Marco Faelli nominato Maestro del Coro del Teatro di San Carlo

Logo Teatro di San CarloNapoli – 23 ottobre 2014.
In data odierna è stato incaricato quale Maestro del Coro del Teatro di San Carlo, il M.° Marco Faelli, per la Stagione Artistica 2014 – 2015.
Il Maestro inizierà la propria attività a partire dalla preparazione del Trovatore, titolo di apertura della prossima Stagione d’Opera.
La Direzione del Teatro di San Carlo, preso atto della sofferta decisione del Maestro del Coro Salvatore Caputo di rinunciare all’incarico napoletano per il Teatro di Bordeaux, ha voluto assicurare un’adeguata continuità artistica ed operativa alla propria compagine.

Marco Faelli
Marco FaelliLaureato in Fisica Teorica presso l’Università di Parma, Marco Faelli, dopo gli studi di Composizione con Bruno Bettinelli, si è diplomato in Direzione d’Orchestra presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano.
Dal 1980 al 1986 è stato prima Assistente alla Direzione del Coro, Direttore del Coro di Voci Bianche e quindi Altro Maestro del Coro presso il Teatro alla Scala di Milano, dove ha collaborato con Romano Gandolfi (di cui è stato allievo per la direzione corale) e Giulio Bertola.
E’ stato poi Direttore del coro al Teatro Carlo Felice di Genova, al Teatro Regio di Parma, alla Fondazione “Arturo Toscanini” di Parma, all’Arena di Verona e dal 2011 è Direttore del Coro presso il Teatro Lirico di Cagliari.
Ha collaborato come Direttore del Coro con i complessi di Radio France e della Radiotelevisione Spagnola.
Con i complessi da lui fondati, il “Collegium Farnesianum” (orchestra barocca che opera con strumenti originali), il “Coro Cameristico Maria Luigia” e il “Coro Filarmonico di Parma”, si è dedicato anche alla musica antica, curando la ricerca, la trascrizione, la riproposta di numerose opere inedite, con speciale attenzione ai criteri esecutivi filologici.
E’ stato Direttore Artistico della rassegna di musica barocca “Incontri Musicali Farnesiani”, che si svolge a Parma dal 1997, e di cui è stato fondatore.
Ha svolto attività saggistica in campo musicologico. In collaborazione con Romano Gandolfi ha pubblicato un saggio sulla direzione corale “Magia del coro”.
E’ stato Consulente Artistico del Teatro Lirico di Cagliari.
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“Quadri di un’esposizione”: Maurizio Baglini spalanca la porta di Kiev

Copertina cd Decca BagliniE’ stata orchestrata da compositori come Ravel e Rimskij-Korsakov, interpretata da giganti della tastiera come Richter o Horowitz, perfino rielaborata con chitarre elettriche dalle rockstar Emerson, Lake & Palmer.
Ma il 39enne pianista Maurizio Baglini non si sottrae alle sfide e, per l’etichetta Decca, porta in sala di registrazione la suite Quadri di un’esposizione di Modest Mussorgsky: intramontabile capolavoro musicale dell’Ottocento russo, con atmosfere indimenticabili come Il vecchio castello e La grande porta di Kiev, la capitale dell’Ucraina oggi al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica mondiale.
La sua nuova, e sorprendente, interpretazione fa parte di un doppio CD che raccoglie – per la prima volta nel prestigioso catalogo Decca Universal – tutta la produzione per pianoforte di Mussorgsky: 113 minuti di musica che comprendono brani di rara esecuzione, come la malinconica Capricieuse e la dolcissima Una lacrima.
Dell’integrale pianistica fa parte anche la Sonata in Do maggiore a quattro mani, dove Baglini duetta con il pianista Roberto Prosseda.

