chiesa di San Francesco e a Ripe di Trecastelli nella Chiesa di San Pellegrino, con il bellissimo concerto per Organo di Elisa Teglia, si torna al maestoso e imponente organo meccanico Pinchi, op. 422.
E’ uno dei più significativi strumenti dell’arte organaria italiana contemporanea ed è composto da 3 tastiere, una pedaliera e circa 2000 canne.
E’ lo strumento che segnò la nascita del Festival 13 anni fa, grazie alla donazione alla parrocchia da parte della famiglia Uccellini.

Angelo Castaldo è un maestro brillante e famoso di Pianoforte, Organo e Composizione organistica, Clavicembalo, Musica Corale e Direzione di Coro.
In qualità di organista ha suonato nei maggiori Festival Organistici italiani, in Europa, America del Sud, Australia.
Il 1° gennaio 2006 ha tenuto il “Concerto di Capodanno” nella Cattedrale di Washington (USA), trasmesso in diretta radiofonica nazionale, ed a cui RAI International ha anche dedicato uno “speciale”.
Castaldo è organista e maestro di cappella della Basilica di S. Chiara in Napoli.
Fra le sue innumerevoli ed importanti attività, ha registrato Cd in Germania, USA, Australia e ha inciso per “La Bottega Discantica” un cd al grande organo della Cattedrale di Napoli, dedicato a compositori napoletani del ‘900.

info@organsenigallia.com
www.organsenigallia.com

Ufficio Stampa: stampa@organsenigallia.com
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Giovedì 31 luglio, ore 21.15 – Chiesa Santa Maria della Neve – Portone (Senigallia)

Angelo Castaldo, organo

Programma

Dietrich Buxtehude (1637-1707)
Praeludium in G Minor BuxWV 149
Preludio al corale “Ein feste Burg ist unser Gott” BuxWV 184

Johann Sebastian Bach (1685-1750): Präludium und Fuge D-Dur BWV 532

Felix Mendelssohn (1809-1847): Sonata IV Op. 65

Alexandre Guilmant (1837-1911): Marche funèbre et Chant Séraphique op. 17

Joseph Bonnet (1884-1944): Romance

Hendrik Andriessen (1892-1981): Toccata

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Venerdì 1 agosto tre giovani allievi del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli ospiti della rassegna “Vespri d’organo in Costiera”

logo associazione trabaciIl quarto appuntamento della IV Edizione della rassegna “Vespri d’organo in Costiera” si terrà venerdì 1 agosto, alle ore 21.30 presso la Chiesa di San Francesco in Sorrento.
Protagonisti saranno Angelo Trancone, Giulio Tosti e Yumi Kyo, tre giovani allievi della Classe di Organo del Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli, che si alterneranno alla consolle dell’organo Ruffatti.
La rassegna, sponsorizzata da Ristorante Tasso, Ristorante Bagni Sant’Anna, Amadeus e Giuseppe Fontana, è a cura dell’Associazione Organistica “Giovanni Maria Trabaci” di Napoli, il cui direttore artistico è il M° Mauro Castaldo, e che ha come Presidente Onorario il Maestro Monsignor Vincenzo De Gregorio.

In programma musiche di Buxtehude, Bach, Balbastre, Boëllmann, Mendelssohn, Bossi

Ingresso libero

Informazioni:
328.3835907

Per ulteriori informazioni:
Associazione Organistica Giovanni Maria Trabaci
Via Duca di San Donato, 28 – Napoli
Tel.: 081.5634518
Cell.: 339.5389103
e.mail: associazionetrabaci@alice.it
sito web: www.trabaci.com

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Programma

D. Buxtehude (1637 – 1707): Preludio, Fuga e Ciaccona in Do (Yumi Kyo)

J. S. Bach (1675 – 1750): Largo dalla Seconda Trio Sonata (Giulio Tosti)

C. Balbastre (1724 – 1799): Cannonade (Angelo Trancone )

L. Boëllmann (1862 – 1897): Prière à Notre-Dame (Yumi Kyo)

F. Mendelssohn (1809 – 1847): Finale dalla Prima Sonata (Giulio Tosti)

M. E. Bossi (1861 – 1925): Fervore dai Tre Momenti Francescani (Angelo Trancone)

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Partono i nuovi corsi del Dipartimento Jazz del Conservatorio di Cesena