Negli ultimi dieci anni Baglini ha interpretato spesso i Quadri dal vivo, dalla Salle Gaveau alla Tokio Kioi Hall: “La suite di Mussorgsky vanta una storia interpretativa gloriosa – commenta – ma credo che oggi sia giusto rileggerla in una nuova chiave, più vicina a questo nostro tempo inquieto e travagliato. Nel disco ho cercato di comunicare nel modo più attuale e personale possibile soprattutto la tensione psicologica che percorre l’opera”.
Del cd fanno parte anche fogli d’album meno noti, se non dimenticati.
“Nonostante internet – continua Baglini – recuperare le edizioni critiche originali di alcuni di questi brani è stata una caccia al tesoro: un’operazione di recupero complessa che ha permesso di riportare alla luce dei gioielli”.

Il CD è stato registrato al Teatro Comunale “Verdi” di Pordenone il 5, 6 e 7 luglio 2014 sul grancoda Fazioli F278 1660 di Maurizio Baglini.
Numero di catalogo: 481 1413 – 2 CD AL PREZZO DI 1.
Street Date: 11 novembre 2014.
Disponibile anche online: Ibs, Amazon e iTunes.
Info: http://www.universalmusic.it/classica/

Maurizio Baglini
Il pianista Maurizio Baglini è tra i musicisti più brillanti sulla scena internazionale. Nato a Pisa nel 1975 e vincitore a 24 anni del “World Music Piano Master” di Montecarlo, ha al suo attivo un’intensa carriera in Europa, America e Asia: oltre milleduecento concerti come solista e mille di musica da camera in sedi prestigiose come la Salle Gaveau di Parigi, la Victoria Hall di Ginevra, il Festival dei 2 Mondi di Spoleto e il Kennedy Center di Washington. Il suo vasto repertorio spazia da Byrd alla musica contemporanea, con riferimenti importanti a Chopin, Liszt e Schumann. Suona stabilmente anche con la violoncellista Silvia Chiesa: al loro duo sono dedicate una Suite di Azio Corghi e una Sonata di Gianluca Cascioli.

Pubblicati in esclusiva da Decca/Universal, i suoi cd più recenti hanno raccolto ampi consensi dalla critica nazionale e internazionale: nel 2011 Rêves, con i capolavori per pianoforte solo di Liszt (premio “Année Liszt en France”); nel 2012 Cello Sonatas, in duo con Silvia Chiesa, con le Sonate di Brahms e l’“Arpeggione” di Schubert, e Schumann: Carnaval; nel 2013 Domenico Scarlatti: in tempo di danza. Dal 2012, insieme con l’artista multimediale Giuseppe Andrea L’Abbate, porta avanti anche il progetto “Web Piano”, che abbina l’interpretazione dal vivo di grandi capolavori pianistici – come il Carnevale di Vienna di Schumann o Images di Debussy – a una narrazione visiva originale e di grande impatto, proiettata su grande schermo. Tra le applaudite tappe della performance: il festival La Roque d’Antheron e il Teatro Comunale di Carpi.
E’ direttore artistico della rassegna internazionale di musica da camera Amiata Piano Festival e, da marzo 2013, consulente artistico per la danza e per la musica del Teatro Comunale “Verdi” di Pordenone.
Suona un grancoda Fazioli.
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Sabato 25 ottobre Maurizio Baglini debutta al Maggio Musicale Fiorentino

Foto Grazia Lissi

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Maurizio Baglini debutta nel cartellone del Maggio Musicale Fiorentino.
Sabato 25 ottobre, alle 20.30, il pianista sarà sul palco del Teatro dell’Opera di Firenze dove – insieme con l’Orchestra del Maggio diretta da Daniel Cohen – eseguirà la Burleske di Richard Strauss e le Variazioni sinfoniche di Franck.
In programma anche il Prélude à l’après-midi d’un faune di Debussy e il Don Juan di Strauss.
Maggiori informazioni al link http://www.operadifirenze.it/events/daniel-cohen-maurizio-baglini/