Giorgio BabbiniSabato 30 agosto 2014 scade il termine per le iscrizioni ai Corsi del Dipartimento Jazz del Conservatorio di Cesena.
Giorgio Babbini (nella foto), coordinatore del Dipartimento, illustra i passi che porteranno, a partire dal prossimo anno accademico, all’avvio “ufficiale” di questa nuova iniziativa dell’istituto romagnolo.
«Abbiamo concepito il corso di laurea in jazz in maniera precisa. Per il I livello, il cosiddetto triennio, abbiamo previsto corsi riguardanti lo strumento principale di ciascun musicista. Attiveremo i corsi di canto, pianoforte, tromba, clarinetto, sassofono, contrabbasso e batteria e, ognuno di questi, viene integrato da altre materie caratterizzanti come Armonia, Tecniche compositive, Tecniche di improvvisazione, Interazione creativa, Ear training, pratica pianistica, Storia della musica, Storia del jazz e della popular music, Videoscrittura musicale, Tecnologie dei sistemi di diffusione audio, Tecniche di arrangiamento. La vera novità riguarda il II livello, vale a dire il biennio, dove abbiamo pensato a un corso unico per tutti i musicisti, chiamato “Jazz e linguaggi musicali del nostro tempo” nel quale non si specifica il singolo strumento ma si finalizza il percorso di studi al perfezionamento del linguaggio jazzistico nei vari aspetti che lo contraddistinguono, a voler dare una preparazione musicale il più completa possibile.»

L’idea di una sezione jazz del Conservatorio di Cesena nasce, prima di tutto da una richiesta da parte degli studenti stessi e sposa poi l’esigenza di voler offrire un ventaglio ampio di proposte ai musicisti del futuro, un’offerta non finalizzata solo al modo “classico”.
«Se pensiamo alle enormi novità avvenute in quest’ultimo secolo, prosegue Babbini, il musicista oggi più competenze e abilità ha e maggiori sono le possibilità di realizzazione nella sua attività di musicista. Negli scorsi anni, il Conservatorio ha già dato vita a collaborazioni fra questo dipartimento e i “cosiddetti” corsi tradizionali per realizzare progetti interessanti come il concerto dedicato a Gorni Kramer, nel Centenario della nascita, diretto da me lo scorso anno.»

La realtà del Dipartimento Jazz del Conservatorio di Cesena è relativamente nuova e, quindi, in espansione.
«Cesena rappresenta l’unico Conservatorio della Romagna, nota Babbini. L’obiettivo sarebbe di poter stabilizzare la struttura del nostro dipartimento, anche attraverso la conversione di vecchie cattedre, doppioni per la verità poco utili che rischierebbero di chiudere per carenza di iscrizioni, in nuove cattedre appartenenti al nostro dipartimento. Visto il grande numero di studenti, ad esempio, la cattedra di Canto jazz potrebbe avere questo privilegio. Un altro importante obiettivo è quello di poter organizzare serate ed incontri in numero sempre maggiore. Il nostro Conservatorio, pur essendo uno dei più piccoli d’Italia, ha però al suo attivo, nell’arco del 2013, ben 132 serate, fra concerti, master, attività teatrali, incontri con le scuole e via dicendo che rappresentano una realtà ben consolidata nel territorio cesenate: una media di un evento ogni tre giorni. Nel raggio di un centinaio di chilometri, da Bologna a Pesaro sulla cartina, non ci sono altre realtà simili alla nostra, Il nostro territorio è quindi tutto sommato abbastanza vergine e la forza di una istituzione riconosciuta a livello ministeriale offre un valore e un prestigio al percorso che fanno i nostri studenti.»

La dimensione numerica e l’approccio innovativo vanno a tutto vantaggio della qualità dell’offerta formativa.
«Innanzitutto prevediamo un massimo di 10 allievi per classe di strumento, afferma il coordinatore. E, inoltre, nonostante l’articolazione dei corsi, abbiamo comunque cercato di alleggerire il peso orario delle materie di base per rendere meno macchinoso e più efficace il percorso di studi. L’idea è anche quella di concentrare le lezioni frontali in massimo tre giorni settimanali, proprio per evitare dispersioni di tempo nell’organizzazione del lavoro.»
La scelta dei docenti porta un ulteriore punto a favore della qualità complessiva.
«La squadra dei docenti è stata scelta tramite un regolare Concorso a titoli e i docenti per il prossimo anno sono i seguenti: Marta Raviglia, canto; Walter Paoli, batteria, Michele Francesconi, pianoforte; Stefano Senni, contrabbasso; Emiliano Rodriguez, sassofoni; Giammarco Gualandi, armonia, composizione e arrangiamento; Roberto Agostini, storia del jazz e della popular music; Manolo Nardi, tromba; Giorgio Babbini, musica d’insieme. Sono previsti inoltre corsi aggiuntivi, come già abbiamo fatto in questi anni: con la classe di Canto jazz di Marta Raviglia sono stati realizzati due Workshop, chiamati “Voce che danza, Corpo che suona”, che hanno riscosso un crescente successo anche in termini di iscrizioni aperte agli esterni.»

Dopo la scadenza del 30 agosto, giovedì 11 settembre 2014 ci saranno gli esami di ammissione.

I corsi si terranno all’interno della sede centrale di Cesena, in via Comandini.

Le informazioni relative ai successivi passaggi e alle modalità di iscrizione si possono reperire sul sito (www.conservatoriomaderna-cesena.it; info@conservatoriomaderna-cesena.it) e per telefono (Centralino 0547-28679; fax 0547-610742).

Contatti
Conservatorio Bruno Maderna
Corso Ubaldo Comandini, 1
web: www.conservatoriomaderna-cesena.it
mail: info@conservatoriomaderna-cesena.it
telefono: 0547.28679
fax: 0547.610742

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Mercoledì 30 luglio i “Concerti d’Estate di Villa Guariglia” ospitano Alexander Yakovlev, vincitore del Premio di esecuzione pianistica “A. Napolitano” – Città di Salerno” 2014