Il concerto si inserisce in una ricca serie di appuntamenti.
Di ritorno da un concerto in Belgio, a Torhout con la violoncellista Silvia Chiesa, Baglini volerà a New York per un concerto, sempre con Silvia Chiesa, alla Klavierhaus/Fazioli (31 ottobre), ma anche per correre la celebre Maratona il 2 novembre.
Il pianista è infatti appassionato di podismo e ha già partecipato alle gare di Berlino, Parigi e Pisa, alla Cortina-Dobbiaco Run e alla Vienna City Marathon.
A novembre ha in agenda i concerti al Villa d’Este Wine Symposium di Cernobbio, Como, con il violinista Nicolas Dautricourt e Silvia Chiesa (8) e a Perreux-sur-Marne, in Francia, con il Quatuor Tana e l’attore Richard Bohringer (12).
A dicembre lo attendono il récital a Milano per la Società dei Concerti (3), il concerto con I Virtuosi Italiani a Montecarotto, Ancona, per il Festival Pergolesi Spontini (7), il récital al Musée D’Orsay di Parigi (9), infine due appuntamenti cameristici al Teatro Ponchielli di Cremona (10) e al Teatro Palladium di Roma (18).
Sempre a novembre uscirà il suo nuovo doppio cd per Decca/Universal con l’integrale pianistica di Mussorgsky.

Maurizio Baglini
Il pianista Maurizio Baglini è tra i musicisti più brillanti sulla scena internazionale.
Nato a Pisa nel 1975 e vincitore a 24 anni del “World Music Piano Master” di Montecarlo, ha al suo attivo un’intensa carriera in Europa, America e Asia: oltre milleduecento concerti come solista e mille di musica da camera in sedi prestigiose come la Salle Gaveau di Parigi, la Victoria Hall di Ginevra, il Festival dei 2 Mondi di Spoleto e il Kennedy Center di Washington.
Il suo vasto repertorio spazia da Byrd alla musica contemporanea, con riferimenti importanti a Chopin, Liszt e Schumann. Suona stabilmente anche con la violoncellista Silvia Chiesa: al loro duo sono dedicate una Suite di Azio Corghi e una Sonata di Gianluca Cascioli.
Pubblicati in esclusiva da Decca/Universal, i suoi cd più recenti hanno raccolto ampi consensi dalla critica nazionale e internazionale: nel 2011 Rêves, con i capolavori per pianoforte solo di Liszt (premio “Année Liszt en France”); nel 2011 Cello Sonatas, in duo con Silvia Chiesa, con le Sonate di Brahms e l’ “Arpeggione” di Schubert, e Schumann: Carnaval; a inizio 2014 Domenico Scarlatti: in tempo di danza.
A novembre 2014 uscirà il doppio cd con l’integrale pianistica di Mussorgsky.
Dal 2012, insieme con l’artista multimediale Giuseppe Andrea L’Abbate, porta avanti anche il progetto “Web Piano”, che abbina l’interpretazione dal vivo di grandi capolavori pianistici – come il Carnevale di Vienna di Schumann o Images di Debussy – a una narrazione visiva originale e di grande impatto, proiettata su grande schermo. Tra le applaudite tappe della performance: il festival La Roque d’Antheron e il Teatro Comunale di Carpi.
E’ direttore artistico della rassegna internazionale di musica da camera Amiata Piano Festival e, dal 2013, consulente artistico per la danza e per la musica del Teatro Comunale “Verdi” di Pordenone.
Suona un grancoda Fazioli.
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Mercoledì 29 ottobre il quintetto Comanda Barabba allo Zingarò Jazz Club di Faenza

Comanda BarabbaMercoledì 29 ottobre 2014, alle ore 22, sarà il quintetto Comanda Barabba il protagonista dell’appuntamento settimanale con lo Zingarò Jazz Club di Faenza (via Campidori, 11).
La formazione è composta da Tim Trevor-Briscoe al sax contralto e al clarinetto, da Christian Ferlaino al sax baritono e al sax contralto, da Nicola Guazzaloca al pianoforte, da Luca Bernard al contrabbasso e da Gaetano Alfonsi alla batteria.

La serata è ad ingresso libero e avrà inizio alle 22.