Alexander YakovlevIl magistero pianistico russo sarà di nuovo ospite del cartellone della XVII edizione dei Concerti d’Estate.
Alexander Yakovlev vincitore del Premio di esecuzione pianistica “A. Napolitano” – Città di Salerno” 2014, ritorna, mercoledì 30 luglio (ore 21, ingresso libero) per esibirsi in un rècital dedicato al pubblico di Villa Guariglia.
Il festival quest’anno è il capofila degli eventi cofinanziati con PO FESR Campania 2007 – 2013 Ob. O. 1.12 con DD.GR. n.197/2013 e n.692/2013: La Scoperta della Campania – Sessione “Giugno 2014 – Gennaio 2015” .
I “Concerti d’estate di Villa Guariglia”, che rientrano nel PO FESR Campania 2007 – 2013 Ob. O. 1.12 , si avvalgono anche del contributo ed il patrocinio del Comune di Vietri sul Mare, della Provincia di Salerno, della Camera di Commercio di Salerno, della Coldiretti Salerno, dell’EPT, della Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana, del Gal Casacastra e del Conservatorio di Musica “Giuseppe Martucci” di Salerno.
Il faro di Erchie che svetta dalla costa a picco sul Mediterraneo, riletto artisticamente da Giancapetti (il maestro della ceramica scomparso lo scorso 18 gennaio), è l’immagine del festival e si propone come una dedica a colui che seguiva abitualmente la rassegna, riservandosi un posto in seconda fila.
Anche per questa edizione, parallelamente ai concerti, si terrà la Mappa del Gusto, il format nato con il festival ed organizzato con la preziosa collaborazione della Coldiretti di Salerno che mette in campo i ristoranti del territorio per la preparazione di un menù dedicato, realizzato utilizzando solo prodotti d’eccellenza del territorio, fondendosi con l’edizione 2014 del progetto di Campagna Amica “Colti e mangiati”.
Alexander Yakovlev ha scelto di inaugurare il concerto del vincitore con una pagina di Wolfgang Amadeus Mozart.
Il 23 settembre del 1777 il genio di Salisburgo partì per Parigi con la madre.
Il viaggio toccò Monaco, Augsburg, Mannheim ed infine Parigi.
A Mannheim Mozart frequentò Christian Cannabich, direttore dell’orchestra di corte ed esponente della seconda generazione di Mannheimer; per la quindicenne figlia di Cannabich, Rosa, Mozart scrisse la Sonata in Do Maggiore KV 309, che fu pubblicata l’anno successivo a Parigi.
Il primo movimento comincia con un motto iniziale all’unisono.
Nella transizione al secondo tema Mozart inserì una caratteristica musicale locale in omaggio alla città di Mannheim che lo ospitava: sono quegli staccati ascendenti meglio conosciuti come “Mannheim racket”.
Nel secondo movimento sembra che Mozart abbia voluto raffigurare musicalmente il carattere di Rosa Cannabich, cui era dedicata la sonata, e per sua stessa ammissione pare ci fosse riuscito esattamente (lettera del 6 dicembre 1777).
Sembra che Mozart fosse molto soddisfatto dell’esecuzione che la dedicataria realizzò di questa sonata, in particolare dell’ultimo movimento che si adeguava perfettamente alle sue capacità tastieristiche.
Seguiranno gli Studi sinfonici, op.13 di Robert Schumann.
Siamo talmente avvezzi al titolo di Schumann che non facciamo più caso al paradosso in esso contenuto.
In verità vi fece caso Schumann stesso quando, nel 1852, ripubblicò la sua op. 13, ritoccata, con il titolo Studi in forma di variazioni.
E Studi sinfonici non era stato del resto il primo titolo: il primo fu Variazioni patetiche, il secondo Fantasie e finale, il terzo Studi di carattere orchestrale.
Schumann, nel 1837, optò per Studi sinfonici, versione abbreviata di Studi di carattere orchestrale, perché l’ampliamento delle possibilità coloristiche, provocato dall’adozione generalizzata delle barre e placche metalliche di tensione e della copertura del martelletto in feltro (invece che in pelle), portava il pianoforte a rivaleggiare con l’orchestra.
Negli Studi sinfonici Schumann adottò in larga misura disposizioni dell’evento sonoro tipiche dell’orchestra, e poi dell’organo (Studio n. 8), ed infine… del pianoforte (Studio n. 11): il nuovo pianoforte, in altre parole, poteva fare ciò che faceva l’orchestra, ma poteva anche andar oltre l’orchestra, scoprendo un nuovo territorio di sovrapposizioni di sonorità limpide e di macchie sonore indistinte, tanto che lo Studio n. 11 viene visto da qualcuno come lontana premonizione di Ondine di Ravel.
Per ottenere ciò diventava essenziale la tonalità, cioè l’uso di tutti i tasti neri con una particolare posizione della mano che favorisce il controllo capillare della discesa del tasto.
Schumann, non-pianista, si affiancava così ai pianisti Chopin e Liszt, che in quegli anni stavano sviluppando una tecnica del suono pianistico innovativa, anzi, rivoluzionaria.
La dolorosa e statica bellezza del semplice tema comincia ad animarsi già nella Prima Variazione (Un poco più vivo), mentre già dalla Seconda Variazione, al di sotto di un canto intenso e appassionato, la scrittura pianistica si fa sempre più densa e complessa per alleggerirsi poi all’improvviso nel luminoso virtuosismo del Terzo Studio; la figura discendente del tema viene ripresa a canone nei secchi accordi della Terza Variazione che sfocia direttamente nella Quarta (Scherzando), anch’essa costruita su accordi che introducono però un’atmosfera più leggera, contraddetta ancora una volta dall’esplosione virtuosistica della Quinta Variazione (Agitato).
Questa alternanza, talvolta perfino violenta, di atmosfere diverse continua anche nelle Variazioni seguenti, con lo slancio virtuosistico e appassionato della Sesta Variazione, del Nono Studio e dell’Ottava Variazione e le parentesi intensissime della Settima e, soprattutto della Nona Variazione, vertice sommo di intensità espressiva, raffinatezza di scrittura, ricerca timbrica. Spentasi in lontananza l’eco di quest’ultima, straordinaria Variazione, esplode con un contrasto tanto più amplificato il Finale (Allegro brillante), un ampio e sonoro rondò di quasi duecento battute che utilizza materiale tematico tratto dall’opera Der Tempier und die Jüdin di Heinrich August Marschner (1795-1861) e in particolare della romanza “Du stolzes England, Freuedich”; si tratta di un ulteriore omaggio di Schumann al suo amico inglese dedicatario dell’opera, il compositore William Sterndale Bennett.
Finale di serata affidato al titolo con cui Alexander è stato incoronato vincitore sul prestigioso palcoscenico del teatro Verdi di Salerno: “Quadri di un’esposizione” di Modest Musorgskij.
Il compositore russo scrisse il suo capolavoro nel 1874, ispirandosi ai quadri ed acquerelli del pittore ed architetto Victor Alexandrovich Hartmann, cui era legato da profonda amicizia.
Entrambi aspiravano ad un’arte legata alle radici culturali della loro terra, al suo folklore ed alle sue tradizioni, rifiutando influenze straniere.
Durante la visita alla mostra, dedicata appunto ad Hartmann, un anno dopo la sua scomparsa, Musorgskij rimase affascinato dalle opere ed in tre settimane, tra giugno e luglio, scrisse l’opera, che verrà pubblicata postuma solo sei anni dopo la morte del compositore.
L’opera è composta da quindici, dieci ispirati ai quadri e cinque Promenades, che rappresentano il movimento dell’osservatore da una tela all’altra ed uno ad uno.
Le Promenades, chiaramente riconoscibili, presentano tutte lo stesso tema con variazioni più o meno marcate, quasi a far risaltare l’emozione del visitatore per il quadro appena visto e l’attesa per quello successivo, e fungono da elemento di coesione dell’opera basata su forti contrasti tra i vari soggetti.
La prima Promenade ci porta davanti al ritratto inquietante e demoniaco dello Gnomus (in origine uno schiaccianoci), un piccolo gnomo deforme immaginato in una danza grottesca tra urla e balzi tra le ombre.
La seconda Promenade, dai toni più dolci rispetto alla prima ci guida fino alle porte de Il vecchio castello; un’immagine che descrive una torre medievale, probabilmente dipinta da Hartmann durante un viaggio in Italia, ai cui piedi un menestrello canta una serenata.
Il primo tema è un cantabile nostalgico, il secondo è elegiaco, mentre il terzo, dal ritmo lentissimo, a poco a poco, svanisce.
La terza Promenade è eclatante e ci introduce alle Tuileries.
Questo movimento dal tono giocoso e spiritoso descrive dei bambini che giocano nei Giardini delle Tuileries di Parigi.
Si passa, senza “passeggiata”, a Bydlo. Una musica grave e ritmata descrive con un crescendo iniziale, un lento degradare ed un pianissimo finale, l’incedere pesante di un carro trainato da buoi (bydlo in polacco) lungo il suo inesorabile cammino.
Una quarta Promenade, leggera, quasi in punta di piedi, ci porta al Balletto dei pulcini nei loro gusci.
Un brano pieno di humor dove lo scorrere delle note richiama i pigolii ed il tipico zampettare dei pulcini.
Di nuovo senza “passeggiata”, il brano Samuel Goldenberg & Schmuyle.
Musorgskij unisce due quadri con un unico brano che descrive la conversazione tra i due personaggi ebrei polacchi.
Il ricco Samuel Goldenberg, è rappresentato con un tema grave e pomposo, la melodia si ispira ad un canto autentico ebreo, mentre per il povero Schmuyle il motivo è più acuto e lamentoso.
I due temi si sovrappongono fino a quando il primo personaggio si sbarazza dell’altro, importuno e la musica grave sopraffà quella acuta.
La quinta Promenade, praticamente identica alla prima, arriva Al mercato di Limoges, grande scena di animazione popolare, festosa di colori per la quale Musorgskij immagina i dialoghi buffi tra i popolani.
Ad un tratto la musica piomba bruscamente negli abissi delle Catacombae con un brano lentissimo dai forti contrasti dinamici quasi a voler simulare il suono di un organo.
Cum mortuis in lingua mortua rappresenta la “passeggiata” del compositore tra le Catacombe.
E’ una variazione sul tema della Promenade.
L’ispirazione, in questo caso, non viene da un quadro, ma è un momento dedicato al ricordo ed ai pensieri di Musorgskij sulla morte dell’amico Hartmann.
Da una antica fiaba russa irrompe La capanna sulle zampe di gallina, la casa della strega Baba Yaga.
La musica incalzante, cupa e minacciosa raffigura la strega che volteggia in aria con la sua scopa per riapparire e lasciare il passo al brano finale, La grande porta di Kiev, ispirato ad un progetto dello stesso Hartmann che non vide mai la luce.
E’ costituito dallo tema delle Promenade, in forma epica e grandiosa a descrive la magnificenza dell’edificio, alternato ad un corale di tipo religioso, fino alla spettacolare conclusione.