Composizione, interplay, sviluppo di un linguaggio personale all’interno della “grammatica” delle musiche di ricerca: queste le particolarità caratteristiche del repertorio e dalle modalità improvvisative di Comanda Barabba.
Il quintetto disegna una sintesi irriverente e consistente tra le anime del jazz moderno all’interno dei riferimenti estetici delle avanguardie, storiche e moderne.

I cinque musicisti hanno registrato il loro primo album – intitolato Live in Rome – negli studi Rai Radio3 per il programma Battiti.
Nel 2011 la band viene nuovamente invitata ad esibirsi dal vivo presso gli studi Rai Radio3 e in quell’occasione viene registrato Jazz Resistant, secondo lavoro pubblicato nel 2013 dalla Rudi Records.
Nel corso della propria attività Comanda Barabba ha partecipato a numerosi festival e rassegne dedicate al jazz ed alle musiche non convenzionali, esibendosi nei contesti più disparati nell’ambito di un percorso che evidenzia la modalità del collettivo come punto di forza in oltre dieci anni di attività.

Il programma dello Zingarò Jazz Club prosegue mercoledì 5 novembre 2014 con il concerto del Lorenzo Capello 4et e la presentazione del nuovo lavoro Dagli Appendini alle ante.
La formazione è composta da Lorenzo Capello alla batteria, Antonio Gallucci ai sassofoni, Lorenzo Paesani al pianoforte e Michele Anelli al contrabbasso.

Zingarò Jazz Club
Via Campidori, 11
Faenza (RA)
Tel: +39.0546.21560
web: www.twitter.com/zingarojazzclub
e-mail: info@ristorantezingaro.com

Direzione Artistica:
Michele Francesconi
www.michelefrancesconi.com

Rapporti con la Stampa:
Fabio Ciminiera
e-mail: fabiociminiera@jazzconvention.net
mob: +39.347.4098632
skype: fabio.ciminiera

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Zingarò jazz club

Zingarò Jazz Club
Programma  Ottobre-Novembre 2014

29 Ottobre 2014
Comanda Barabba
Tim Trevor-Briscoe. sax contralto, clarinetto
Christian Ferlaino. sax baritono, sax contralto
Nicola Guazzaloca. pianoforte
Luca Bernard. contrabbasso
Gaetano Alfonsi. Batteria

5 Novembre 2014
Lorenzo Capello 4et
Lorenzo Capello. batteria
Antonio Gallucci. sassofoni
Lorenzo Paesani. pianoforte
Michele Anelli. contrabbasso

12 Novembre 2014
Hobby Horse
Dan Kinzelman. sassofono, clarinetti, flauti, tastiere, percussioni, voce
Joe Rehmer. contrabbasso, tastiere, voce
Stefano Tamborrino. batteria, percussioni, voce

19 Novembre 2014
Fabrizio Gaudino As One 5et
Fabrizio Gaudino. tromba
Andrea Santaniello. sassofoni
Mino Lanzieri. chitarra
Antonio Napolitano. contrabbasso
Luigi Del Prete. batteria

26 Novembre 2014
Del Barrio + Massimo Valentini
Hilario Baggini. strumenti etnici a fiato, chitarra, charango, ronroco, voce
Andrés Langer. piano, synth, fisarmonica, voce
Marco Zanotti. batteria, percussioni
Massimo Valentini. sax soprano
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Domenica 26 ottobre la rassegna “L’arte nella casa di D’Annunzio” propone “Il Bello e il Brutto” con Ezio Budini e Marco Di Battista

Casa natale di Gabriele d'Annunzio - Pescara

Casa natale di Gabriele d’Annunzio – Pescara

Domenica 26 ottobre 2014, alle ore 16.00, Ezio Budini e Marco Di Battista si esibiranno nel reading Il Bello e il Brutto presso la Casa Natale di Gabriele D’Annunzio (Corso Manthoné 111 – Pescara), nell’ambito della ventesima edizione della manifestazione L’arte nella casa di D’Annunzio organizzata dall’Intercral Abruzzo.

Lo spettacolo è ad ingresso libero.