Ufficio Stampa
Concita De Luca
328 0261294
Olga Chieffi
347 8814172

Ufficio Stampa del Comune di Vietri sul Mare:
Andrea Pellegrino
340 0698165

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La Mappa del Gusto
Chiudere gli occhi. Assaporare una forchettata di tagliolini allo zafferano, conditi con un pesto di nocciole tonde di Giffoni, o un’insalatina di seppioline, aromatizzata con il limone sfusato amalfitano. Lasciarsi andare alle sensazioni che il palato suggerisce.
Poi, recuperare dai cassetti della memoria le immagini che la mente custodisce: la costiera che corre lungo i Monti Lattari, le verdeggianti terre dei Picentini, la vegetazione rigogliosa del Vallo di Diano ed il mare color acquamarina che bagna il Cilento.
Il tutto racchiuso in un piatto, sintesi di quei sapori che rendono sempre più unica la nostra Campania.
E’ un viaggio dei sensi quello che questa edizione della Mappa del Gusto dei Concerti d’estate di Villa Guariglia propone ai suoi gourmet.
Quindici sono le tappe come del resto quindici sono i ristoranti che dal 10 luglio proporranno menù tematici.
Scelto un prodotto tipico, allo chef il compito di reinventarlo e combinarlo seguendo le pagine del suo personale ricettario.
E’ tutto qui il segreto della proposta: ogni piatto che è presente in carta è l’opera del suo inventore, pardon “compositore del gusto” (visto che parliamo anche di musica).
Quest’originale libro dei saperi e dei sapori si fonde perfettamente al progetto della Coldiretti di Salerno per Campagna Amica, “Colti e Mangiati”, che punta i riflettori sulla ristorazione di qualità ed al tempo stesso ad una tracciabilità dei prodotti, garantita dalla passione e dalla professionalità degli imprenditori agricoli del territorio.
C’è una data, in questa edizione dei Concerti d’estate, il 24 luglio, che avrà come scenografia naturale il caratteristico panorama del Cilento che si gode dalla terrazza di Cuccaro Vetere.
In concerto, I Musicastoria.
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Mercoledì 30 luglio a “Sorrento Classica” l’omaggio a Caruso del tenore Vincenzo Costanzo

Manifesto Sorrento Classica 2014Dopo il successo al Teatro di San Carlo, con la “Madama Butterfly” firmata da Pippo Delbono, arriva a Sorrento Classica, Vincenzo Costanzo uno dei tenori più giovani del panorama lirico mondiale, già molto amato da critica e pubblico.
Un appuntamento d’eccezione per la rassegna che anche quest’anno si tiene all’interno del suggestivo Chiostro di S. Francesco a Sorrento (organizzata dalla S.C.S. Società dei Concerti di Sorrento, in collaborazione con il Comune e il sostegno della Regione Campania), sotto la direzione artistica di Paolo Scibilia.
Il titolo del concerto di mercoledì 30 luglio (Chiostro di San Francesco, ore 21.15) è “Omaggio ad Enrico Caruso: sinfonie, arie e duetti d’opera, canzoni napoletane d’autore”.
Con Vincenzo Costanzo si esibirà anche il baritono Ernesto Petti.
Ad accompagnare i cantanti la Russian Symphony Orchestra, diretta dal maestro Leonardo Quadrini.