Uno sguardo su alcuni dei grandi scrittori italiani del ‘900 – Buzzati, Calvino, Campanile ed altri – che in modo ironico ed impertinente hanno trattato i temi eterni dell’amore, della morte e delle infinite debolezze umane. Uno sguardo cinico, pungente, dissacrante e al contempo scanzonato sulla condizione dell’ uomo mediocre, ma alle volte vittima della mediocrità che lo circonda, in un mondo beffardo e spietato che lo mette a dura prova.
Lo spettacolo mantiene, nella sua struttura, il filo conduttore dell’auto-ironia, della divertita consapevolezza dei propri limiti, della sardonica risata sull’esistenza/resistenza umana, che gli stessi autori, tra sarcasmo ed amarezza, ci restituiscono con grande efficacia.

Contatti
Ufficio Stampa Marco Di Battista
Fabio Ciminiera
www.marcodibattista.com
www.myspace.com/marcodibattista
e-mail: press@marcodibattista.com
mob: +39.347.4098632
skype: fabio.ciminiera

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Marco Di Battista
Marco Di BattistaLaureato in jazz e popular music, dal 1996, in qualità di didatta, Marco Di Battista insegna piano jazz, musica d’insieme e armonia jazz.
È stato cotitolare, nel 2012, della cattedra di storia del jazz presso il conservatorio di Monopoli.
Inoltre, ha realizzato alcuni video tutorial didattici e cura in internet un corso di piano jazz sincrono di e-learning.
Marco Di Battista svolge regolare attività concertistica suonando in Italia e all’estero e ha collaborato con i migliori musicisti della scena italiana ed internazionale.
Ha registrato sette dischi a suo nome ed è presente come “sideman” in molti lavori.
Nel 2000 ha fondato il webmagazine Jazz Convention, che dirige tuttora, e, per la tv, ha curato diversi programmi riguardanti il jazz come autore e come conduttore. Ha scritto testi e musica per spettacoli teatrali di jazz.
Nel 2012 ha pubblicato Lennie Tristano, C-Minor Complex, volume dedicato al celebre brano del pianista statunitense con la trascrizione completa e un ritratto artistico e biografico di Tristano.
Nel 2014, infine, ha pubblicato il libro Improvvisazione Jazz Consapevole (volume 1), non un semplice manuale ma un saggio che offre al musicista numerosi strumenti per entrare in maniera informata e lucida nel mondo dell’improvvisazione.

Ezio Budini
Ezio-BudiniAttore e regista, sviluppa la sua formazione attoriale seguendo diversi laboratori sul teatro di Grotowski, Alschitz, Costa, Stanislavskij, Mejerchol’d tenuti da alcuni grandi maestri della scena nazionale ed internazionale, e lavorando sul palcoscenico o sul set con attori e registi tra i quali Mario Scaccia, Pino Micol, Roberto Herlitzka, Pamela Villoresi, Walter Manfrè, Guglielmo Ferro, Mariangela D’Abbraccio, Massimo Venturiello etc.
Svolge una costante attività di formazione teatrale per allievi attori presso la sede di ResNudaTeatro, associazione culturale di cui è direttore artistico e didattico.

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La Israel Camerata Jerusalem propone in prima mondiale “Canti eleatici” della compositrice napoletana Alessandra Salvati

Alessandra SalvatiDal 28 ottobre all’1 novembre l’Israel Camerata Jerusalem terrà un tour di quattro concerti a Gerusalemme, Karmiel, Rehovot e Tel Aviv, durante i quali sarà proposto, in prima mondiale, “Canti eleatici della compositrice napoletana Alessandra Salvati, vincitrice dell’ American Prize 2013 con il ciclo sinfonico Tektosyne.
La prestigiosa orchestra da camera di Gerusalemme celebra quest’anno la sua 31ª stagione artistica con una serie di concerti a tema ed il lavoro della Salvati si inserisce nelle serate dedicate alla filosofia e racconta in musica le origini del pensiero occidentale nell’atmosfera arcaica del meridione italiano.

Canti eleatici è un omaggio all’antica colonia greca fondata dai Feaci sulle coste del Cilento, Elea, dove il filosofo Parmenide attuò una grande rivoluzione della speculazione intellettuale e diede inizio, come afferma Hegel, al vero pensiero filosofico, definendo le categorie entro le quali si sono sviluppate nei secoli successivi la nostra cultura e la nostra civiltà.
Canti eleatici è stato concepito come un contrappunto sonoro all’iter primordiale del pensiero che, abbandonando un approccio di tipo empirico alla realtà e muovendo verso un dominio ontologico, entra gradualmente nelle strutture dell’essere, arrivando a definirne la dimensione onnicomprensiva e atemporale in cui si esprime la sostanziale unità di tutte le cose.
Il compito del ‘canto’, anche nella sua accezione poetica, è affidato a strumenti solisti in apertura dei due movimenti, ora al flauto, ora al violoncello, nella ricerca di sintesi tra parola e musica, ovvero tra materia e concetto.
Al suono dello shofar, l’antico corno ebraico, evocato nella parte conclusiva dell’opera, spetta invece di volgere una voce verso chi, pur lontano, affaccia sullo stesso mare; forse da quel mare sono affiorati gli elementi che, in musica, accomunano la tradizione ebraica e la tradizione napoletana, come ad esempio una scala musicale simile, con il secondo grado abbassato, utilizzata in questo lavoro.
Così come dal mare sono venute le navi e gli uomini che hanno dato inizio alla nostra storia.
Anche questa splendida orchestra è il frutto della convergenza di contributi e iniziative di chi, da ambiti diversi, vede nel supporto alla musica la tutela di una dimensione fondamentale della vita umana: nell’arte l’uomo travalica ogni confine e crea nuove condivisioni.
(Nota a cura di Alessandra Salvati)
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Tournée Israel Camerata Jerusalem – Sulle orme dei Filosofi

Martedì 28 ottobre 2014, ore 20.00 – Henry Crown Hall di Gerusalemme
Mercoledì 29 ottobre 2014, ore 20.30 – Performing Arts Center di Karmiel
Giovedì 30 ottobre 2014, ore 20.00 – Wix Auditorium Weizmann Institute di Rehovot
Sabato 1 novembre 2014, ore 20.00 – Museum of Art di Tel Aviv

Israel Camerata Jerusalem
direttore: Boris Brott (Canada)
violino: Kolja Blacher

Programma

F. J. Haydn: Sinfonia n. 22 (“Il Filosofo”)

George Gershwin: Porgy and Bess” Suite per orchestra da camera (Arr. by Avner Dorman)

Alessandra Salvati: “Canti eleatici” (Prima esecuzione mondiale)

Leonard Bernstein: Serenata da “Il Simposio” di Platone

Alessandra Salvati
E’ nata a Napoli, dove si è formata come pianista e come compositrice.
Le sue qualifiche includono i Diplomi di Composizione e Pianoforte, la Specializzazione in Composizione con il M° Luciano Pelosi ed il Dottorato in Music Theory and Composition conseguito presso la University of Miami.
Ha vinto l’American Prize 2013 con il ciclo sinfonico Tektosyne: Three Architectures for Orchestra, definito dalla giuria “un’opera monumentale, riccamente orchestrata, un paesaggio sonoro in grado di condurre l’ascoltatore in un viaggio nel tempo e nello spazio”.
Nel 2012 è stata finalista dello stesso concorso con la sua Sinfonia.
La sua musica è stata eseguita da prestigiosi ensembles, tra cui il Quartetto Penderecki, che l’ha selezionata quale esponente di primo piano nella scrittura contemporanea per quartetto d’archi (IX Festival Internazionale di Casalmaggiore).
Il suo repertorio include lavori per orchestra sinfonica, per orchestra da camera ed opere teatrali.
La sua musica è stata definita come “potente, commovente e capace di creare un forte legame con il pubblico” (L. Budmen, South Florida Classical Review).
Attualmente Alessandra Salvati è impegnata nello sviluppo di progetti che possano portare la sua musica in tutto il mondo.
La commissione ricevuta dalla Israel Camerata Jerusalem per la composizione di “Canti eleatici” è senz’altro il più prestigioso tra questi.