Il programma prevede Capriccio italiano di Pëtr Il’ič Čajkovskij, Recondita armonia, dalla “Tosca” di Giacomo Puccini, Il balen del suo sorriso, dal “Trovatore” di Giuseppe Verdi, No puede ser, da “La tabernera del puerto”, zarzuela di Pablo Sorozábal, Di Provenza, il mar, il suol, da “La Traviata” di Giuseppe Verdi, Addio fiorito asil, da “Madama Butterfly” di Giacomo Puccini, Sinfonia, da “Nabucco” di Giuseppe Verdi e, infine, alcune canzoni classiche napoletane di autori vari.

Ingresso a pagamento fino ad esaurimento posti a sedere
Biglietteria all’ingresso chiostro S. Francesco prima del concerto, dalle ore 20.30.
Orario, luogo e programma potrebbero subire variazioni in caso di forza maggiore.
In caso di maltempo i concerti si terranno presso l’ Azienda di Soggiorno e Turismo

Costo del biglietto:
Intero: 15 Euro
Ridotto: € 10, 00 (14 luglio solo intero).
Il ricavato della biglietteria sarà devoluto per beneficenza

I possessori del biglietto d’ingresso hanno diritto allo sconto del 10% presso i ristoranti aderenti.

Ufficio Stampa
Raffaella Tramontano
Mail: raffaella.tramontano@gmail.com
Mob: +39 392 8860966

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Vincenzo Costanzo
E’ uno dei più giovani tenori del panorama lirico mondiale.
Nato nel 1991, ha iniziato la sua formazione musicale all’età di sei anni cantando nel coro delle voci bianche del Teatro San Carlo di Napoli.
All’età di 11 anni debutta come solista nell’Opera Lo Schiaccianoci.
Ha studiato pianoforte e solfeggio presso il Conservatorio di Avellino con il Maestro Orsini.
Parallelamente si Laurea in Ingegneria Informatica con il massimo dei voti (110 e lode).
Ha iniziato lo studio del canto con il M° Marcello Ferraresi, figlio del famoso violinista M° Aldo Ferraresi, successivamente con il maestro Piero Giuliacci e il maestro Marco Berti.
Nonostante la sua giovane età, ha già avuto l’opportunità di conoscere e lavorare con registi e direttori di fama internazionale quali Franco Zeffirelli all’Arena di Verona, Liliana Cavani al Liceu di Barcellona, e il maestro Daniel Oren.
Nel 2013 debutta nel ruolo di Rodolfo nell’opera Luisa Miller a Busseto in occasione del Bicentenario Verdiano sotto la Direzione del Maestro Donato Renzetti e con la straordinaria collaborazione, per la messa in scena teatrale, del baritono Leo Nucci. Subito dopo, con la stessa opera va in scena al Comunale di Piacenza e successivamente al Teatro Comunale di Ferrara e al Teatro Dante Alighieri di Ravenna suscitando grande successo da parte di pubblico e critica.
Sempre nel 2013 debutta nel ruolo di Alfredo Germont nella Traviata diretta dal maestro Daniel Oren al Guangzhou Opera House, allestimento del Royal Opera House Covent Garden.
Dopo l’esperienza in Cina prende parte nell’allestimento di Traviata alla Scala di Milano per l’apertura della stagione 2013/2014 come cover del tenore Piotr Beczala. Questo gli dà la possibilità di lavorare a stretto contatto con grandi artisti quali Daniele Gatti, Dmitri Tcherniakov, Diana Damrau, Željko Lučić.
Nel 2014 debutta nel ruolo di Pinkerton in Madama Butterfly al Maggio Musicale Fiorentino sotto la direzione di Juraj Valcuha e successivamente prende parte alla produzione di Simon Boccanegra al Teatro Municipale di Piacenza con la regia di Riccardo Canessa come cover del tenore Fabio Sartori.
Negli ultimi mesi ha interpretato il ruolo di Pinkerton (Madama Butterfly) al Teatro “La Fenice” di Venezia e al Teatro San Carlo di Napoli.

Ernesto Petti
Baritono, inizia lo studio del canto all’età di 18 anni con il maestro Otello Visconti a Napoli.
Nel 2010 si diploma presso l’Accademia di Torre del Lago Puccini, ove ha studiato con il tenore Marco Berti.
Ha vinto il primo premio al concorso Francesco Albanese di Napoli e ha vinto il secondo premio al concorso “Ravello Città della Musica” a Ravello.
Ernesto Petti ha debuttato nel 2009 nel ruolo di Eagro nella rara edizione di Johann Christian Bach di Orfeo ed Euridice di Gluck al Festival Valle d’Itria a Martina Franca e nello stesso anno nella Cendrillon di Viardot.
Due anni dopo torna allo stesso festival per cantare nel ruolo di Der Offizier in Der Diktator di Krenek, riscuotendo ampio successo di critica.
Ha inoltre partecipato alla produzione di Torre del Lago de La Fanciulla del West, che ha celebrato il centenario di questa grande composizione
Altre apparizioni includono La Traviata alla Scala di Milano, Carmen al San Carlo di Napoli, Macbeth al Teatro Coccia di Novara con la regia di Dario Argento, Simon Boccanegra al Teatro Municipale di Piacenza e poi a Modena.
Ernesto Petti ha dato numerosi concerti a Lucca al Teatro del Giglio, a Vienna all’istituto culturale, Martina Franca, e in Lugo, un recital wagneriano con il soprano Ausrine Stundyte, Amici della Scala di Milano.

Leonardo Quadrini
Direttore d’orchestra e personaggio di spicco della scena musicale nazionale e internazionale, è docente titolare di cattedra presso il conservatorio statale “D. Cimarosa” di Avellino, Ispettore Onorario del Ministero Beni Culturali, per la tutela degli strumenti storici, e direttore artistico onorifico dello storico Teatro dell’Opera e Operetta “Elena Teodorini” di Craiova in Romania.
Ha sostenuto circa 1500 concerti in 4 continenti e nelle maggiori capitali (Madrid, Helsinki, Sidney, New York, Miami, Seoul, Roma, Atene, Sofia, Bucarest, Zurigo, Tirana, Skopje, Minsk, Venezia, Torino, Milano ecc. ecc.) collaborando con solisti internazionali: Katia Ricciarelli, Cecilia Gasdia, Fiorenza Cossotto, Antonella Ruggiero,Giorgio Merighi, Peppino Principe, Chiara Taigi, Paola Romanò, gli Archi del Teatro alla Scala di Milano.
Diplomato in Direzione d’orchestra, strumentazione per banda, musica corale e direzione di coro, organo e composizione organistica, pianoforte “Summa cum laude”.
Ha diretto circa 20 titoli lirici, inciso 6 Cd, 2 video cassette e 1 DVD.
A testimonianza della popolarità acquisita nelle ultime trasmissioni televisive: “CASARAIUNO” di Massimo Giletti ”, La vita in diretta” Rai Uno di Cucuzza; “Nel nome del cuore” – RaiUno presentata da Milly Carlucci dalla basilica di Assisi, “Venezia, la luna e…tu” – Rai Uno, presentato da Mara Venier e Katia Ricciarelli “Napoli, prima e dopo” Rai Uno, condotta da Luisa Corna, RaiSat, Requiem di Mozart registrato nel duomo di Orvieto; dalla cattedrale di Tirana il concerto in eurovisione per la beatificazione di Madre Teresa di Calcutta, in mondovisione su TelepaceSat, il concerto con Cecilia Gasdia, per la laurea honoris causa al presidente Giulio Andreotti dall’aula magna dell’università Lateranense, per “Ragusani nel mondo” dalla cattedrale in diretta su MediterraneaSat, patrocinato dal ministro Tremaglia per gli italiano nel mondo, il NabuccoDay sullo storico pianoforte Steinway &Sons di G. Verdi accompagnando i soprani Ricciarelli, Taigi e Canzian (in diretta radiofonica mondiale) in arie di Verdi, visibili su internet –Nabucco Day.

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