Israel Camerata Jerusalem
La Israel Camerata Jerusalem è la principale orchestra da camera in Israele.
Fondata nel 1983 da Avner Biron, suo direttore stabile, l’orchestra è impegnata in più di cento concerti all’anno ed in progetti educativi in Israele e all’estero.
Il repertorio spazia dal barocco alla musica contemporanea ed include lavori commissionati dalla Camerata.
L’orchestra ha raccolto successi nelle più importanti manifestazioni di musica classica in Europa, negli Stati Uniti e in Oriente, e le sue incisioni discografiche sono largamente apprezzate dal pubblico e dalla critica.
Avner Biron ha diretto la Israel Philarmonic Orchestra, la Jerusalem Symphony Orchestra e molte altre orchestre nel mondo, ha fondato ensembles e festivals, ed è stato membro della commissione per l’organizzazione dell’Academic Institutions for Music in Europe (AEC).
Nel 2005 è stato premiato dal Ministero per l’Educazione in Israele per il suo contributo alla vita artistica e musicale del Paese.
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Sabato 25 ottobre a Salerno le chitarre di Alberto Falcione e Daniele Aiello protagoniste della serata inaugurale della rassegna “Erasmus on Stage”

Alberto Falcione e Daniele AielloConcerto inaugurale sabato 25 ottobre, alle ore 20.00, tra le antiche pietre di Chiesa di Sant’Apollonia per il cartellone della III edizione di Erasmus On Stage, rassegna musicale promossa dal Conservatorio di Musica Giuseppe Martucci in collaborazione con la Bottega San Lazzaro di Giuseppe Natella.
Di scena i chitarristi Alberto Falcione, che ritorna dal conservatorio delle Isole Canarie, e Daniele Aiello, protagonisti di una serata dedicata interamente al rapporto viscerale tra la chitarra e la Spagna che ha offerto il tema per l’allestimento del programma “Cuerdas y recuerdos de España”.
Il concerto principierà con l’op. 34 di Fernando Sor, un duetto tra i più amati e scherzosi titolato L’Encouragement.
Questa è la dedica “une de ses élève”: le parti di questo sono chiamate “L’élèves” e “Le Maître” che indica che l’allievo dovrà suonare la più difficile linea melodica, mentre l’insegnante avrà l’accompagnamento, ma la linea di canto gira e sfocia in un grazioso valzer.
I due ragazzi scioglieranno quindi il duo per esibirsi da solisti.
Alberto Falcione proporrà l’Allegro assai dalla Suite BWV 1005 in do maggiore per violino di Johann Sebastian Bach, che ha il taglio preciso e squadrato della toccata nel suo serrato ritmo unitario, in cui si snodano, in un calcolato gioco di effetti, molti virtuosismi armonici e contrappuntistici, dove lo strumento si sbriglia in una specie di perpetuum mobile, un flusso ininterrotto di veloci «semicrome» da dove, qua e là, come per subitanee illuminazioni, l’anima canora dello strumento pur riesce a emergere, «stampando» nell’orecchio dell’ascoltatore un fugace segno melodico rivelatore della sigla compositiva bachiana.
Ritorna Fernando Sor, uno degli autori più rappresentativi della letteratura per chitarra, con una delle sue gemme, lo Studio op. 6 n. 11, una pagina divisa in due grandi sezioni, una in tonalità minore e l’altra per contrasto, in maggiore.
La grande struttura è sostenuta da un altro elemento cardine, l’andamento pressoché costante per arpeggi in terzine, dalle quali emerge anche l’idea lirica che si dipana lungo tutto il brano.
E’ ingegnosa l’inventiva di Sor, che costruisce archi melodici discendenti, contrapposti a volute ascendenti, in una continua opposizione e progressione.
Alberto Falcione concluderà il suo primo intervento con la Tarantella di Castelnuovo-Tedesco con il quale il compositore torna a rendere omaggio alla tradizione musicale napoletana, come già aveva fatto una dozzina di anni prima, quando aveva composto una suite pianistica intitolata Piedigrotta 1924.
Castelnuovo-Tedesco adotta una forma libera dove i tre temi principali si succedono episodicamente; l’equilibrio formale è dato in questo caso più dal sapiente succedersi dei temi che dall’adozione di una forma musicale precisa.
Il primo tema è caratterizzato da una verve ritmica elettrizzante e lo si ritrova continuamente nel corso del brano, elaborato in mille modi diversi; ad esso si contrappongono gli altri due temi, più lirici e nostalgici, dall’andamento di canzone popolare.
La ribalta sarà poi tutta di Daniele Aiello, il quale proporrà la più famosa delle opere di Castelnuovo-Tedesco, il Capriccio diabolico, datato 1935 e dedicato a Segovia, che aveva richiesto una composizione ispirata a Niccolò Paganini.
Il capriccio è formato da due temi e un motto liberamente strutturati a episodi ed esposti in forma concisa già a partire dalla prima pagina della composizione.
Il resto del brano è costituito dal continuo alternarsi dei due temi e del motto continuamente variati ed elaborati, tanto che si potrebbe definire l’opera come una serie di variazioni su due temi.
Nel finale (“Grandioso”, secondo la stessa indicazione dell’autore) il materiale tematico si sovrappone secondo un procedimento di derivazione orchestrale più volte sfruttato dall’autore; a questo episodio segue un ultima esposizione del motto e la conclusiva citazione della “campanella”.
C’è un passo autobiografico dettato da Paganini e riferibile al 1801, che passa generalmente inosservato.
E’ là dove il violinista ricorda: “Restituitomi, poi, in patria, mi dedicai all’agricoltura e, per qualche anno, presi gusto a pizzicare la chitarra”.
Conosciuto il mandolino, Paganini il quale non si fece mai ascoltare in pubblico, in veste di chitarrista, si dedicò allo studio di questo strumento, riuscendo a cavarne effetti straordinari e accordi difficili, magnificamente arpeggiati.
Aiello ci farà ascoltare la Grande Sonata in la maggiore e in tre movimenti, un Allegro Risoluto, in forma di sonata, una languida romanza, piuttosto largo e il finale un andantino variato, scherzando, e tema con sei variazioni, che sostanzia il più impegnativo e anche il più articolato fra i brani chitarristici del genio genovese. Chiuderà la serata Alberto Falcione, il quale eseguirà prima Sevilla, una pagina per pianoforte di Isaac Albéniz, reinventata per chitarra da Andrés Segovia, segnata da una perversa linea cromatica che attraversa di tanto in tanto le voci interne alla sezione e dal contrasto fra il clamore ritmico e vitale e la mestizia del cante hondo, dove si palesano ancora scale tipiche della gritha e a seguire “El ultimo tremolo” di Agustín Barrios Mangoré.
Benites Gesù scrive che l’opera fu composta da Agustín Barrios Mangoré il 2 luglio 1944, un mese prima della sua morte.
Mentre stava insegnando, una vecchia donna bussò alla porta supplicando l’elemosina per amore di Dio.
La nostalgia che pervade il lavoro sembra offrire una panoramica della vita dell’autore, un testamento, un obolo per passare Oltre.

Domenica 26 ottobre alle ore 20, i riflettori si accenderanno ancora sulla tradizione iberica con una serata dal titolo “Erasmusic!”, ma riflessa nelle campane rilucenti delle tube e nella coda del pianoforte con i due tubisti Domenico Limardo proveniente da Salamanca e Angelo Mazzitelli dall’ Accademia di Saragozza, unitamente alla giovane pianista Carolina Danise che ha scelto Alicante, per l’avventura in Erasmus a soli diciannove anni.

Ingresso libero

Info:
Conservatorio Martucci
089/237713
peppenatella@libero.it
089/231330

Comunicato a cura di Olga Chieffi
Resp.le musicale Studio Apollonia
Cell.:347/8814172

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